lunedì, marzo 06, 2006

Un ritorno

Siebel_boy guardava il capello di Ibrid mentre la macchina della mamma sfrecciava fra il traffico e i dossi.

«Cosa hai fatto all’asilo oggi, cucciolo?» disse la mamma.

«Mi sono sposato» rispose Siebel_boy.

«A sì? E con chi?»

«Con Ibrid, mammina!»

«Bene, allora sei già grande? Perché solo i grandi si sposano, lo sai?»

«Si mamma!»

«Allora, visto che sei grande, stasera lavi i piatti!»

«No no, sono un bambino!»

Le risate si infransero sui vetri, sovrapponendosi al suono della radio, che la mamma teneva sempre sufficientemente bassa.

La sera Siebel_boy avrebbe attaccato il capello di Ibrid alla scarpiera, ridendo fra sé e sé: sapeva di aver mentito alla mamma per non lavare i piatti.

[Pensiero di Siebel_boy formulato sul balcone del suo monolocale nel centro città,
osservando il cielo e i marciapiedi di fronte a sé]

2 commenti:

piè ha detto...

Così tenete
nella vostra mano
il mio piccolo cuore.
E come trema
e come soffre
voi però non potete vederlo.

[poesie degli alunni della Scuola Media Statale "V.Alfieri" di San Damiano d'Asti]

LaBirrrba ha detto...

«Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout contre les portes de la nuit

Et les passants qui passent les désignent du doigt

Mais les enfant qui s'aiment ne sont là pour personne

Et c'est seulement leur ombre qui tremble dans la nuit...»

[complimenti Fra!]