sabato, gennaio 20, 2007

Capitolo 2 - Flashback n.1 (4)















Il divano si increspava sotto le gambe dello psicologo, mentre tutto il peso veniva spostato verso la direzione di Oscar.

«Beh dottore, non è che sia un problema il fatto che non ci sia nulla da dire».

Il dottore nicchiava, a metà fra la voglia di ribattere e la consapevolezza che quel muro nasceva dalla latente diffidenza di Oscar nei suoi riguardi. Latente, perchè essa era diminuita impercettibile volta dopo volta che i loro incontri si erano susseguiti, anche se rimaneva ancora un ostacolo ad ogni inizio di colloquio.

«Solo gli stupidi e gli inconsapevoli non hanno da dire nulla, Oscar» ribattè Paponi, tralasciando il suo senso di rivalsa nei confronti di quel ragazzo che sapeva tenergli testa come nessun altro paziente era riuscito a fare.

«Nulla dimostra che io non rientri in queste due categorie» Oscar non si sentiva affatto stupido o inconsapevole dei propri lati "difficili", quelli che l'avevano portato a reagire quando sua madre era saltata fuori nel momento meno opportuno: era solo un modo, il suo, di sfidare l'autorità precostituita di quello psicologo imposto, più che cercato.

«Sappiamo benissimo tutti e due che menti a te stesso, Oscar - chiosò il dottore - e per questo so che oggi tu mi dirai qualche cosa che potrebbe interessarmi».

«Che cosa le interessa sapere oggi?» Oscar si era rilassato sul divano, mettendosi comodamente appoggiato allo schienale, imbottito forse più di quei cuscini così soffici che ogni volta lo facevano sentire come ovattato in un mare di cotone.

«Ti va un pò di musica di sottofondo?» Paponi era in grado di cambiare argomento in corsa tanto quanto Ronaldo era in grado di cambiare passo durante un contropiede.

«Beh, faccia pure» Oscar rispose fingendo indifferenza, anche se sperava che Paponi mettesse un cd che gli piacesse a sufficienza.

«Chopin ti va?» disse lo psicologo voltandosi sorridente.

«Non lo conosco, dottore» Ancora musica classica. Ecco che i divani erano più accoglienti, ora.

«Bene, è ora che tu lo conosca, allora» disse Paponi con tono divertito.

Il dottore tornò a sedersi sul divano che lo accoglieva in precedenza, questa volta non rimanendo rigido ma appoggiando completamente la schiena sullo schienale, mentre con una mano teneva gli occhiali e con l'altra puliva le lenti, brandendo un lembo della sua camicia.

«Il notturno per piano, l'opera 9... » Paponi disse queste parole guardando in alto, attraverso le lenti degli occhiali, alla ricerca di qualche alone superstite della sua opera di pulizia.

«Molto bravo Chopin, dottore» disse Oscar, tentando di sembrare competente.

«Chopin era un genio, sai? - rispose il dottore - ha suonato sinfonie e composizioni talmente belle da rendere il suo nome immortale».

«Anche lui è morto, però - ribattè Oscar - e le sue sinfonie le suonano altri, rendendosi belli agli occhi di chi ascolta».

«Rimane il nome di Chopin dietro tutto questo - disse Paponi, sollevando lo sguardo verso il ragazzo - e rimane il fatto che se Chopin non avesse percepito un senso in tutto questo oggi il mondo non potrebbe godere di melodie così».

Oscar si rizzò su, quasi agitato nel dare la risposta: «Le avrebbe scritte qualcun'altro, no? Insomma, in tanti hanno composto, in tanti hanno saputo trarre dalla musica cose altrettanto belle, cose che..».

«Non sarebbero state uguali a queste - lo interruppe Paponi - perchè nessuno avrebbe saputo scriverle come Chopin, Oscar».

15 commenti:

Giulia ha detto...

Probabilmente sarò stupida o inconsapevole..
Ma stavolta non ho davvero parole..
Piccola Giulia

giangina ha detto...

"Nulla dimostra che io non rientri in queste due categorie"

mi piace. Adoro le risposte giuste al momento opportuno.

sweet angel ha detto...

ciao fra beh devo dire che oscar è un figo io allo strizzacervelli gli avrei tirato anche un cartone come mi stanno sulle balle!! pensano di sapere tutto!!!

Giulia ha detto...

Sgrunt!! Sgrunt!! Sgrunt!!

la rochelle ha detto...

seguo il diario fin dai primi mesi...
questo per dire che secondo me
l'ultimo è il migliore post di fra
mi inchino davanti a cotal penna (stilografica)
complimenti, chapeau, etc

e tu giulia, n'etre pas jalouse

Mad Riot ha detto...

Si sa, gli psicologi sono i primi ad aver bisogno di uno psicologo...

Giulia ha detto...

Sto ancora cercando le parole...
E te, LA ROCHELLE, help me, please! ;-)

Paolo ha detto...

tutto bellissimo (tranne la similitudine su ronaldo)... Comunque dai che pubblichiamo...

sonia ha detto...

Garnde Paponi...prima o poi lo sblocca, l'atteggiamento è quello giusto...aspetto la prossima.

Alessandro Guadagno ha detto...

credo che far conoscere Chopin a Oscar è stato un colpo di genio, perchè secondo me, la sua musica descrive lo stato d'animo in cui si trova in questo periodo Oscar.

andrea ha detto...

sto dottore nn mi piace proprio ... ciao andrea

notedibordo ha detto...

xiynwuyMi è piaciuto questo scambio:

«Le avrebbe scritte qualcun'altro, no? Insomma, in tanti hanno composto, in tanti hanno saputo trarre dalla musica cose altrettanto belle, cose che..».

«Non sarebbero state uguali a queste - lo interruppe Paponi - perchè nessuno avrebbe saputo scriverle come Chopin, Oscar»

Ognuno ha un'individualità preziosa e irripetibile, anche se non è Chopin. Quanti hanno fatto cose meravigliose e non sono conosciuti, o hanno vissuto in modo straordinario senza finire sui libri... Secondo me il quotidiano offre spunti straordinari. Chi eccelle nelle arti è chi, spesso, chi ha saputo vedere e tradurre in note, voce, parole, colori l'incredibile bellezza, il dramma, gli aspetti nascosti del quotidiano.

notedibordo ha detto...

[ops, nel commento di prima mi si è inserito il codice della verifica parola all'inizio del testo... oggi le lettere sono fuori controllo... che succede? :-) ]

Fra ha detto...

@ tutti i commentisti: non è mia abitudine rispondere ai commenti, ma sappiate che lo psicologo che segue Oscar non è male come sembra...

Poi se volete, con un "deux ex machina" lo faccio sparire...

giulia ha detto...

Sto cominciando ad appassionarmi in questa lettura a ritroso. Giulia Grande.