giovedì, marzo 30, 2006

Dove il mondo non potrà trovarti



Che Arianna fosse speciale, lo si intuì per il fatto che, quando vedeva Furio, riusciva a non parlare per delle ore, seppur continuasse a comunicare.

I gesti erano per lei solo un altro modo di parlare. E quindi, continuava a spiegare, attraverso le sue mani, cosa fosse per lei l’amore, come fosse per lei il lavoro perfetto, e cosa significasse ridurre il cuneo fiscale.

Era variegata, nei tempi e nei modi, e Furio la apprezzava per questo.

Era sempre pronta a discutere con lui attraverso i gesti, di ogni argomento, qualunque fosse l’ora, qualunque fosse il modo in cui si incontravano.

Perché Furio e Arianna cominciarono a incontrarsi. Ed erano sempre incontri in cui niente era uguale a prima, anzi, tutto si mostrava diverso, poco evanescente nella sua diversità.

Joshua e Ibrid lo seppero una sera, a distanza di un mese da quella serata.

Li notarono in un locale notturno, una specie di bar del centro città, mentre camminavano sotto i portici.

Senza farsi vedere, li osservarono mentre conversavano in quello strano modo, così diverso, così silenzioso, ma anche così completo.

E rimasero sorpresi, ma non per il fatto che Furio e Arianna fossero insieme.

Joshua aveva ben descritto Furio a Ibrid, e sapeva che lui e Arianna si sarebbero trovati bene insieme.

Il fatto era che i due sembrava non si sarebbero avvicinati tanto da darsi un bacio.

E la particolarità fra due persone che si attraggono una con l’altra è che entrambi considerano il contatto fisico indiscutibilmente come una delle forme più piacevoli per dimostrare il proprio sentimento.

L’unico momento in cui i loro corpi trovavano un punto di contatto era quando Furio porgeva ad Arianna il suo blocchetto per le frasi più complesse.

Le loro mani si sfioravano, come labbra di un bacio fugace.

Ma quell’attimo era così strano. Sembrava fosse il momento che entrambi ricercavano.

Joshua e Ibrid li osservarono da fuori il locale, e decisero di non disturbarli.

Ricominciarono a camminare sotto i portici, mentre la gente incurante li oscurava dal campo visivo di Furio e Arianna.

«Quando scopriranno quanto è bello darsi un bacio mentre il mondo non si cura di te?»

Disse Joshua a Ibrid, mentre il suo braccio le avvolgeva le spalle coperte da un giubbotto di jeans.

«Non so, però credo che quando il mondo si accorgerà di loro saranno già nascosti dove il mondo non potrà più trovarli».

«Ibrid, io e te dove ci siamo nascosti?»

Ibrid strinse il braccio che teneva il giro vita di Joshua: «In un deserto lontanissimo, che una volta era un mare rigoglioso. Un posto dove nessuno vorrebbe mettere piede, e che solo per noi potrà tornare bellissimo come un tempo».

«Baciami»

«Sì»

E mentre il mondo non si accorgeva che le loro labbra si univano, in un altro luogo, i pensieri di Furio si intrecciavano con quelli di Arianna arrivando alla conclusione che si stavano reciprocamente innamorando, mentre Ibrid scopriva che quel deserto lo aveva già raggiunto con qualcun altro. Joshua non pensava a nulla, in compenso.

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