giovedì, maggio 18, 2006

Un pensiero

Fu dopo la sera a cena con Ibrid e Joshua che Furio e Arianna si resero conto che l'amore, talvolta, toglie al pane all'affamato per darlo a chi non può più mangiare per il rischio di scoppiare.

Ibrid non si rivolse a Siebel_boy con lo sguardo di chi ha capito, ne di chi ha intenzione di soffrire per capire: semplicemente, osservò.

Solo un'ombra anomala le turbò il viso quando Siebel_boyle strinse la mano.

Un'ombra che non voleva essere ne maligna ne liberatrice: ma semplicemente, una reazione incolore e insapore a quel totale distacco.

Fu Joshua a capire: capì che quel giovane non era lì per caso.

E capì che, in realtà, da lui proveniva quella personalità così amorevole che era Ibrid.

Dalla sofferenza che provarono nel lasciarsi, impercittibile e tangibile come un pulpito nello stomaco, che fa male anche se senza fisicità.

Joshua non capì, rimanendo impassibile alla stretta di mano fra Ibrid e Siebel_boy, così come rimase fermo mentre Ibrid si distraeva con la tapezzeria color municipio a fantasie di fiori che ornava la saletta del locale.

Rimase impassibile nel vedere Siebel_boy porgergli la mano, mentre i suoi occhi incrociavano lo sguardo spento del giovane giunto da chissà dove. E rimane impassibile anche quando, silenzioso come era giunto, Siebel_boy salutò a gesti Furio, lontano dal loro tavolo ma non dal loro cuore.

Ibrid rimase silenziosa tutta la sera, mentre Joshua rimurginò un pò estraniato ai fatti, mentre cercava di capire quanto Furio sapesse di quel ragazzo.

Furio, in realtà, di Siebel_boy sapeva ben poco, o forse sapeva tutto, chissà. Sta di fatto che cercò di evitare di dar l'impressione di aver provocato lui quell'incontro (anche perchè non era vero): semplicemente, Siebel_boy risultava affascinante ogni qualvolta lo si incontrava, e il fatto che fosse lì quella sera non fece che emozionarlo.

Cercò di non lasciarlo trasparire quando, in un'atmosfera ovattata da notte prima degli esami, le due coppie si salutarono per lasciarsi nella notte: ma con Arianna, i dubbi rimasero.

Furio e Arianna ci pensarono a tutta la serata, tornando a casa, e ci ripensarono ancora nei giorni a seguire.

Perchè Ibrid divenne silenziosa, o perchè Joshua avvertì come un mancamento nel suo spirito goliardico.

Capirono che doveva centrare un qualcosa di già accaduto, che aveva lasciato molte scorie e fatto piangere tante lacrime.

Furio non poteva capire, da quello che aveva visto, se Ibrid era la stessa di cui Siebel_boy aveva parlato talvolta nei suoi silenzi. Ne era convinto, e la serata rafforzò la sua convinzione.

Ma niente gli aveva ancora dato la certezza.

Ai due fu chiara solo una cosa: il pensiero è il centro di ogni cosa gira intorno a noi.

Il pensiero che ti passa per la testa quando muori, o quando nasci.
Il pensiero di quando bevi una birra o assaggi una sacher torte con l'arancia fresca, appena colta.
Il pensiero di vedere sorger il sole dietro le montagne e saper che , in cima, non giungerai mai.
Il pensiero di toccare nuovamente una mano che non avevi toccato dai tempi dell'asilo.
il pensiero che quella mano sia ancora calda di vita.
Il pensiero è il centro di tutto, anche di un momento vissuto con nessuna consapevolezza.

Arianna e Furio non potevano sapere fatti e artefatti, ma capirono cosa aveva rotto una situazione a prima vista impossibile da variare.

Un pensiero imprevisto, un pensiero posto in cassetti della mente inesplorati da anni.

Un pensiero che, è proprio il caso di dirlo, per Ibrid appariva più come un ricordo.

1 commento:

piè ha detto...

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