martedì, gennaio 17, 2006

Democrazia e Cristianità..

Su la7 danno otto e mezzo. Ospite: Totò Cuffaro, governatore della bella terra di Sicilia, grondante di aromi d'arancia e polvere da sparo.
La storia ci ha insegnato come in Sicilia chi sbaglia contro gli "uomini d'onore" muore, chi combatte contro l'illegale mercato della droga e degli appalti sporchi un giorno o l'altro se ne pente.
Ma, come detto ieri, questo non può essere fatto a spese di chi, come personalmente ho potuto constatare, della mafia non vuole fare parte, non ne condivide i modi e i fini, non la vede come vero governo della Sicilia.
Totò Cuffaro è inquisito con l'accusa di aver tenuto legami con il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro; ha avuto, come dichiarato da alcuni pentiti durante il processo in corso a Firenze, diversi legami con alcuni boss mafiosi latitanti e in carcere, nonchè pare abbia chiesto mazzette in cambio di appalti per l'accredito di cliniche private, che altrimenti non avrebbero potuto beneficiare degli aiuti statali.
Totò Cuffaro è un politico che fa capo all'Udc, partito coalizzato con la Casa delle Libertà, il cui acronico significa Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro. Cuffaro è stato democraticamente eletto dal popolo, quindi rientra in quella classe politica che si richiama alla democrazia. Peccato che la seconda dicitura, Cristiana, non vada molto d'accordo con chi ha avuto legami con la mafia, nonostante gli uomini d'onore siano anche molto religiosi. Perchè Dio ha dato anche un comandamento che recita "Non uccidere". E, forse, in questo la mafia non è stata totalmente in linea con i dettami di Sacra Romana Chiesa.
Nessuno è perfetto.
A presto,
Fra

PS: per saperne di più: http://www.girodivite.it/giro/2003/108/108launch4.htm
"La mafia è bianca"--> http://bur.rcslibri.corriere.it/sclibro.php?idlb=2911

Nessun commento: