lunedì, ottobre 02, 2006

Da dove venne il consiglio di Furio














Furio frequentò spesso Siebel_boy, dopo la sera in cui il fato volle metterli vicini.
Di lui lo attirava quella malinconia variegata, fatta di attesa e di pochi orizzonti.

Lo attirava un discorso ricorrente, Ibrid: la ragazza lasciata per uno sbaglio commesso a causa della sua debolezza e della pochezza di alcuni esserini che aveva conosciuto in cortile, quando era bambino, che prepotentemente gli si erano parati davanti all'improvviso una sera, cresciuti e solerti nel guidarlo sulla strada sbagliata.


Uscirono insieme, Furio e Siebel_boy, comunicando a gesti.

Si scrivevano, attraverso il cellulare (Furio non parlava, l'sms era l'unico mezzo per "sentirlo" via telefonino) oppure, più spesso, attraverso le email.

Si erano re incontrati sempre in quel locale, cominciando a comunicare attraverso i gesti sul perchè, quella sera, Siebel_boy avesse parlato del mare di Aral.

Siebel_ boy si scusò, passando poi a spiegare che quella sera per lui tutto era fatto come di sabbia, e non riusciva a distogliere il pensiero dal proprio senso di colpa.

Un senso di colpa che, proprio come sabbia che viene dal deserto e si deposita sulle coste oltre il mare, gli aveva colorato artificialmente l'anima, rendendola totalmente negativa.

Il discorsò poi scivolò su tematiche pressochè inconcludenti, tipiche di giovani che vivono secondo dei canoni giovanili. Furio si stupì, però, di una cosa.

In molti si fermavano a chiaccherare con Siebel_boy.

Lo salutavano, lo ringraziavano, lo invitavano ad uscire e si offrivano di offrire. A tutti strinse la mano, presentandosi con il solito gesto della mano.

Alcuni gli chiesero se era muto, altri risposero a gesti. Furio non badava più a queste diversità percettive, tanto a lui interessava poco apparire al mondo come comune.

Sapeva di esser diverso e bellissimo nella sua diversità, perchè carpiva i segreti del silenzio anche quando intorno a lui era il caos.

Siebel_boy era ringraziato, in molti citavano episodi in cui il suo apparire era seguito da consigli e atti d'aiuto decisivi. Siebel_boy aveva molti amici: molti, erano amici che gli dovevano un favore.

Furio capì che Ibrid per Siebel_boy era stata, probabilmente, oltre che un amore assoluto, anche una sorta di musa ispiratrice negli atti, nei comportamenti.

Lo aveva migliorato, spingendolo quasi a farsi avanti quando le difficoltà invadevano la vita di qualcuno che li circondava.

Erano stati, probabilmente, una coppia dedita non solo al narcisistico osservare il proprio amore, ma votata a diffonderlo.

«Dovrei presentarlo a quei miei amici che non riescono a liberarsi di un peso» pensò fra sè e sè Furio mentre ascoltava Siebel_boy parlare, ammettendo talvolta di non esser in grado di saper indirizzare verso la strada giusta gli amici che abbisognavano di un osservatore non coinvolto nelle difficoltà.

E mentre la serata correva, Siebel_boy metteva da parte per un pò i suoi persistenti sensi di colpa, mentre parlava a Furio che cominciava a considerarlo un buon amico.

[Fatti avvenuti prima dell'inizio della storia]

5 commenti:

la rochelle ha detto...

caro scrittore F, da dove venne il consiglio di furio?
dalle sue mani, dal suo corpo, dal profondo (si dice sempre così) dei suoi occhi?
o forse dal mare d'aral che profondo non è e neppure un mare è?

Fra ha detto...

Semplicemente dall'amicizia verso Siebel_boy, caro la rochelle...

notedibordo ha detto...

Furio è misterioso...

apepam ha detto...

Quali sono i segreti del silenzio?
Bello carpirli...
ciao Fra!

krepa ha detto...

ciao FRA....grazie della visita, anche se non capisco che poetica tu possa trovare in me.
domattina, quando mi sveglierò e mi passerà il mal di testa...leggerò il tutto