venerdì, marzo 24, 2006

Come un albero


Ibrid camminava nella confusione della città e pensava a Joshua. Ibrid camminava nel traffico e pensava
a ciò che aveva perso e che aveva rimosso.

Ibrid andava al lavoro, mentre pensava a come mantenersi gli studi. Perchè Ibrid voleva laurearsi,
senza però chiedere a nessuno le risorse per finire quel passo, così lungo, così' affascinante.

Ibrid era solita pensarsi completa. Una e doppia, lei e Joshua. Non capiva come avesse fatto quel
ragazzo così normale a colpirla più di tanti altri, a farla innamorare, a farle girare la testa fino a
convincerla a non scappare senza lasciargli il cuore.

Joshua l'aveva rapinata dell'anima? Si, una sorta di rapina a mano armata e volto scoperto, e si era
messo a scappare fino a convincerla che non c'era strada diversa da quella che Joshua avrebbe percorso.

Ciò che aveva rimosso sarebbe potuto essere diverso? Avrebbe saputo essere più bello? No. Almeno, non
credeva. Non avrebbe potuto che essere una sorta di ripetizione anacronistica di quello che era
stato, che era, con il normale Joshua e l'anormale sapore di quel sentimento nuovo e ripetuto.

Gli alberi sotto la pioggia danno l'effetto di sentire freddo ma di non spaventarsi, di non temere.

Ibrid aveva sentito su di sè, lacrime, in un giorno di fine marzo, come pioggia che bagna, e si arresta,
sulle foglie degli alberi.

Ma gli alberi non si curano delle foglie bagnate, si curano solo se le foglie cadono. Ed Ibrid era
rimasta impassibile. Aveva sollevato dubbi? No. Aveva trovato domande? No.
Era rimasta impassibile.

Oggi Ibrid camminava come sè il mondo fosse ai suoi piedi.

"Oggi, si dirà, Ibrid cammina come se Joshua non fosse in procinto di dirle «ti amo», ma come se glielo
avesse già detto."

"Ibrid, oh Ibrid, ti sei innamorata di qualcuno che assomiglia tremendamente ad un viaggiatore
inconsapevole."

Camminava Ibrid, odorando i gas di scarico dei pullman misto all'odore di brioches dei bar, mentre
si avvicinava alla sede del suo lavoro per mantenersi gli studi. Guardava la gente, e nel mentre si
chiedeva in quanti avrebbero capito cosa serve veramente all'uomo e alla donna. Lavoro, soldi,
successo, sono chiavi di una porta senza uscita. L'uscita era l'amore. E Ibrid l'aveva trovata.

[«Non so dove, non so quando, ma so che Ibrid mi ama» pensava Joshua in quel momento]

"Si, Joshua ti ama, ibrid. Ma è viaggiatore di un viaggio che forse non è più così scontato nella sua
riuscita. Presto o tardi capirai."

p.s."fra il virgolettato parole tratte dal diario di Furio".

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