mercoledì, ottobre 11, 2006

«Non dirLe nulla»




















Le chiese il silenzio, sperando che almeno lei non fosse stata cancellata da quella serata balorda.


Arianna non doveva perdere un pezzo importante della loro storia, nonostante fosse strettamente legata a lui.

Parlarono molto, e Arianna si sentì prigioniera di quella promessa, strappata dalle sue labbra grazie a molte lacrime sgorgate dagli occhi di Siebel_boy.

Avrebbe voluto, per la prima volta, uscire da quella sua aura di tranquilla ascoltatrice per finalmente assumere un ruolo attivo nella storia.

Ma la volontà di suo fratello era più forte anche della sua volontà di agire per far del bene.
Si sentiva vincolata a quella strana storia di amnesia e dolore, non solo perchè coinvolgeva due persone a lei care. Perchè aveva come il presentimento che fosse la strada giusta, nonostante si presentasse molto difficile, che ognuno avrebbe trovato il suo destino. Ma aveva tanta paura di soffrire.

«La cercherò al momento opportuno - le disse la notte prima Siebel_boy- quando so che non potrò fare più del male, a lei e a me».

«Quando capirai il momento?» le rispose Arianna. Non ricevette risposta.

Siebel_boy osservò come nel giorno programmato per l'incontro con Ibrid, Arianna curò ogni minimo particolare nel prepararsi, adornandosi con vestiti di colori morbidi e velando il suo viso di un leggero tono di trucco. La madre di Ibrid la aveva chiamata qualche sera prima, dicendole che Ibrid si era ripresa, e che sentiva il bisogno di vedere un'amica, la sua amica.

Non ricordava però niente di quale fosse l'origine di questa amicizia, del rapporto che la legava al fratello.. che era stato ovviamente rimosso. Arianna aveva concordato con la madre di far vivere ad Ibrid la sensazione che la loro conoscenza fosse germogliata su altri lidi, separando nettamente l'origine del loro rapporto e la storia con Siebel_boy.

Di questo, il giovane era consapevole, e per questo, si struggeva.
Ma il pensiero che almeno Arianna avrebbe preservato Ibrid, lo rincuorava parzialmente.

La guardò mentre legava con un fiocco ne troppo lungo nè troppo corto i lacci delle scarpe, mentre ordinatamente metteva i suoi oggetti nella borsa, incartava una torta preparata la sera prima da mangiare a casa di Ibrid, avvolgendo la stagnola attorno al vassoio simmetricamente, in modo che nessuna briciola potesse fuoriuscire dall'involubro.

Una perizia dei particolari che Arianna metteva in ogni cosa che faceva. Siebel_boy la ammirava anche per questa sua precisione, attenta in ogni movimento, come se tutti i gesti fossero pezzi di un rituale.

Indossò un giubbottino leggero finemente abbinato con i colori del vestiario scelto.
Prese borsa e sacchetto con torta e si voltò verso Siebel_boy.

«Sai cosa fare, Arianna».
La ragazza accennò un assenso con il capo. La porta si aprì, si richiuse, lasciando entrambi soli.
E mentre Arianna si recava a casa di Ibrid trattenendo a stento il pianto, Siebel_boy si mise a scrivere una lettera al computer a Furio, dove gli comunicava che per un pò avrebbe preferito star da solo.

Scrisse anche ad altri amici, la stessa cosa.
Cominciava per Siebel_boy un periodo di quiete, mentre il mondo avrebbe continuato a girare, incurante.

[Fatti avvenuti prima dell'inizio della storia]

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