lunedì, gennaio 30, 2006

Una pausa di riflessione


Nel cambio oggettivo del mio piccolo mondo virtuale, non c'è stato più spazio per i sentimenti, per le riflessioni, per i pensieri vicini ad un realtà marcia e lontani dalla fantasia di una vita che vorremmo diversa.
Spazio quindi verso argomenti che oggi sento miei: precisamente, verso l'innamoramento.

Sensazione particolare, che riscopro ogni giorno anche solo nelle parole che sento intorno a me. La gente sogna parole d'amore, gesti inconsulti d'affetto e poche sensazioni perdute...

Si sognano rapporti chiusi, storie passate, che lasciano strascichi di malinconia infiltrata di momenti felici. Rivedi momenti come il primo bacio, l'abbraccio di un pomeriggio di metà ottobre sui sedili al fondo di un pullman, o il respiro di una persona amata, nel calore di un letto che solo alle prime luci del mattino si può avvertire.
Sguardi solitari, in un mondo che anche solamente per un minuto ha voluto girare intorno a te e ad qualcuno che credevi eterno come il momento del distacco, che inevitabilmente gusti quando meno te lo aspetti. Scopri così che le storie più belle sono anche quelle che sono finite. Scopri così che chi non c'è più ti manca come non mai, e ti chiedi il perchè quella felicità non sia bastata a far durare quel sogno così puro.

E' l'amore. E il più puro si trova nel dolore di quello che scompare. E' il quesito che leggi nello specchio quando senti attorno a te l'alito della nostalgia. Ti abbracci ai ricordi sapendo che difficilmente torneranno: talvolta si soffre, talvolta si sorride. Ma sempre rimarranno quei momenti. E, in fondo, ripensando ad essi si preserva ancora una speranza di poter rivivere nell'amore, nel passato, nel presente e nel futuro. Con un'altra persona? Forse, anzi sicuramente. Vivendo diversamente, provando altre sensazioni: ma sempre amando... ed è questo l'importante.
A presto,
Fra

giovedì, gennaio 26, 2006

The Hamas' children and the future


In Palestina le elezioni hanno visto la vittoria di un gruppo considerato dall'Occidente potenzialmente vicino all'estremismo islamico, Hamas.
La condanna è venuta un pò da tutto il mondo non mussulmano, dagli Usa alla Gran Bretagna, fino al nostro Presidente del Consiglio.
Cosa cambia? Politicamente parlando, ciò che è accaduto in Palestina è la logica conseguenza di ciò che noi definiamo democrazia. Lì il popolo ha votato, indirizzando la propria scelta verso un gruppo che si è reso protagonista di prese di posizione nei confronti di Israele alquanto discutibili.
Io però terrei a sottolineare un paio di cose:
1) Dalla sua nascita, a seguito della Shoah, Israele è stato uno dei Paesi MENO allineati con la politica pacifista dell'Onu: l'esercito ha ripetutamente aggredito i palestinesi, espropriando ettari ed ettari di terreno, costruendo muri e uccidendo con il solo fine di riconquistare ciò che credevano una terra di loro appartenenza.
2) Dagli anni '70 Israele ha perseguito una politica di sviluppo nucleare a fini bellici invidiabile solamente alle grandi potenze del mondo di allora e di oggi, Usa e Urss in primis. Con la realizzazione del centro ricerche di Dimona Israele si è dotato di un arsenale nucleare quantificato dagli analisti in circa un centinaio di testate, armabili su vettori che possono giungere fino a 4000 Km di distanza dal punto di partenza.
3) Il mercato nero dell'Uranio238 è passato per almeno due decenni da Israele.
4) Le più grandi forniture di elicotteri di guerra sono state nella storia quelle indirizzate dagli Usa a Israele.
5) L'esercito israeliano ha spazzato via, già nella guerra del Kippur, interi eserciti con la sua aviazione, equiparabile per efficienza solo alla Raf e a quella americana.

I Palestinesi hanno votato la loro legittima difesa nei confronti di un popolo che ha forse spinto oltre la soglia dell'accettabilità la propria voglia di potere.
La migliore arma per combattere il Terrorismo, sia esso di Hamas o di Al Qaeda, è il dialogo, fermo ma comprensivo. Troppi morti sono stati, troppi saranno, se questo non avverrà.

Questa è una piccola riflessione, ma, ovviamente, la voglia che avrei di scrivere tutto quello che ci sarebbe da dire su questo argomento latita.
A presto,
Fra


p.s. : il Presidente del Consiglio si è detto addolorato per la vittoria di Hamas. Invece di preoccuparsi dei fatti della Palestina, farebbe meglio a spiegare a chi lo osserva nel suo Paese perchè mai ha depenalizzato il vilipendio ai simboli costituzionali e repubblicani.

martedì, gennaio 24, 2006

Armi in pugno


Vignetta tratta qui

Dal libro "Capre di guerra" di Jon Ronson (Arcana editore, pag. 32-33):

«Jim aveva gridato ai suoi soldati di uccidere il cecchino, e loro, tutti insieme, colpo dopo colpo, avevano sparato verso l'alto.
"Pare che questa sia una reazione comune quando dei soldati inesperti devono sparare ad un essere umano" disse Jim " Non è una cosa naturale sparare alle persone".
Ciò che Jim aveva visto concordava con alcuni studi fatti dopo la seconda guerra mondiale dal generale e storico militare S.L.A. Marshall.
Il generale intervistò migliaia di soldati della fanteria americana e scoprì che solo il 15-20% aveva effettivamente sparato per uccidere. Gli altri avevano sparato in alto oppure non avevano sparato affatto, tenendosi impegnati in qualsiasi altro modo a loro disposizione.
Il 98% dei soldati che avevano sparato per uccidere aveva riportato traumi profondi per le proprie azioni. Gli altri, il restante 2%, furono definite "personalità psicopatiche aggressive", il che in pratica significava che non avevano problemi a uccidere in nessun caso, in patria o all'estero.
La conclusione [...] del tenente colonnello Dave Grossman del Killology Research Center fu che "nel combattimento prolungato e inevitabile c'è qualcosa che spinge il 98% degli uomini alla follia; gli altri, il restante 2%, erano già pazzi prima di arrivare"».

Scusate il lungo preambolo. Il libro "Capre di Guerra", di cui ho riportato fedelmente un paragrafo, discute degli studi condotti dall'esercito Usa di perfezionare le loro famose macchine da guerra: i marines. "Full metal jacket" dava un'idea della complessa serie di pensieri che corrono attraverso un uomo che sta per uccidere un suo simile.

Oggi il Parlamento ha approvato la legge sulla legittima difesa, che ci avvicina di molto al mondo americano in fatto di concezione della sicurezza domestica. Un modo di vivere che forse avremmo dovuto studiare attentamente prima di prenderlo come modello e assumerne alcuni aspetti.

Devo dire che in principio il sottoscritto era uno dei più fieri paladini dell'idea che, se lo Stato non difende, il cittadino si dovesse difendere da solo. Ma, con il passare del tempo, troppe volte ho sentito notizie di depressi, malati di mente, pazzi, aspiranti terroristi, che, con l'arma detenta per la difesa personale, commettono stragi di innocenti, i quali magari avrebbero voluto godere della propria vita decidendo autonomamente il proprio destino.

E' lo Stato che dovrebbe garantire, con una sorta di "assicurazione legislativa", al cittadino la propria incolumità dai criminali: le forze dell'0rdine, la magistratura, l'ordine precostituito, esistono per dare al privato la possibilità di vivere senza subire alcun tipo di offesa, in primis quella fisica. Se necessario, tale sistema deve poter operare senza paura di intercorrere in giudizi francamente eccessivi o demonizzatori; in pratica, l'ordine è garantito solamente se nessuna forza politica incita a combattere contro gli uomini dello stato che lavorano per mantenere l'ordine pubblico. Squatter che difendono gli spacciatori, ricettatori che usano le bandi di slavi per le rapine in villa, pseudo comunisti che giustificano la delinquenza degli immigrati con l'indifferenza della società. E' questo il primo passo per lasciar vivere serena la delinquenza.

Se ognuno si dota di un'arma, non si può che esasperare questo processo che vede il Paese, complice anche l'attuale amministrazione e l'attuale Governo, al centro di una generale perdita di consenso e fiducia. Gli italiani non credono più in sè stessi, nel paese dove vivono, e sentono la necessità di garantirsi una propria sicurezza. Ciò è completamente sbagliato. La strada sbagliata. Perchè non tutti fanno parte di quel 2% che è in grado di uccidere facilmente un proprio simile. Al momento topico, si rischia di far parte del 98% che sbaglia mira, spara verso la direzione meno indicata, o magari non spara propria.
Una sicurezza fittizia, che non fa che gli interessi di chi vorrebbe essere delinquere. E fa passare i responsabili della perdita del SENSO DELLO STATO, come salvatori. Bella roba.
A presto
Fra

lunedì, gennaio 23, 2006

Strana la vita...


Girovagando per la rete, o magari scrivendo "parlamento" sul motore di ricerca Google, ci si può imbattere in manifesti come questo.
Non credo che si possa fare o dire banalità su quanto questo banalissimo pezzo di carta riporta. Non si può neanche negare che il partito che riporta tale slogan non possa richiamarsi ad un uso estremo della legalità.
E' pur vero però, che ciò che si chiedeva per gli allora inquisiti non si è ripetuto in una sorta di rindondanza repubblicana anche negli attuali fasti parlamentari.
Prendo un elenco in prestito dal blog di Beppe Grillo, uno degli ultimi partigiani della resistenza mediatica alla politica "difficoltosa" di questi tempi: è l'elenco riportato in un numero dell'Herald Tribune lo scorso novembre, che sottolinea la necessità di un Parlamento Pulito. La campagna omonima, lanciata dal comico genovese, forse dovrebbe essere pubblicizzata di più... ma si sa, nessuno è perfetto (uno sloga che, come potete notare, ripeto spesso).
Ecco la lista:

Berruti Massimo Maria (deputato FI)

Biondi Alfredo (deputato FI)

Bonsignore Vito (eurodeputato UDC)

Bossi Umberto (eurodeputato Lega Nord)

Cantoni Giampiero (senatore FI)

Carra Enzo (deputato Margherita)

Cirino Pomicino Paolo (eurodeputato Udeur)

Dell'Utri Marcello (senatore FI)

Del Pennino Antonio (senatore FI)

De Michelis Gianni (eurodeputato Socialisti Uniti per l'Europa)

De Rigo Walter (senatore FI)

Frigerio Gianstefano (deputato FI)

Galvagno Giorgio (deputato FI)

Jannuzzi Lino (senatore FI)

La Malfa Giorgio (deputato PRI)

Maroni Roberto (deputato Lega Nord)

Rollandin Augusto (senatore Union Valdotain-DS)

Sgarbi Vittorio (deputato FI, passato al centrosinistra)

Sodano Calogero (senatore UDC)

Sterpa Egidio (deputato FI)

Tomassini Antonio (senatore FI)

Visco Vincenzo (deputato DS)

Vito Alfredo (deputato FI)

Mi sembra doveroso sottolineare come l'innocenza di un imputato sia riconosciuta fino a prova contraria. Purtroppo, però, la lista raccoglie solo i parlamentari condannati. Per quanto mi riguarda, dato anche la fiducia che ripongo nella magistratura, quelli che sono in attesa di giudizio rimangono innocenti.
A presto,
Fra

p.s. Il "ladri" a cui fa riferimento il manifesto non è da intendersi riferito ai soggetti del listato proposto: l'autore del post infatti non vuole insultare ne diffamare, ma solamente informare. Informazioni sulle persone riportate e sulle condanne che hanno subito possono essere reperite sui maggiori organi di stampa nazionali e internazionali, oppure cliccare qui.

giovedì, gennaio 19, 2006

Qualche info in più

Lascio di seguito un link che può essere utile nell'analisi dell'argomento che ho portato alla vostra attenzione nel mio precedente post.

http://www.disinformazione.it/loggiaP2.htm

La storia della P2 non è riassumibile in poche righe: preferisco linkare questo articolo che credo possa dirsi estremamente saturo di argomenti.

Cercherò di scrivere qualche mio articolo nei prossimi giorni... magari su un altro grande mistero italiano, legato a doppio filo all'attuale maggioranza: i legami fra criminità organizzata e partiti/movimenti della seconda repubblica, attraverso i personaggi che della seconda repubblica fanno parte.

A presto..
Fra

Logge, nani e ballerine


Un articolo interessante...

Solitamente non amo citare giornali... possono essere considerati faziosi, talvolta poco obbiettivi. Credo però che in questo piccolo articolo vi siano diversi spunti di riflessione curiosi.

Cos'era la P2? La domanda sembra banale. Eppure, molto va rivelato ancora di come si potesse mettere in pratica il Piano di Rinascita Democratica, a firma Licio Gelli (l'uomo della foto).
Credo che in esso vi fossero contenuti sufficientemente chiarificatori, di cosa sarebbe divenuta la dittatura del 2000. Il dominio mediatico, le mani del potere sull'informazione libera e obbiettiva.

Parlare di P2 nel 2000 dovrebbe essere discutere di storia. Ma la storia non insegna nulla, e oggi uomini della vecchia P2 governano.
Italiani, prego tutti i giorni perchè si possa arrivare alla meritata dignità.
Cercherò le fonti, e spiegherò (o tenterò di spiegare) cosa fosse la P2. Cosa è. Perchè ancora in troppi ignorano come certi poteri oscuri vivano oltre la loro fine.

A presto.
Fra

mercoledì, gennaio 18, 2006


www.salviamolacostituzione.it
Su questo sito si possono trovare tutte le indicazioni su come partecipare alla raccolta di firme per effettuare un referendum sulla riforma costituzionale, approvata dall'attuale maggioranza. Mai come ora chi ama il proprio Paese, in primis chi crede in una vera destra, deve sentirsi in dovere di recarsi a firmare per cancellare questa infamia. Combattiamo insieme con le armi che la democrazia ci ha concesso. Una firma per poter esercitare in nostro potere. A presto, Fra

martedì, gennaio 17, 2006

Democrazia e Cristianità..

Su la7 danno otto e mezzo. Ospite: Totò Cuffaro, governatore della bella terra di Sicilia, grondante di aromi d'arancia e polvere da sparo.
La storia ci ha insegnato come in Sicilia chi sbaglia contro gli "uomini d'onore" muore, chi combatte contro l'illegale mercato della droga e degli appalti sporchi un giorno o l'altro se ne pente.
Ma, come detto ieri, questo non può essere fatto a spese di chi, come personalmente ho potuto constatare, della mafia non vuole fare parte, non ne condivide i modi e i fini, non la vede come vero governo della Sicilia.
Totò Cuffaro è inquisito con l'accusa di aver tenuto legami con il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro; ha avuto, come dichiarato da alcuni pentiti durante il processo in corso a Firenze, diversi legami con alcuni boss mafiosi latitanti e in carcere, nonchè pare abbia chiesto mazzette in cambio di appalti per l'accredito di cliniche private, che altrimenti non avrebbero potuto beneficiare degli aiuti statali.
Totò Cuffaro è un politico che fa capo all'Udc, partito coalizzato con la Casa delle Libertà, il cui acronico significa Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro. Cuffaro è stato democraticamente eletto dal popolo, quindi rientra in quella classe politica che si richiama alla democrazia. Peccato che la seconda dicitura, Cristiana, non vada molto d'accordo con chi ha avuto legami con la mafia, nonostante gli uomini d'onore siano anche molto religiosi. Perchè Dio ha dato anche un comandamento che recita "Non uccidere". E, forse, in questo la mafia non è stata totalmente in linea con i dettami di Sacra Romana Chiesa.
Nessuno è perfetto.
A presto,
Fra

PS: per saperne di più: http://www.girodivite.it/giro/2003/108/108launch4.htm
"La mafia è bianca"--> http://bur.rcslibri.corriere.it/sclibro.php?idlb=2911

lunedì, gennaio 16, 2006

Il volto degli eroi


Che volto hanno gli eroi? Ogni bimbo crede che l'eroe sia quell'essere fatato che combatte le forze del male con arti magiche, con poteri sovrannaturali che nulla hanno a che fare con la labile cornice dell'umanita'...Nella nostra Italia di eroi ne son passati pochi. Ma quei pochi, beh, hanno lasciato il segno. Voglio commemorare due di questi uomini, nel vero senso della parola, che hanno vissuto. Morendo della speranza che questa loro vitalità contagiasse anche le persone che vivevano sotto il gioco di una mandria di assassini. Sono giovane, ho 24 anni e voglio vivere. Ma non posso vivere sapendo che c'è gente che uccide questi eroi, i miei eroi, i vostri eroi. Falcone e Borsellino sono morti quasi 14 anni fa, ma il tempo sembra essersi fermato.. Oggi il silenzio di Capaci e via d'Amelio e' rotto dalle risate di chi, dopo aver goduto nel veder morire questi grandi della storia, ora occupa posizioni di responsabilità. Oggi la mafia vive nelle istituzioni, e chi non vuole convivere con essa (come proclamato all'inizio dell'attuale legislatura da un ministro dell'attuale governo) è costretto al silenzio. Ribelliamoci a questo, democraticamente. Rispediamo a casa questo governo. Facciamolo per chi è morto nel tentativo di migliorare lo Stato: perchè il sacrificio, il loro sacrificio, non sia inutile.... continuerò a parlare di questo. Non ne posso più di stare in un posto dove i capi approfittano della gente comune. A presto.. Fra

martedì, gennaio 03, 2006

Il viaggiatore

Il silenzio rende fermo il mondo. Ciò che non parla non esiste, fino al momento in cui qualcuno non si rende conto dell’inutilità del rumore. Il freddo acutizza questa sensazione di immobilità, la pervade fino a farla entrare nelle membra di chi vi si immerge, inconsapevole della forza che in esso risiede… e della paura che da esso si genera.

Il viaggiatore è solo. Vento gelido gli taglia in due lo sguardo perso nel vuoto. L’imbrunire, impassibile, volge al suo culmine. La neve accenna un timido risveglio, nel suo infaticabile vorticare nel cielo della montagna; la calma del giorno lascia spazio solo ad un’inquieta immobilità.

L’uomo è solo nella radura, nel centro di un bosco che non conosce, selvaggio ed inesplorato quasi a giustificare la Natura nella sua incessante resistenza a lasciar spazio al genere umano. Un’arcaica quanto ancestrale fermezza, una volontà mai sopita, mai compresa.

Il viaggiatore fugge: scappa da un qualcosa che non riguarda il mondo che ora lo circonda, un mondo totalmente nuovo che credeva di conoscere ma che gli è estraneo.

Immerso nel silenzio, l’uomo cammina, cerca di ritrovarsi, cerca di affidare un senso alla sua fuga, ma non fa che rimanere zittito da quello splendido alito di morte che avvolge quel luogo di perduta e incontaminata beltà.

Affonda i piedi nella neve fresca, mentre il tramonto opacizza il bianco che intorno a lui regna incontrastato. La fatica che traspira dalla sua fronte sudata non viene neanche notata dagli alberi che lo circonda, come se lo osservassero divertiti. Sono diverse ore che il viaggiatore sta scalando il colle, dove sorge il bosco.

Il sentiero intrapreso è perso, le intemperie lo hanno smarrito. Si trova fuori pista, la sua fuga ora è anche dal pericolo di rimanere fuori per sempre dal grande gioco della vita.

I suoi indumenti sono ora una pelle irruvidita dalla neve che copiosa, lentamente, ha incominciato a scendere dal cielo che si incupisce. Arbusti spuntano agonizzanti dal manto candido sulla terra. Fili di ghiaccio scendono dai rametti, come lacrime solcano il viso di chi muore senza aver espiato le proprie colpe.

Oggi più che mai, il viaggiatore sente intorno a lui la grande accompagnatrice, la fine della sua esistenza terrena, quello che alcuni considerano trapasso ma che ora non fa che sembrargli solo un grande, meritato riposo.

Continua a salire, pensando a cosa gli aspetta al di là del colle, di quella selva rimasta intatta da gesti umani. Sibila parole di commiato nel silenzio della notte che scenda, sperando che una qualche divinità possa ascoltarlo: il viaggiatore sa che quello spettacolo così innocente potrebbe anche essere la sua rovina.

La temperatura lascia spazio alla sconfitta delle sue speranze; il freddo lo avvolge fino a rendergli impossibili i battiti di palpebre.

Il viaggiator continua perseverante nella fuga da ciò che era ormai il suo passato. Nessuna creatura di quella contrada lo tormenta per sapere.

Perché il suo presente, un presente di gelida realtà, non è affar loro: gli alberi, le foglie, i fiocchi di neve, cadranno fino a seppellirlo, ma non lo considereranno mai parte della loro specie.

L’uomo ha deturpato la Natura, asservendola ai suoi scopi: quegli stessi alberi, inconsapevoli, oggi si prendono la loro rivincita nel vedere quel viaggiatore sfinito perire per il freddo, in un bosco che ora sembra solo un bianco inferno.

I passi si fanno più difficili, la neve cade ora copiosamente. Il nulla avvolge il viaggiatore, il nulla travestito da placida macchia montana.

Il movimento delle sue gambe è lento, terribile nella sua difficile esecuzione. Un sasso rompe il gesticolare ormai automatico delle estremità inferiori del viaggiatore.

Cade, a pancia in giù, immergendo il viso nella manto nevoso appena posatosi sul terreno. Il gelo si insinua fra le pieghe del suo viso, arrossandogli le membra, sbiadite dallo sforzo. Sarà la fine? Si chiede il viaggiatore, ormai stremato.

E’ il tragico gioco di un impotente di fronte all’enormità della Natura e del suo placido esistere, del calmo decorrere degli eventi nella mandria di esseri che vagano sulla Terra.

Ora il viaggiatore è sdraiato al suolo, mentre i candidi fiocchi ricoprono, oltre che il suo corpo reso inerme, anche l’ultima speranza che serbava in cuore.
Credeva, il viaggiatore, di assoggettare in quella fuga l’equilibrio naturale che vige nel mondo, un equilibrio che vige dalla comparsa della vita.

Credeva il viaggiatore, di avere la forza di affrontare il bosco, di poterlo piegare, credendo più temibile il motivo della sua fuga che il silenzio della montagna. Si sbagliava. L’errore gli costerà caro.

La vita comincia a rifluire dal suo corpo, lasciandolo solo con il proprio ed inutile pentimento. Si è pentito il viaggiatore di questo gesto così sconsiderato, consapevole che è la propria stupidità ad averlo trascinato a vivere quel momento.

Con un pugno stringe la neve che ancora non ha rinsaldato i suoi legami con la terra, nel ghiaccio notturno. Ormai i raggi di sole che illuminavano il suo passo deciso hanno lasciato il posto al grigiore del tardo pomeriggio, che oscura ancor di più la sua fine e la sua condanna.

Il suo pugno chiuso, serrato in quel presa che non ha più niente dentro, lascia spazio solo ad una richiesta di perdono. A pochi metri, la selva sarebbe finita? Sarebbe continuata per sempre?

Il viaggiatore prova a rialzare lo sguardo, fino a osservare cosa lo aspettava: non distingue, non vede che una marea bianca solida e silenziosa, solitaria e separata dal mondo che il viaggiatore conosceva.
Ora non conosce più nulla, solo l’assordante mormorio dei rami scossi da un vento terribile nella sua fredda crudezza. Oggi più che mai il viaggiatore sa di esser solo, di non poter più scampare al suo destino; è segnato nella sua nudità di essere mortale, essere parte di una piccola parte del grande disegno che è l’esistenza.

La neve continua a cadere: l’impercettibile rumore dei fiocchi al viaggiatore pare ora i passi decisi dell’austera dama, la Morte.

La
sente intorno a sé, ne lamenta l’esistenza nonostante sappia che da essa non potrebbe sfuggire neanche nel pieno del suo vigore. Ora più che mai il suo corpo è proprietà di un qualcosa che sfugge alla sua dimensione, alla sua comprensione.

E’ quasi finita. Il freddo si è impadronito di lui.

Ora il silenzio è fermo, come quando il respiro viene raccolto prima di un salto. Ora il viaggiatore non riesce più nella presa, nel suo tentativo di ribellione contro quel destino così sarcastico. Il suo pugno non è più serrato, il suo sguardo non è più rivolto a ciò che è davanti, ma è perso in quel unica sala bianca che è diventato il bosco.

Lo sguardo è perso, la sua speranza non sussiste più. Il viaggiatore prega in silenzio, si lascia andare a invocazioni mentali verso un Dio che non ha mai considerato. Prega nella mente, senza rendersi conto che oggi, probabilmente Dio lo sentirà ma non gli concederà ciò che le sue suppliche chiedevano lui.

La fine è giunta, il viaggiatore lo sa. La Morte arriva di soppiatto intorno a lui, mentre gli alberi si stringono contornandone la visione.
Il freddo sparisce, ma il buio della notte diventa luce abbagliante. Il freddo diventa calore. Le membra non sono più. Ora tutto è passato. Il viaggiatore non c’è più. Rimane solo un unico, grande silenzio.

[Tratto daCronache di una talpa che si nasconde", raccolta dello scrittore F]