lunedì, aprile 10, 2006

Un cespuglio. Il cespuglio.

La raccolta di racconti dello scrittore F uscì in un giorno di novembre, una settimana prima
del famoso salone del libro della città.

Il titolo era “Cronache di una talpa che si nasconde”. Ovviamente nessun racconto parlava di talpe: ognuno esponeva situazioni apparentemente insignificanti, talvolta violente.

“Il viaggiatore”, il racconto richiestogli espressamente dall’editore C, era stato inserito a metà della raccolta.

Prima, ve n’era uno particolarmente corto rispetto agli altri, ma che lo stesso scrittore F descrisse come il più centrato rispetto il messaggio della sua opera.

Si intitolava “La sabbia del mare”, e parlava di un piccolo cespuglio d’erba che cresceva dove una volta c’era un mare vivissimo, in mezzo ad un deserto.

Al salone del libro, la raccolta fu presentata nella sala blu, quella per la saggistica e per la narrativa più elaborata.

Il pubblico, un buon numero di persone, era particolarmente interessato a capire il pensiero dello scrittore F.

Il discorso dell’editore C fu quantomeno raggiante: grande narrativa, buona forma, innovativa proposizione lessicale.

Lo scrittore F, però, non era interessato ai complimenti del suo editore.

A lui piaceva di più parlare con i lettori.

Al momento topico della firma sul frontespizio dei vari volumi, lo scrittore F scendeva in mezzo alla gente, parlottando con tutti, chiedendo pareri su dove migliorare, ma soprattutto per capire se si potesse dire di aver raggiunto l’obbiettivo di aver comunicato il suo messaggio.

«Bene, direi di lasciare spazio ai lettori, ora, sempre che lo scrittore F non abbia niente da dire».

«No, anzi, direi che ha detto tutto lei, editore C».

Lo scrittore F approvò la conclusione del discorso.

Scese la scala del palco, e cominciò a firmare frontespizi e a ringraziare lettori e lettrici sì grazie è molto gentile il prossimo esce fra un paio di anni forse spero di fare meglio etc.

Rimase colpito da uno in particolare, che lo osservava da lontano, lasciando anche passare persone più indietro di lui nella coda e nella calca.

Lo scrittore F, volutamente, aspettò che passasse lui.

In effetti, fu l’ultimo dei lettori e lettrici.

Il ragazzo gli porse una copia della raccolta di racconti. Un segnalibro in metallo separava le pagine, indicando l’inizio de “La sabbia del mare”.

«E’ lei il cespuglio che cresce nel mare di Aral, vero?»

Lo scrittore F trasalì. Il ragazzo era acuto.

«Come l’hai capito?»

«Anche io mi sento così, da qualche tempo a questa parte»

Il ragazzo, ovviamente, era Siebel_boy.

[Cronaca di qualche tempo addietro rispetto ai fatti]

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