giovedì, settembre 07, 2006

Lo strano punto di vista dello scrittore F

Mi trovo spiazzato nel dover descrivere, o meglio ri-raccontare, ciò che era successo quella notte.
Uno sprazzo di follia aveva fatto tremolare la notte più del sordo tuono emesso dalle stolte casse di un'indefinita discoteca della città.

Nel mezzo di tale lampo, l'indifferenze gesto di un giovane che fronte a sè aveva la cosa più importante del mondo e che, subito dopo, si ritrovava solo nelle tenebre a piangere la propria perversione.

Oggi più che mai dovrei spiegare perchè io, osservatore e narratore, in fondo non sia potuto partecipare all'azione di questa storia così banale, così diversa.

Ma forse, è nell'ordine delle cose non poter cambiare il corso degli eventi: ed in fondo, se essi avvengono è per un qualche genere di senso, oscuro ai più (e anche ai meno, se mi permettete la battuta).

Oggi mi fermo, per riflettere della bella storia di Siebel_boy e di Ibrid, romanzo inventato magari dal passante meno appariscente, amore perfetto e forse inimitabile, giunto quasi alla sua conclusione per colpa di un gesto scriteriato di lui.

Ibrid è dolce e sensibile: l' ho vista poche volte nella mia esistenza, ma non posso non dire che quelle volte siano state degli avvenimenti che ancor oggi ricordo con piacevole benessere.

Sono stato in molte città, e molti sono stati gli edifici, le costruzioni, che giungevano fino al cielo nell'immensa artificiosità che li componevano. Ma mai nessuno è riuscito a farmi guardare al di là dell'immensa distesa di azzurro tanto quanto uno sguardo di Ibrid verso Siebel_boy.

Amore puro, certo, ma anche tenerezza, comprensione, affetto, amicizia, delicatezza, purezza, desiderio, protezione. Non ci sono parole ne elenchi per dire cosa provassero quei due.

Ma si sa, la perfezione di questo mondo non è.

E dunque, mi trovo oggi a scrivere l'incipit di una storia mai raccontata che poteva finire male, e che invece non si è ancora conclusa (credo).

Siebel_boy, dopo quella serata, penso che non potesse che sentirsi un verme. Non è così semplice.

Avrà sentito rammarico? Compassione verso se stesso? Senso di colpa? Non so.

So che di lui si è detto molto e niente. So che lui, perchè lo so, in realtà si è sentito come se il suo corpo fosse qui, ma la sua mente fosse a Liegi.

La sua volontà fosse in un luogo lontano, perso da ogni logica quotidiana, fermo in un logico casino a metà fra Bolliwood e Holliwood, fra un teatro di posa e un anno sabbatico dal proprio io.

Era come se fosse partito per un viaggio di un anno, lontano dal proprio normale esistere, per dedicarsi alla trasgressività più palese, convinto che in essa forse un senso lo avrebbe trovato.

Se non avessi visto ciò che ho visto, gli avrei ancora rinfacciato oggi che la vera trasgressione è trovarsi fra le mani un qualcosa di puro.

Ma lui, pur sbagliando, è tornato.

E in fondo, ciò che di più strano c'è in questa storia, è che fra loro qualcosa dal passato sia riemerso. Di solito del passato si ricordano con più facilità le scottature, perchè bruciano, oh se bruciano.

Ma a volte vince il bene, quindi non può che regnare il silenzio.

Una panchina innevata, in fondo, rimane sempre un posto su cui d'estate ci si potrà sedere... magari qualche tempo rimarrà solo un sostegno per il freddo e compatto rimasuglio di qualche precipitazione invernale, sarà sempre pronta ad accogliere, d'estate, giovani o vecchi che possano sedersi a pensare, a parlare, o ad amare qualcuno.

Uno strano punto di vista, direte voi. Beh, in fondo non si vedono tutti i giorni scene come quelle che ho visto io, un giorno non meglio precisato, qualche tempo fa.

6 commenti:

Colombina ha detto...

Sei uno scrittore davvero molto molto bravo, e studi Scienze della Comunicazione. Complimenti!
Cmq come puoi non distinguermi nelle foto??? :-(

Colombina ha detto...

Mi correggo allora, scrivi bene per essere un ex studente di scienze della comunicazione!
Bella la foto nel profilo!

notedibordo ha detto...

Fra, siamo quasi al termine della storia? Chissà quale sarà il corso degli eventi...

la rochelle ha detto...

per sbaglio ho ricevuto sul mio cellulare un messaggio di siebel_boy destinato (credo) a ibrid: "ti amo dalla punta dei miei piedi alle doppie punte dei tuoi capelli"

Colombina ha detto...

Ma si mandano anche i messaggini, che dolci!
mi mancano 6 esami, riprendo poi a gennaio l'uni, adesso mi concentro sul lavoro!

Colombina ha detto...

Sto facendo le domande per fare le supplenze a scuola!
La maestrina quindi!