sabato, aprile 01, 2006

Dove passa il treno


Un sabato sera, al passaggio al livello, avvenne.

Furio si dichiarò ad Arianna in tutta la sua curiosa forma di comunicazione.

La fermò mentre portava la bici al fianco, camminando lentamente verso casa, dopo una serata passata insieme, in giro per la città.

Non fece altro che produrre una certa sequenza di gesti, che riproducevano il significato riassumibile in una certa fila di parole:

«Fammi vedere il tuo modo di volere bene»

Arianna capì al volo: certo, da un muto non ci si può aspettare frasi poetiche o qualche altro tipo di dichiarazione.

Certo, un «Mi dai un bacio?» sarebbe stato più poetico.

Arianna però, che era si attratta da quel ragazzo così particolare ma poco propensa a farglielo capire palesemente, gli rispose con una certa sequenza di gesti, che riproducevano il significato riassumibile in una certa fila di parole:

«Cosa ti fa pensare che debba mostrarti il bene che ti voglio?»

Furio rispose caparbio, quasi superbo nella sua sicumera, con una certa sequenza di gesti, che riproducevano il significato riassumibile in una certa fila di parole:

«Perché quando ti sfioro la mano sento che è fredda.»

Arianna si fermò.

Furio aveva capito tutto solo con il senso del tatto, peraltro senza farsi capire a sua volta della sua presa di coscienza.

Arianna allora gli pose una domanda, approssimando per l’emozione una certa sequenza di gesti, che riproducevano il significato riassumibile in una certa fila di parole:

«Ti aspetti che io ti baci?»

Furio sorrise. Con una certa sequenza di gesti, che riproducevano il significato riassumibile in una certa fila di parole, le disse:

«Vorrei semplicemente che mi dicessi che mi vuoi bene, come le persone a cui tieni di più»

La ragazza appoggiò la bici al lampioncino di segnalazione che avvisava il sopraggiungere del treno che passava su quel binario della periferia cittadina.

Si avvicinò a Furio e, come se fosse la cosa più semplice del mondo, lo abbracciò.

Un abbraccio lungo, intenso, non riconducibile ad una durata terrena.

Un momento semplice.

Che però rese Furio tremendamente felice.

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