venerdì, luglio 14, 2006

Via di qui


Joshua, sono io che ti parlo.

Lo scrittore F, quello che tu insultavi senza sapere chi fossi, sentendo che qualcuno guardava dentro te e ti faceva muovere inconsapevolmente.

Caro Joshua, non ho scritto io la tua storia, ma credo che chi ti ha reso il proprio personaggio oggi si senta come te.
Ibrid, Lei, Furio che ti tradisce, ti senti solo, mentre un deserto che non è tuo ti avvolge come solo un turbine di sabbia e morte sa fare.

Che triste, vederti salpare oltre ogni immaginazione mentre la terra dei tuoi desideri rimane smarrita nelle menti di un altro narratore crudele.

Sai, Joshua, conosco molti che avrebbero voluto vederti felice. Sono sicuro che fossi stato io il tuo vero padre, oggi saresti felice mentre Siebel_boy avrebbe assorbito l'amnesia di Ibrid in sè, fino a divenire tale.

Ma purtroppo, caro il mio Joshua, tuo padre ti ha creato solo. Ti ha creato molto, molto indaffarato a crearti una strada e percorrerla, mentre quei ciottoli che ti si incastrano nelle suole delle scarpe ti offrono solo scompiglio e sofferenza.

Sappi, caro Joshua, che chi ti ami non saprà mai cosa hai passato nel cercare di trovarlo.

Siamo alla continua ricerca di persone che credono che la difficoltà più grande sia vivere insieme una vita.

Ma che cos'è la vita se è fatta solo di ricerca.

Innamorati Joshua, ogni giorno dell'anno, nel mattino più cupo o con la luna più luminosa, perchè la tua storia un giorno vedrà la fine di questa ricerca.

Io un giorno mi innamorai, lo sai, Joshua?

Una ragazza che non diresti mai.

Camminava serena, non sapeva nulla. Io non sapevo nulla.

Finchè... tornando in un luogo che ci aveva visti uniti, non mi venne da piangere perchè non sapevo dove lei fosse.

Ora, Joshua, il respiro durante il pianto è più profondo, sentito. Prometti alla vita di vivere meglio mentre piangi, le giuri che mai risoffrirai come oggi, perchè senti che tutto ciò sta di fronte a te ti appartiene.

Ibrid non c'è più. Sarà alla ricerca della vita laggiù dove una volta c'era sabbia, una metafora che presto o tardi capirai anche tu.

Tu però non sei più nè nel palazzo di cemento e smog, o sul promontorio a guardare il panorama, o al solito tavolo del vostro bar.

Tu sei già lontano, sei già a inseguire come feci io quel sogno.

Perchè dopo che finii di piangere, mi alzai e presi la rincorsa verso un altro sogno, verso una vita che non smette mai di infonderti coraggio.

Joshua, sei il personaggio di un altro, ma ti voglio bene lo stesso, perchè la tua storia, permettimi di dirlo, la sento un pò come la mia.

Lontano, c'è anche per te qualcuno che respira inconsapevole che tu pensi e respiri all'unisono con lui.

Via di qui, Joshua potrebbe essere la strada? No. Non la fuga, non fraintendermi.

Via di qui il tuo malessere. Immagina...

Io inseguii il mio sogno, riincontrandolo su un lungomare di un piccolo paese della costa nord.

Fu lì che rivedetti quella ragazza, a cui, da giovane, legai qualche ora di sana sofferenza.

E le dissi che l'avevo sognata, l'avevo respirata mentre odoravo l'aria limpida che ti corre contro mentre tu senti le gambe prendere velocità.

E fu così che sentii il freddo della morte di un sogno e il calore della nascita di una speranza nuova.

La conclusione non c'è stata, non c'è mai stata.

O forse sì, non ricordo.

Ma qualcosa c'è stato, ed è questo l'importante.

Il tuo "via di qui". Cerca questo, giusto questo.

Chi lo sa. Magari è dietro le quinte.

Con affetto

Lo scrittore F

[lettera mai scritta da un narratore extradiegetivo ad un ragazzo intradiegetico]

1 commento:

pietro ha detto...

[lettera mai scritta da un narratore extradiegetico ad un ragazzo intradiegetico]

scusa se ricopio il contenuto di queste parentesi, però mi piace davvero un bel po'!

e scusa per questo commento da commentatore extradiegetico