martedì, novembre 08, 2005

Sciopero. Non si ferma la mente.

Enzo Biagi è stato, e sempre sarà, un grande giornalista.
Credo che non si possa smettere di essere grandi, a prescindere dalla grandezza o meno di una censura violenta, grottesca, maledettamente stupida, volgare ed irritante.
Il blog, i siti, in generale Internet, è l'ultimo mezzo che ha l'uomo per combattere contro i poteri censori dell'universo politico, in quanto nessun tipo di taglio può essere applicato a internauti abili e a viaggiatori della banda.
Possiamo scrivere,parlare di chi, come Biagi, Santoro, Luttazzi, Grillo, e molti altri di cui non ricordo i nomi, sono stati defenestrati dai poteri forti della nostra povera Italia.
Dobbiamo entrare nell'ottica che il futuro non è roseo, ma possiamo cambiarlo, se decidiamo di agire nell'interesse di tutti. Perchè oggi mi sento di sottolineare che ciò che è capitato a questi artisti, giornalisti, professionisti, è frutto non di una limitazione politica, ma di una precisa volontà di cancellare il contraddittorio, nel vano tentativo di lobotomizzare il pensiero libero.
Odio i comunisti, non amo la sinistra, ma non prescindo dalla mia libertà.
Credo in ciò che penso, ma penso perchè non credo. Non credo alla superficialità della realtà, e voglio poter sentir parlare di ciò che mi circonda senza aver bisogno di qualcuno che a monte mi indichi la retta via. Voglio giudicare, liberamente, determinando il giusto o lo sbagliato, il corretto e lo scorretto, il modello da assumere come medesimo o l'essere da indicare come spauracchio da non imitare. Biagi non leggerà mai queste parole, parole semplici di un giovane di 23 anni che ama la cosa pubblica, il proprio paese, la storia dell'umanità e il progresso dell'umanità: ma se potesse leggerle, saprebbe che oggi, con il suo libro in mano, questo giovane si è quasi commosso mentre veniva a lavorare, perchè leggeva di un uomo che ha saputo leggere la vita come dovrebbe essere concepita: una grande avventura, di cui andare fieri ed orgogliosi, senza perdere per questo la dignità di piegarsi di fronte al padrone di turno. Non sapremo mai se fra 150 anni si conoscerà cosa è capitato in Italia per mano di un politico corrotto e della sua cricca di criminali. Rimarrà nella storia, sicuramente, quale sarà la reazione a questa costrizione. Vogliamo vivere in tanti, e la libertà è, e rimarrà sempre, parte integrante della vita che vogliamo.
Oggi i giornali sono in sciopero, io quindi non lavoro. Il sito non verrà aggiornato. In compenso la mia mente viaggia, crea, sogna. Ho un'idea per un nuovo racconto. Scriverò ancora.
A presto
Fra

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