giovedì, marzo 09, 2006

Le due facce della stessa medaglia

L’asilo era luminoso come sempre, il cortile allegro come sempre, le maestre attente come sempre.

Ibrid e Siebel_boy erano però stranamente uno di fronte all’altro, senza che le loro mani fossero unite come sempre.

L’abete alto fino al cielo sfiorava il sole, annerendo la terra con la sua ombra.

In mezzo al cono d’oscurità, Ibrid e Siebel_boy, fermi, impassibili ma nettamente separati.

Ibrid che si gira, divenendo in un attimo adulta, mentre altre braccia la accolgono.

Le braccia di un giovane sconosciuto.


Era l’incubo di Siebel_boy e il sogno di Joshua, che si incontravano in una notte qualsiasi, seguente ad una serata passata sul balcone mentre due paia di labbra, altrove, si incontravano incuranti del resto del mondo.

Furio guardava al di là dell’incontro di queste dimensioni oniriche, e sapeva che talvolta l’incubo e il sogno sono solo due facce della stessa medaglia.

Furio sapeva i momenti di Siebel_boy e di Joshua, ma ancora non si era riuscito a spiegare se la Ibrid che aveva portato via l’anima a entrambi fosse la stessa.

1 commento:

la rochelle ha detto...

Siebel_boy urla a Ibrid le sue nuove latitudini. La certezza che il suo amore non è più corrisposto lo porta a cambiare toni e stile. Ma Siebel_boy non si accontenta di un nuovo taglio di capelli; pretende di chiudere Ibrid in una tomba dentro di sè. Cara Ibrid-come-ti-intendevo-io sei morta. E quindi ti seppellisco prima che il tuo cadavere cominci a puzzare. Si va lontano, Ibrid, lontano da te e da me-con-te.