lunedì, giugno 05, 2006

Rincorsa e finale a sorpresa

La pioggia era lì, nel cielo, sostenuta da una grossa nuvola nera. Dietro, i raggi del sole punzecchiavano la vista di chi, incautamente, aveva scelto quel giorno per distrarsi dal freddo dell’ufficio/abitazione e dedicarsi alla bellezza del gigantesco disco giallo.

Furio aveva indossato un paio di pantaloni lunghi oltre il tallone, che non facevano che consumarsi ad ogni passo che il giovane consumava in quella strana passeggiata.

Il tono di Siebel_boy era di quelli chiari, che non lasciavano trasparire una sorte di dubbio.

Una lettera calda e fredda allo stesso tempo, ridondanza scostumata senza arte ne parte di scene cui i protagonisti di quel teatrino dei sogni avevano già assistito.

Sofferenza, dolore, solitudine, odio, amore, lusinghe, malinconiche maledizioni e allegre benedizioni, fantomatiche minacce e silenziose prese di posizione si mescolavano regalando il silenzio di Furio, la rabbia di Joshua e il rancore di Siebel_boy, la fredda lucidità di Arianna.

Al centro, Ibrid, i suoi pensieri e i suoi dubbi, e i suoi comportamenti, intrecciati fra loro fra candide e inutili lacrime, lasciate sgorgare nel buio della notte che seguì la serata in pizzeria.

Furio sapeva? E come, dato che non poteva sapere?

Sapeva e basta, guardando gli occhi di Siebel_boy in quella serata così fuori dagli schemi, e sapeva anche grazie alle ricerche di Lei, il sogno di Joshua.

Era ora, si disse Furio scendendo le scale di casa, di parlare con chi di dovere. Era ora di dire a Ibrid quante e quante volte si sarebbe potuta lasciare alle spalle quella sensazione di impotenza e di latente confusione, semplicemente lasciandosi plasmare dal ricordo di un amore lungo una vita intera.

Furio camminava, pensando ai gesti più utili per parlare con Ibrid.

Un sms. La vibrazione che indicava un messaggio testuale. Arianna.

«TIaspettoALLEdieciMENOunQUARTO…miMANCHI».

Dolce ragazza, pensò. Ma per la risposta avrebbe dovuto aspettare.

Ed ecco, la fermata del 56.

Il pullman stazionava già davanti alla pensilina, mentre il suo carico di vermi e uomini scorrazzava sull’asfalto sfinito.

Furio si mise a correre, superò la prima, la seconda – vai che ce la fai, ragazzo, a prendere il pullman della vita – la terza, la quarta porta.

Alla quinta, lo schianto.

Una ragazza ruzzolò per terra, colpita dalla spallata di un giovane in cerca delle verità.

Libri e dispense caddero su mattoncini anneriti da polvere di combustibile consumato.

Furio si fermò, consapevole di aver perso il pullman ma non l’occasione per dimostrarsi galante.

«Cercavo te, Furio» disse la ragazza mentre il muto giovincello la sorreggeva nel tirarsi su.

La sfortuna non era stata vana, e il finale della rincorsa non era negativo come sembrava. «Un tipico finale da scrittore F» avrebbe pensato Siebel_boy se avesse assistito alla scena.

2 commenti:

la rochelle ha detto...

Credo che un nuovo personaggio sia come un link che si sceglie o non si sceglie di cliccare.

Ma questo non è nemmeno del tutto vero, se si pensa che quel giorno Furio, correndo verso il bus, declinò le offerte di decine e decine di link che chiedevano di entrare nella sua vita, ma poi si distrasse e...

presto vedremo le conseguenze, vero scrittore F?

Fra ha detto...

Chi lo sa, vecchio larochelle...