martedì, aprile 19, 2005

Lunedì, maledetto Lunedì

Oggi è stata una giornata come tante altre. Palestra, studio, lavoro, rompimento di balle, cena. Ascolto Radio3, e mi rilasso. Odio il Lunedì.
Perché? Perché… perché mi mette l’angoscia. Da piccolo mi immaginavo il lunedì come il giorno delle persone sole, quelle che passano la sera in un bar a sorseggiare un drink nell’attesa che tutto diventi come ciò che si sogna. Che passano il tempo a sentire canzoni di cantanti che cantano di amore, di rapporti interpersonali duraturi e soprattutto sinceri.
Il Lunedì lo odio perché mi ricorda quando tornavo a casa la sera, da piccolo, e non volevo andare il giorno dopo a scuola, perché troppo lontano era il sabato. Il Lunedì è sempre stato un giorno che ricordo piovoso, caotico. Quei giorni dove devi studiare 5-6/cento pagine di matematica per l’indomani, con il mal di testa, in concomitanza magari di un appuntamento cui non vorresti mancare, ma cui non andresti perché oltre che da studiare hai comunque un mal di testa tipo Mururoa.
Certo, il lunedì è il giorno che si odia di più, perché la settimana è iniziata. Però.. se penso a quante volte mi sono innamorato di Lunedì… anche questa è una banale, odiosa solita affermazione atta a confermare quanto questo blog sia il capriccio di un bel signor nessuno che ha voglia di esprimersi, sperando che “qualcuno” scriva.. Eppure scrivo lo stesso certe cose, perché ho voglia di comunicare (ovvio, studio comunicazione multimediale e di massa), magari ottenendo qualcosa: un segnale da qualcuno..
Chi ha voglia, parli dei suoi Lunedì. Si lo so, domani è martedì, però non è mai troppo tardi per parlare dei Lunedì, intesi come tutti quei giorni che nascono odiosi ma che poi si rivelano meravigliosi.

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