mercoledì, aprile 27, 2005

maestri.non solo a scuola.

Avete mai stretto mai amicizia con un professore? O con una professoressa?
Personalmente, nel mio cammino scolastico e poi universitario, ho avuto la fortuna di incontrare molti docenti capaci di infondermi, oltre che le nozioni della disciplina insegnata, anche una discreta dose di buonumore, umana comprensione, dolcezza, etc. In poche parole, amicizia.
Vorrei ringraziare, attraverso queste poche righe, una persona in particolare, che ha guidato l’ultimo corso che ho seguito all’università come studente di comunicazione multimediale e di massa: una docente, che poteva essere tale solo per le conoscenze che ha dimostrato durante gli incontri del suddetto corso. Per il resto, mi ha dimostrato che quello per cui ho studiato non sarà solo tempo buttato, che possiamo valere anche noi, studenti di scidecom. E questo mi ha agevolato un po’ nell’affrontare, con un po’ di malinconia, il passaggio verso l’ultimo ostacolo nel mio cammino adolescenziale: la laurea. Mi mancherà l’università, perché in essa si potevano incontrare persone come quella docente.
Il nome, per la privacy, non lo citerò, però lei lo capirà: sappia che per me la discussione sul liberismo non è mica chiusa!
Fra

lunedì, aprile 25, 2005

piccolo pensiero serale








Ho optato per un pomeriggio al cinema, tralasciando tutti i valori patriottici legati a questa festa, il 25 Aprile. Stasera ho dedicato un’oretta alla mia tesi di laurea: sono pronto per andarmene a dormire. Non prima di segnalare che questo blog è sempre vivo, e qualcuno dovrà prima o poi scrivermi, spero proprio che qualcuno venga a leggere, perché scrivere solo per me stesso, beh, è quantomeno è un po’ noioso!
Un piccolo pensiero xò lo voglio lasciare: bisogna credere e volere, perchè senza queste due piccole azioni, la propria resistenza cala paurosamente.
Credere, in ciò che si ritiene più giusto.
Volere, significa voler vivere..

Buonanotte, buona settimana, omaggi e formaggi.
Fra

Pomeriggio

Ciò che conta, quando si passa una domenica in compagnia di sé stessi, è tentare di non lasciarsi trascinare dal tempo (metereologicamente parlando). Oggi piove, cielo autunnale, tristemente simile alle giornate di fine Ottobre. Sono impassibile mentre ascolto le partite, di fronte al vuoto che questo pomeriggio mi presenta davanti. Non ho niente da fare, tranne aspettare che qualcuno mi invii un sms e mi scriva che ha voglia di vedermi, di parlarmi, così avrò una scusa per uscire per fare qualcosa che non sia stare di fronte al monitor. Vabbé, che mi frega. Al max sto qua fino alle sei.
Vedremo che succederà. Ad ogni modo, una cosa di buono c’è in questa settimana così autunnale (almeno nel suo inizio): che mi farò un giorno in meno di lavoro. Guadagnerò qualche euro in meno, ma il mio sangue non correrà il rischio di acidificarsi più del preventivato.
Bye.

venerdì, aprile 22, 2005

A quelli che ci credono

Oggi ho concluso il mio cammino universitario: ho registrato l’ultimo voto della mia carriera (28 di storia dell’immagine meccanica) e via, via a prendere un caffé, al bar, in ottima compagnia.
Fantastico. Oggi è stata una bella giornata, anche se si avvicina sempre più la data di consegna della tesi. Ho paura di questa scadenza, il 30 Maggio, termine ultimo. Temo di non farcela.
Non ho più scritto perché impegnato lì: il mio diario – pensatoio telematico ha dovuto attendere, priorità alla tanta agognata conclusione del capitolo sulla “società atomica”. Oggi pubblico solo un pensiero, quello che credo possa essere un’ottima dedica per la mia tesi:

“A quelli che ci hanno creduto, a quelli che ci credono e quelli che ci crederanno..”


Per ottenere le cose, bisogna volerle: questo traguardo, così lontano alla fine dell’estate 2000, si sta concretizzando sempre più. Auguro tutti di riuscire a raggiungere i propri scopi: quando ce la fai, ecco che ti rendi conto di quanto possa essere bella la vita. Ed ecco che un caffé con un’amica diventa un momento magico…
Scusate la latitanza.. a presto.
Fra

martedì, aprile 19, 2005

Lunedì, maledetto Lunedì

Oggi è stata una giornata come tante altre. Palestra, studio, lavoro, rompimento di balle, cena. Ascolto Radio3, e mi rilasso. Odio il Lunedì.
Perché? Perché… perché mi mette l’angoscia. Da piccolo mi immaginavo il lunedì come il giorno delle persone sole, quelle che passano la sera in un bar a sorseggiare un drink nell’attesa che tutto diventi come ciò che si sogna. Che passano il tempo a sentire canzoni di cantanti che cantano di amore, di rapporti interpersonali duraturi e soprattutto sinceri.
Il Lunedì lo odio perché mi ricorda quando tornavo a casa la sera, da piccolo, e non volevo andare il giorno dopo a scuola, perché troppo lontano era il sabato. Il Lunedì è sempre stato un giorno che ricordo piovoso, caotico. Quei giorni dove devi studiare 5-6/cento pagine di matematica per l’indomani, con il mal di testa, in concomitanza magari di un appuntamento cui non vorresti mancare, ma cui non andresti perché oltre che da studiare hai comunque un mal di testa tipo Mururoa.
Certo, il lunedì è il giorno che si odia di più, perché la settimana è iniziata. Però.. se penso a quante volte mi sono innamorato di Lunedì… anche questa è una banale, odiosa solita affermazione atta a confermare quanto questo blog sia il capriccio di un bel signor nessuno che ha voglia di esprimersi, sperando che “qualcuno” scriva.. Eppure scrivo lo stesso certe cose, perché ho voglia di comunicare (ovvio, studio comunicazione multimediale e di massa), magari ottenendo qualcosa: un segnale da qualcuno..
Chi ha voglia, parli dei suoi Lunedì. Si lo so, domani è martedì, però non è mai troppo tardi per parlare dei Lunedì, intesi come tutti quei giorni che nascono odiosi ma che poi si rivelano meravigliosi.

domenica, aprile 17, 2005

Jogging

Ieri sera sono andato a vedere “In good company”. Dennis Quaid è veramente un grande attore, e il film, nonostante non mi ispirasse inizialmente, mi è piaciuto moltissimo. Una scena in particolare: in due momenti differenti, si vede uno dei protagonisti che fa jogging: la prima volta è in casa, su un tappeto scorrevole, con uno sfondo di mura e di immagini che frenetiche si susseguono su un monitor al plasma, posto sul muro alle sue spalle. La sua vita, fatta di ricchezza, è tutta racchiusa in quel correre chiuso in casa. La seconda volta, il ragazzo corre su una spiaggia, libero, con alle spalle un tramonto, come nelle migliori tradizioni poetiche. La sua vita, da plasticata in una ricchezza esagerata per i suoi anni, aveva preso un’altra piega: quella della serenità, della libertà genuina, senza costrizioni ne obblighi verso il resto del mondo.
Nella finzione, la metafora di quella corsa va a inserirsi alla perfezione nella ricerca della vera vita, di quella che viene pensata, sperata, sognata: ognuno cerca di correre, di lasciarsi alle spalle la malinconia di un’esistenza che viene percepita come non propria, non gustata appieno.
Chi aspira a vivere come Carter, il ragazzo del film, cerca una realtà che possa essere il giusto contenitore della sua esistenza: una realtà composta di persone, emozioni, sogni, e anche di difficoltà, perché sono loro che fanno amare la vita. Quando una vita è senza difficoltà, di essa non viene apprezzata l’intensità, la bellezza contenuta in tanti aspetti che, nonostante siano ciò che rendono bello il mondo, sono ignorati finché spariscono. Non vorrei scrivere banalità: vorrei che queste parole siano solo un modo per cominciare a dialogare con qualcuno come me, che vuole sentire fino in fondo il sapore di vivere. Vivere pienamente, vivere al massimo.
Lascio il blog perché è ora di dedicarmi alla mia tesi. Vivere vuol dire anche guadagnarsi la laurea… J
A domani.

sabato, aprile 16, 2005

Significati, parte 1

Ciao
Mi chiamo Fra. E' la prima volta che provo a inaugurare un blog, quindi scusatemi se troverete sbavature di qualsiasi tipo.
Questo blog è per chi, come me, cerca il significato. Di vivere, di amare, di odiare, di aspirare a qualcosa di più. Tramite quello che scriverò qui,cercherò d idire la mia, nell'attesa che qualcuno mi risponda.
In realtà, spero che una persona mi risponda... una persona di cui non ho riferimento alcuno, numero di telefono, mail, indirizzo... i realtà, di questa persona non so neanche il cognome, benchè l'abbia sentito qualche volta..
chi ha voglia di dibattere con me, scriva. Intrecciamo parole come note musicali: l'armonia che uscirà fuori sarà la musica della nostra ricerca, eterna quanto la vita. Non ho pregiudizi, quindi accetto chiunque, bianchi e neri, rossi o fasci, credenti o no, maschi o femmine. Entrare con me nel mondo di chi cerca sempre, e magari..qualche volta..trova.
Fra

Eccomi qui!