giovedì, novembre 02, 2006

Capitolo 1 - L'espressione

Lo sbuffo colorato dei camini riempiva il cielo di varietà grigiaste innaturali.

La città riprendeva il suo circolo vizioso come ogni mattina, mentre il sole continuava a illuminare la terra al di là di un ottobre che si preannunciava piovoso e in realtà si era rivelato primaverile.

Seduto su una panchina del grande centro commerciale dove lavorava, Oscar attendeva pazientemente che arrivassero le 9.

Appoggiato con diffidenza allo schienale, fra le sue mani spuntava un libro di piccole dimensioni, colorato di blu e giallo. La borsa, lasciata aperta a metà di fianco a lui, rompeva gli schemi della sua monocromia nera solo per uno spicchio di carta stagnola avvolta in un sacchetto per alimenti, di plastica trasparente: un panino, presumibilmente.

Oscar continuava ad ingurgitare il romanzo come se volesse finirlo entro le 9. La lettura, concentrata e attenta, riusciva a distogliere l'ascolto dalla confusione intorno a lui: le commesse che pulivano gli interni dei ristoranti, le serrande dei negozi di cianfrusaglie che cialtrone coprivano anche il suono della radio diffuso dagli altoparlanti, le urla e gli schiamazzi di alcuni giovani che esaltati correvano verso l'esercente di calzature sportive inpavidi e felici di aver marinato la scuola.

Le 9:00. Era ora di cominciare.

Oscar ripose il libro con un filo di malinconia, dopo aver lentamente aperto la borsa e avervi ricavato lo spazio sufficiente ad accoglierlo.

Mentre si dirigeva al suo posto di lavoro, ripensava a quelle letture che tanto lo avevano coinvolto, sentendosi attratto dalla necessità di spiegare, così come aveva fatto l'autore del libro accolto nella sua sacca, cosa significasse per lui ciò che vedeva intorno a sè. Una necessità impellente, probabilmente anche difficile da dipingere su una qualunque tela, con una qualsivoglia forma d'espressione.

Oscar di questo era consapevole, ma chissà come mai non riusciva al pensare l'espressione come un ostacolo, bensì una meravigliosa formula di comunicazione tutta da plasmare. Avrebbe voluto, ma percepiva anche complesso riuscire a contenere tutto ciò che voleva dire in un unico contesto: sentiva che intorno a lui c'era una moltitudine di cose da raccontare, bisognava solo trovare la strada.

Il passo era deciso, verso l'interno del suo ufficio. Sui suoi pensieri, Oscar contava molto per riuscire a superare quell'ennesimo giorno che doveva esser vissuto fra mura sconosciute e pensieri freddi.

6 commenti:

la rochelle ha detto...

alle medie, alle superiori, al catechismo, all'università, al lavoro... quante volte ho aspettato che si facessero le 9.
e per ogni periodo della mia vita avevo un modo diverso di godermi quel momento.
ora si sono fatte le 9 nel tuo romanzo, si parte!

Bella bella ha detto...

3293720343

sonia ha detto...

Ecco che abbiamo cominciato a conoscere Oscar!
È vero che a volte sei talmente dentro nella lettura di ciò che veramente ti prede che tutto ciò che hai intorno scompare.
Come è successo a Oscar nel momento in cui le donne delle pulizie stavano facendo il loro lavororo.

Anche questo tuo racconto sei riuscito a farmi immergerenella lettura, e tutto ciò che immaginavo era Oscar e il suo stato d'animo!

Viola ha detto...

Oscar Oscar...già ci penso..

Colombina ha detto...

Oscar mi ricorda me stessa prima di iniziare a lavorare che leggo senza farmi distrarre dagli insegnati che chiaccherano!
Benvenuto Oscar!!!

PIDEYE ha detto...

eccomi al secondo capitolo;) Gia mi piace ;)