domenica, maggio 07, 2006

La verità alle spalle















Furio, Arianna, Ibrid e Joshua si incontrarono un mercoledì per una cena a quattro.

La prima coppia, d’altronde, era nata grazie alla seconda, e un minimo di gratitudine lo si poteva mostrare acconsentendo ad un invito a cena.

La pizzeria gremita, i discorsi soliti, Furio che rideva con il tipico modo di chi non può parlare, annotando nel suo blocchetto innumerevoli vocaboli non riproducibili a segni.

Ibrid e Joshua, nonostante le scorie che la storia del libro aveva lasciato, vivevano la serata scambiandosi sguardi, stringendosi le mani e commentando i fatti che la conversazione trascinava con sé come una vera coppia.

Impercettibilmente, però, fra le due coppie vivevano differenze sostanziali e poco definibili: sembrava che il silenzio di Furio parlasse di più del vociare di Joshua, sembrava che le carezze di Arianna, nonostante fossero meno di quelle elargite da Ibrid ai rispettivi consorti, fossero più vere.

A notare questo piccolo segnale fu un giovane, seduto qualche tavolo più in là, in compagnia di un libro e della propria solitudine.

Il giovane notò le due coppie quando entrarono: era però capace di non farsi notare, e così fece, fino a quando, compreso che il momento era giunto, ecco che si alzò.

Furio fu il primo a riconoscerlo. Arianna, invece, espresse meraviglia. Avevano capito chi era.

Il giovane si fermò alle spalle di Ibrid: Furio si alzò e lo abbracciò.

Arianna rise, e Joshua sorrise, credendo che quello dietro di lui fosse semplicemente un amico dell’ex collega.

Ma una cosa lo colpì: dalla tasca di una sgualcita giacca di simil velluto, spuntava un libricino bianco, sulla cui parte posteriore spuntava un nome: scrittore F.

Capì quando Furio gli disse, esprimendosi con gesti meccanici di una velocità impressionante: «E’ lui».

Siebel_boy stava dietro a Ibrid, e Ibrid lo sapeva fin dal momento in cui aveva girato la testa, per rigirarla subito come a distogliere lo sguardo.

La sua mente era tornata là sulle dune di un mare prosciugato, fra la porta che unisce cielo e mare, volando su raggi di luna e saporite esalazioni di estate.

La sua mente aveva riscoperto chi era Siebel_boy, senza però ricordare chi fosse in realtà.

Le aveva fatto scoprire molte sensazioni diverse, e ora quelle sensazioni le viveva nuovamente. Ma senza ricordare il nesso con quel giovane così apparentemente distante da lei.

Joshua non fece una piega, anche se capiva che Siebel_boy era stato qualcosa per Ibrid.

Il giovane non poteva sapere che, in un angolo remoto del pianeta, in un tempo passato e indefinito, avevano unito le loro labbra per giurarsi eterna presenza reciproca.

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