domenica, febbraio 19, 2006

Lo sguardo alla finestra

Chissà come finì quella serata.

Joshua non ricordò per molti giorni l'epilogo di quei momenti, come tornarono, se tornarono, perchè si lasciarono o come si salutarono, se parlarono o si ritrovarono nuovamente in un bacio.

Tutto era avvolto nella nebbia, contava solo la risposta di Ibrid, quel suo voler essere il primo passo per una nuova vita.

Insieme, coraggiosamente, al di là di ogni corrispettiva paura.


Joshua era felice. La mattina lo aveva svegliato con il tepore della casa, che bilanciava il freddo pungente del mondo fuori dal suo piccolo regno. Nevicava. Guardò fuori.

«Sento più caldo, oggi».

Joshua appoggiò la fronte sul vetro, incrociò gli occhi per guardare appannarsi la superficie amorfa del solido vetroso. Pose lo sguardo nuovamente sull'esterno: la neve era bellissima.

Il palazzo di cemento e smog era lontano. I brividi erano lontani.

Un piccolo suono interruppe la silenziosa sinfonia dei fiocchi sul davanzale.

Joshua guardò il suo telefono cellulare, lasciato acceso nella speranza che suonasse e che dall'altro capo si trovasse Ibrid.

Speranza esaudita.

Un sms.

Joshua guardò nuovamente fuori.

E' bello aspettare di leggere cosa ha da dirti una persona che ti sta particolarmente a cuore, mentre fuori nevica.

1 commento:

la rochelle ha detto...

anche se siebel_boy ti vede, ibrid, anche se sa minuto per minuto quello che pensi, anche se pure lui adora la neve, tra lui e te non c'è mai stato niente. NIENTE CHE NON FOSSERO I TUOI CAPELLI. siebel_boy si immagina trentenne prendere in mano un libro del liceo e di trovare tra le pagine un tuo sottilissimo capello. lo terrà tra le mani o se lo passerà sul naso per sentire (come mai prima) il tuo solletico.