giovedì, febbraio 16, 2006

Equilibrio e bellezza

«Tu, Joshua, dove ricerchi l'equilibrio?».

«Io non ho idea di dove nel mondo si trovi la vera situazione perfetta, imperturbabile ai cambiamenti: ma so che una volta ho conosciuto la bellezza, che dell'equilibrio è la parente più stretta. Credo che questa, per quanto labile nel tempo, sia la situazione migliore per ritrovare equilibrio: quando questi si sposa con qualcosa di bello».

«Avevi legato a qualcuno questo punto di contatto?»

«Beh, sì. L'avevo legato ad una Persona. Qualcuno di veramente speciale. Ma vedi, il fatto che quel qualcosa che fra me e Lei era forse talmente bello che il peso della bellezza ha disarmonizzato l'equilibrio, facendolo alla fine divenire confusione»

«Quindi, per te, l'amore non è l'unione fra equilibrio e bellezza. Se dici il vero, hai visto da vicino come l'amore e il suo potere abbellente sia talmente forte che anche l'equilibro che porta è destinato a crollare sotto il peso della sua stessa bellezza».

«No, Ibrid. Semplicemente, talvolta noi incontriamo personaggi che stanno al di là della nostra portata, sono come angeli che non compensano con nulla il loro essere elemento di cambiamento. Lei per me è stato questo: un confine oltre il quale non si può più tornare ad essere come prima, che segna il passaggio a dimensioni impossibili da lasciare».

«Anche io ho amato. Solo che non ricordo più chi e come. O meglio, l'ho voluto rimuovere in una sorta di sofferenza acuta. Non lo voglio ricordare... anche perchè talvolta il presente può abbattere il passato. L'attimo che vivi è il primo mattone del tuo futuro».

«Mi dici quindi che tu sei della scuola che vede nel cogliere l'attimo il primo passo verso la coniugazione di equilibrio e bellezza?».

«Forse. E' come definire il primo livello di questa unione. Io la attribuisco tanto agli occhi di un cucciolo di gatto alla distesa di azzurro che forma il cielo.. Ecco, per me il livello di perfezione, ciò che può dirsi bellezza assolutamente perfetta nel suo equilibrio, è il guardare il cielo e vederlo rabbuiarsi all'imbrunire, come i raggi del sole si mischiano con quelli della luna rendendo per un attimo il cosmo grande come il riflesso di una candela nel più grande degli oceani.
E magari, in quel momento, sentire attorno a sè il calore di un abbraccio... ma quello non è indispensabile».

«Ibrid, ti posso baciare?».

«Sì».

[Dal dialogo fra Joshua e Ibrid, sostenuto alle 3.03 di un sabato sera come tanti, seduti sul muretto della piazza dopo che anche Pedro e Clarissa erano tornati a casa]


1 commento:

la rochelle ha detto...

siebel boy guarda tutte le sere lo stesso film. lui esce insieme con ibrid e pensa che lei sia la bambina più bella dell'asilo ma non glielo dice. poi arriva un altro bambino che lui non conosce e ibrid gli sorride. a questo punto siebel boy prova un dolore lancinante al ventre. ibrid gli rivolge uno sguardo mansueto, ma ha già scelto. il bambino sconosciuto passerà tutto il tempo con ibrid. sono fuori dal campo visivo di siebel boy, ma lui sa che si stanno già baciando.