giovedì, giugno 29, 2006

Vecchio/nuovo


Il vecchio Joshua sarebbe appassito lentamente come un fulmine.

Si sarebbe ritrovato in un mondo separato, lontano eppur vicino, come quando la felicità si allontana mano a mano che la malinconia si impadronisce di te, mentre tutto ciò che ti circonda si slega, defluisce, si rabbuia, cessa di traspirare significati.

Il vecchio Joshua si sarebbe sentito morire, in quei giorni, mentre il cancro racchiuso in quel senso di vuoto permanente lo avrebbe asciugato di tutte le sensazioni, lasciandolo completamente silenzioso, nel cuore e nella mente.

Il vecchio Joshua si sarebbe guardato dentro e non avrebbe più visto Joshua, avrebbe visto solo un ammasso di cenci e carne, avanzo di qualche vita vissuta qua e là.

Questo era il vecchio Joshua, ma non è detto che il nuovo vi corrisponda.

No.

Il nuovo osservava, da lontano, mentre il vecchio veniva risucchiato dal suo ego pessimista e nichilista.

Il nuovo capiva pian piano e reagiva con una sottile ironia, una mite e velata forza di volontà nuova di pacca, appena uscita dalla fabbrica del sorriso, non la famosa trasmissione televisiva, ma la meno conosciuta sede dei desideri extraterrestri, quelli dove si nascondono le voglie e i miracoli di ogni uomo.

Il nuovo Joshua girò in macchina, suonò la chitarra, fumò un sacco di Pall Mall e anche più ammazzando il lettore cd con Portishead e Hooverphonic, bevve birra, squassò una sedia, si tagliò le unghie delle mani, scrisse una poesia, si levò la maglietta e si fece una doccia, dormì, preparò e si gustò centouno caffè (di cui la metà macchiati), guardò la cartina dell’Islanda decidendo che forse la meta giusta per le vacanze estive non era il monte di Hvannadalshnúkur (2.119 m di altezza), masterizzò “Black market music” dei Placebo, lesse il salmo 90 della Bibbia, risuonò la chitarra, si decise ad accordarla, si mise a pensare un secondo in silenzio e urlò all’improvviso con tutta la forza che aveva, accarezzò il gatto, si tagliò le unghie dei piedi, decise di recarsi ad Oslo per le vacanze estive, telefonò a due o tre persone che non vedeva da un po’, fece la pipì, studiò un libro di Saverio Lodato e ammise di non saper molto di mafia, e infine si decise anche a riguardare Pulp Fiction dopo aver letto le sostanze utilizzate per tagliare l’eroina.

Meglio che rinchiudersi in sé stessi a piangere.

Per quello c’era stata Lei e il suo carico di sano, inutile amore.

Ibrid invece meritava solo una tacita indifferenza, rispetto a quello che stava facendo.

Aveva capito, il nuovo Joshua, che stava capitando a Ibrid.

Non conosceva Siebel_boy, ma in fondo, come si poteva competere con il primo amore?

Una reazione, nuovo Joshua, l’hai avuta. Hai avuto ragione, almeno in questa occasione.

1 commento:

piè ha detto...

se quello che hai descritto è il nuovo joshua, allora io sono un fans del nuovo joshua..

grande F!