mercoledì, luglio 05, 2006

Sfogo

Non so perchè tutto questo sia capitato a me.

Non so perchè ci sia stato un prima, un dopo, una notte che è stata il massimo splendore della mia esistenza e la fine della prima parte della mia vita.

Credo che mandare a fare in culo il destino sia oggi pressochè inutile, anche perchè lui, il destino, è ignoto così quanto le scelte che compie.

Non so cosa sia stato, se le mie parole o le sue scelte, ma so che Ibrid non torna da me compiendo la scelta più semplice.

Torna forse perchè ricorda solo quel lato eterno della nostra storia, una storia nata dal cielo blu sopra un asilo e gli aghi di un albero che ancor oggi guardo dal basso verso l'alto.

E' strano che ciò che è stato sia finito nel momento in cui quel cielo era più lontano, in una sera in cui forse mi ero dimenticato quanta bellezza c'era nel lasciarsi alle spalle ogni consapevolezza per calarsi nella parte del bambino.

Non ho paura, oggi, di credere in me stesso, nella mia voglia di realizzare un sogno, di rivivere con Ibrid la magia del tenersi per mano.

Ma non posso esimermi, nel chiedere perdono, a Joshua per aver forse rotto un meccanismo che conosco bene, e che continua ad esser perfetto nonostante sia cambiato parte dell'ingranaggio che ne fornisce il movimento.

Devo chiedere perdono a coloro ho regalato il mio disprezzo dopo la sera in cui Ibrid uscì dalla mia vita, perchè non posso continuare a inseguire lasciando dietro di me rancore e la scottante delusione di molte amicizie concluse.

Devo chiedere perdon allo scrittore F, perchè non ho sentito fino in fondo il suo messaggio salvifico. Ma tanto, lui capirà. Non ho paura di perderlo, perchè lui sa.

Devo chiedere perdono a me stesso, perchè in fondo, soltanto la mancanza di fiducia poteva creare una precisa volontà di distruzione, offuscata dal mio silenzio continuo, dalla scarsa motivazione che avevo, e che seppur tentassi di ritrovare scappava di continuo.

Ma tutto questo non cancella la rabbia.
Rabbia perchè in questi momenti nessuno mi ha lasciato parlare, nessuno mi ha dato la possibilità di capire.

Fanculo tutti, questo e quello, i più piccoli e i più grandi, la matura esecuzione che ho subito quotidianamente a scuola, dopo gli anni dell'asilo.
Mando a fare in culo il potere, i suoi esponenti e tutti coloro che hanno sfidato in pieno le voglie di un mondo più giusto, mando a fare in culo le voci stridule delle oche che sanno solo parlare di porcate televisive a base di miele e vinavil con una spruzzata di merdoso sentimento annacquato, le voglie secessioniste e le voglie accentratrici, le manie di persecuzione e le manie di perseguire.
Mando a fare in culo il sistema, lo squallido senso di repulsione verso l'utilizzo sensato di ogni essere umano, la logica di non gratificare a prescindere dalla giustizia divina condivisa e invisa da ogni uomo.
Mando a fare in culo la musica, la musica di ieri e la musica di oggi, perchè ancora, una volta in più mi ha regalato emozioni che non ho saputo cogliere da solo.
Mando a fare in culo la stampa, quella che induce e non conduce, quella che schiamazza ma non comunica, quella che ti vendono come fonte di info e invece è come voglia di ninfo, lorda.
Mando a fare in culo l'amicizia, solida come la mia saliva sputata in una pozzanghera di acqua misto terra.
Mando a fare in culo i concerti e le concertazioni, il garantismo giustizialista, mando a fare in culo le parole, urlate e sussuratte, fanculo a quelli che odiano il mio senso di amore verso la terra, la mia Terra, quella che ospita e che ogni giorno non ringraziamo.
Mando a fare in culo a chi ha un tappeto fatto di tigre sotto la poltrona, fanculo a chi incendia un bosco e scappa (cazzo scappi se il fuoco ti piace?!?!), così come a fanculo ci deve andare il cinema horror e tutti i pseudo amanti del sangue che si ingrifano a vedere una mano mozzata, fanculo le chat, fanculo i telefonini, fanculo le voglie di cambiare auto quando non hai i soldi, fanculo la lontananza, fanculo i pantaloni tarroccati e le grandi firme del mondo plasticato-modaiolo-anoressico-bulimico, fanculo il nero, fanculo il mio essere eternamente innamorato di colori e suoni, di elenchi e descrizione.
Fanculo scrittore F, è questa la storia che dovevi scrivere, e che non hai mai scritto.

Tutto ciò che ho detto rispecchia me e Ibrid, un fallimento.

Ibrid, torna da me per rimediare a questo fallimento. Ricostruendolo.

[Foglio di carta lasciato sul lavandino, scritto in una sera qualsiasi da Siebel_boy con penna blu e accartocciato in tutta fretta al sopraggiungere del sonno]

1 commento:

la rochelle ha detto...

si parte, si lascia il mare d'aral.
si mette in uno spillo tutto quello che c'è da salvare e si salpa verso il deserto.