giovedì, settembre 14, 2006

Bianco selettivo
















Le corsie degli ospedali sono tutte uguali.


Le facce di chi visita quei lunghi corridoi tutti uguali sono simili fra loro, un misto di attesa, speranza, talvola di disperazione e purtroppo, anche di rassegnazione.

Secondo questi canoni espressivi una donna sostava ad di fuori di una camera chiusa dall'interno. Non c'erano segni particolari sul suo viso che facessero presagire nulla di che.

Il suo attendere era dettato da un istinto primordiale, chiamato a raccolta da una
telefonata giunta nelle prime ore di una mattino qualunque, il cui mittente era un soggetto sconosciuto che presentò solo le proprie credenziali: medico.

La donna sostava lì in attesa che quella porta si aprisse per rivelarle un qualcosa che era
per lei vitale: nonostante ciò, i canoni espressivi di cui sopra si mescolavano, altalenandosi per via di pensieri che veloci correvano e si propagavano nella mente.

«Signora?». La voce del mittente.


«Come sta ora?» rispose la donna.

«Sua figlia è stata fortunata: nessun danno celebrale permanente è previsto, nonostante le sostanze assunte siano di qualità estremamente pericolosa».

Ecco che i canoni espressivi si scremarono, lasciando spazio ad uno raramente visto in quei
corridoi bianchi: sollievo.

«Crediamo però che possa presentarsi un fenomeno, noto alla medicina come amnesia sellettiva, che potrebbe privare la ragazza di alcuni ricordi legati a questa sera».

La donna fermò per un attimo quella sensazione così piacevole. «Questo cosa significa?»

«In parole povere, è probabile che dimenticherà qualcosa che la lega a questa brutta esperienza: la mente umana è in grado di cancellare, a livello subconscio, paure e sensazioni spiacevoli che possono far rivangare alcune brutte sensazioni. L'amnesia sellettiva capita a chi vuole rimuovere alcune paure: è un sistema di difesa della mente umana, anche se, è opportuno ricordare, la rimozione subconscia non cancella il ricordo a livello inconscio».

«Starà bene?». La donna pose senza mezzi termini la domanda che in molti visitatori dei corridoi bianchi temono di porre.

«Beh, a parte questa probabile conseguenza, credo che le capacità intellettive di Ibrid non siano in pericolo. Io e i medici che l'abbiamo seguita questa notte pensiamo possa continuare a studiare senza alcun tipo di conseguenza».

Il sollievo diventò permanente.

La donna si lasciò andare ad un ringraziamento sentito verso que
messaggero di speranza travestito da medico.

Il bianco dei corridoi intanto continuava ad avvolgere altre storie, altre facce, altri canoni
espressivi che legittimavano sensazioni ed emozioni.

Un bianco poco piacevole alla vista di chi, da un momento all'altro, vede volar via una delle
cose più importanti nella vita: un figlio.

Ibrid era salva. Ora sua madre poteva pensare a tornare a casa.
Con lei, fortunatamente.


[Fatti antecedenti alla storia]

5 commenti:

Colombina ha detto...

Grande Ibrid, ma che nome è?

Colombina ha detto...

Messaggio per Pietro allora, Ibrid da dove deriva?
E' molto particolare e molto bello a modo suo!

la rochelle ha detto...

ciao colombina
mi piace la tua curiosità!
il nome "ibrid" è una "ibridazione" dello svedese ingrid, che mi pareva troppo scontato e di maniera. è nato in modo abbastanza casuale, ma mi è subito piaciuto perchè sintetizzava bene il suo carattere: un incrocio di personalità, colori e parole.
infine questo è il commento dove ibrid è nata
baci
pietro

giangina ha detto...

Gran cosa la memoria selettiva. Davvero una gran cosa.

Colombina ha detto...

Grazie Pietro,
bellissimo il commento dove ho conosciuto Ibrid allora quattrenne...