sabato, maggio 20, 2006

Riassunto... Ovvero ascolto e improvvisazione















La storia è come la si disegna.

Dall'avvenimento più grande al fatto più insignificante, tutti ciò che accade non è che un tratti di matita su foglio A4, rigorosamente liscio.

Siamo attratti dalle composizioni più mastodontiche, tralasciando la consapevolezza che, talvolta, non siamo capaci neanche di disegnare una linea.

Siamo come un'orchestra jazz, sfocata e lasciata a improvvisare senza sposare le note fino in fondo.

Chi fa il trombettiere, chi il sassofonista?
Chi si lascia tradire, dicendo: «Io, io so suonare il pianoforte»?
Chi ammette di voler dar voce alle percussioni, che di voce sembra non ne abbiano?
E chi, a ragion veduta, chiede solo di rimaner ad ascoltare?

Siebel_boy voleva suonare, ma è stato costretto ad ascoltare.
Attratto dalla salda melodia del trombone, Joshua si è ritrovato a insistere con il contrabbasso.
Mentre Arianna aspira a trovare posto come pianista, ecco che Furio si impossessa della batteria pur sapendo solo soffiare in una tromba.
Il tutto sotto gli occhi di Ibrid, che vorrebbe solo ascoltare, ma chissà come si ritrova con una chitarra in mano pur non sapendo come comporre il mi minore.

Storia di intrecci, di ascolti e di musiche stridenti e letali. Come la vita vera, come la vita ardua.

Siamo sempre nel posto sbagliato? Non darà la risposta lo scrittore F.
Anche se è lui a dirigere la più vera delle orchestre finti.

Il tutto ascoltando un motivo di Wynton Marsalis, che di improvvisazioni, almeno lui sì che se ne intende.

1 commento:

la rochelle ha detto...

secondo me hai colto nel segno. punto e basta. aggiungere altro sarebbe come mettere una fisarmonica in questa vera finta orchestra: inutile