mercoledì, marzo 15, 2006

Oblio, eterno ricordo

«Ibrid, vorrei presentarti un amico»

«Chi?»

«E' un mio ex collega di ufficio. Si chiama Furio»

«Non me ne hai mai parlato a fondo, anche io sono curiosa di conoscerlo»

«Non capita tutti i giorni di conoscere una persona in grado di parlare al di là delle parole»

«Beh, Joshua, non credo che poi sia così difficile. Io conoscevo una persona che solo con il
calore della propria mano era in grado di comunicare oltre ciò che l'orecchio poteva sentire»

«Chi era, il tuo primo amore?»

«Non proprio, direi l'unico. L'unico grande amore della mia vita. Ma di lui non ricordo granchè»

«Grazie per la stima. A quanto ho capito non stai parlando di me»

«No Joshua. Tu non sei solo l'amore della mia vita, tu sei anche il mio futuro»

«Ti sei salvata in corner»

«Eh eh eh» [Sorriso sornione di Ibrid]

«Ma come hai fatto a dimenticarti di lui?»

«Non lo so, forse perchè per un attimo l'ho odiato così profondamente che non c'è stato che
l'oblio come unica soluzione. Chissà»

«Questo discorso non siamo mai riusciti a farlo fino in fondo. Sembra quasi che tu ne abbia
paura»

«No, non è che ne ho paura. E' che non so veramente come affrontare questa cosa, dato che ne
ho perso totalmente coscienza. E' come cercare di ricordare la sequenza di Fibonacci in un
lungo sogno»

«Ma nei sogni i numeri e le lettere non seguono una linearità logica, ma appariono rovesciati o
invertiti, senza alcuna logica»

«Appunto: è come cercare di incastonare un senso in una zona di insensatezza»

«Il tuo primo amore è stato quindi insensato?»

«No, è l'amore che è insensato. Esiste solo l'affetto coinvolgente, che si riesce a controllare.
Ma già quando una persona perde la cognizione di causa, perchè troppo felice o troppo incazzata, ecco che si dimostra come l'amore sia insensato»

«L'eterno ricordo dell'oblio è più forte del piacere di amare: è così che la vedi?»

«Sì, più o meno»

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