venerdì, febbraio 17, 2006

Anche se

Il muretto era divenuto il posto più bello del mondo. Il centro di tutto ciò che esiste.

Lei non era più che un ricordo, ora c’era solo il nero degli occhi di Ibrid e l’intenso sapore della sua pelle, le sue labbra sottili che sfioravano un volto prima solamente pieno di delusione.

Chi era Lei?
Joshua, in quel bacio non avrebbe saputo dirlo.

La strada era deserta.
Un lampione illuminava il loro palmo di terra, come riflettori di palco che indicano allo spettatore quale sia il punto focale della scena.

Le loro labbra si incontrarono, chissà per quanto, chissà come, in un attimo senza tempo, senza alcun riferimento.

«Grazie, Ibrid».
«Perché?».

«Mi ha liberato dal Suo ricordo, regalandomi il primo mattoncino per costruire il mio futuro».
«Nessuno mi aveva mai dato del mattone».

«Anche se ci siamo appena conosciuti?».
«Anche se ci siamo appena conosciuti.».

La felicità è un momento lungo tutta la vita.
Joshua e Ibrid avevano trovato il loro.

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