mercoledì, gennaio 24, 2007

Capitolo 2 - Flashback n.1 (5)














«Ho capito, dottore, però lei non può negare che Chopin morendo abbia concluso la sua opera: magari la sua idea era ricreare un qualcosa di più grande, di cui non possiamo comprendere la grandezza perchè non possiamo concepire cosa ci fosse nella sua testa».

Lo psicologo rimase stupefatto, per l'arguzia con Oscar lo aveva messo sotto scacco, con quella risposta. Il silenzio calò per un attimo nella stanza. «Sei arguto, Oscar, ma il problema non riguarda cosa avrebbe fatto se fosse stato vivo ancora, quanto quello che ha realizzato in vita. Le sue melodie rimangono, e non rimane che pensare a lui come se abbia concluso il suo tempo realizzando ciò che voleva».

«E' limitante, dottore, è questa la verità». Oscar rispose deciso, con un filo di amarezza che lasciava trasparire quanto sentisse dolore nel pensare a quella realtà conclusa, forse, prima del tempo.

«Sai Oscar, non la vedrei sotto questo aspetto: quello che dici è vero, però dai troppa importanza, forse...».

«A cosa, dottore? Alla morte?». Paponi ora era visibilmente in difficoltà.

Oscar riprese: «La morte è parte della vita, secondo voi, no?E' la fine del corpo, di questo cazzo di corpo, no?!?» Ora Oscar si stava agitando.

Paponi si rizzò sul divano:«Oscar, non è il caso di agitarsi, ora».

Il tono del giovane si rafforzò, portando la voce alle soglie dell'urlo: «E perchè, dottore? Forse perchè ho detto che le persone non sopravvivono dopo la morte anche se rimane negli altri qualcosa di loro?».

«Oscar, questo non è vero». Lo psicologo era sicuro che il momento di agitazione sarebbe stato un momento passeggero, cui sarebbe seguita la calma che avrebbe permesso la discussione.
«Eh lo sai, che non è così».

Oscar si quietò. Paponi osservava attraverso gli occhiali il giovane, mentre questi si lasciava andare sullo schienale del divano, osservando il soffitto.

«Già, ha ragione». Oscar era meno sicuro di sè. Continuava a guardare in aria, quasi che le domande del professore non giungessero da una persona fisica ma da un qualcosa al di fuori dello studio.

«Hai paura di quello che senti, Oscar? »

«Sì, dottore. Perdo il controllo, quando ci penso» Oscar era la prima volta che parlava di quanto sentiva, del cosa lo aveva portato a comportarsi così fra le mura scolastiche.

Nelle scorse settimane aveva raccontato a Paponi, un pò con distacco, un pò con indifferenza, il funerale della madre e le serate passate a guardare suo padre seduto da solo sul divano, mentre sullo schermo televisivo scorrevano immagini di serial ammuffiti e varietà da televisione anni '80; i riferimenti a ciò che sentiva lui erano però rarefatti, appena citati e poco esplorati.

Paponi aveva pazientemente atteso che fosse lui stesso a parlarne, in modo che non si sentisse obbligato ad aprire il lato più nascosto di sè. Seguiva le parole di Oscar con attenzione, segnandosi mentalmente tutti i punti che avrebbe dovuto poi annotare nel suo fascicolo. «Tutto ciò che mi sarei aspettato dalla vita non era un dolore così grande, dottore - continuò - e devo ammettere che mai come il momento in cui se n'è andata, ho sentito la sua mancanza. Mia madre è sempre stata vicino a me, e io non me ne sono mai accorto.. finchè lei ha smesso di esserci, di fianco a me».

Era il momento della domanda che forse sarebbe stata decisiva per il proseguo della terapia.

Paponi prese un attimo e poi, con voce decisa, chiese:«Ti senti in colpa, per questo?».

«No, dottore». Calò nuovamente il silenzio.

11 commenti:

andrea ha detto...

la storia di oscar, si fa sempre più interessante...per molti versi mi sento molto vicino a oscar...ora sono curioso di sentire le parole che romperanno il silenzio che conclude il post

la rochelle ha detto...

certo che si sente in colpa oscar... sennò mica reagiva in quel modo. o forse è quella volpe di paponi che lo sta mandando in crisi?

krepa ha detto...

gli psicologi fanno male...
io pur avendone bisogno...non ci vado...né ora né mai

Giulia ha detto...

Da quando seguo Oscar,
i miei commenti si sono fatti sempre più brevi..
Perchè c'è sempre meno da commentare..
Io e Oscar, oramai, siamo una cosa sola.
Ti voglio bene, Oscar.
Piccola Giulia

notedibordo ha detto...

Mi sembra strano commentare nel bel mezzo della vicenda... Questo che hai descritto è un momento di tensione: trattengo il respiro... Lascio un saluto e aspetto il prossimo pezzo. Ciao!

Magicocentro ha detto...

Scusate l' interruzione.

Miei cari amici Bloggers. Data l' amicizia che ci lega, Giulia mi ha chiesto di comunicarvi una notizia. Qualche amico Blogger di Pescara probabilmente ne sarà già al corrente.

Purtroppo a seguito di una complicazione al fegato, ( che a seguito dell' incidente di qualche giorno fà aveva manifestato un piccolo versamento ), incorsa questa mattina, la nostra Giulia è stata ricoverata in ospedale. Non credo tuttavia sia nulla di grave. Vogliono tenerla in osservazione per qualche giorno. Vi saluta tutti e vi vuole un gran bene.
La nostra Giulia è una roccia e tornerà tra breve fra noi.

Vi invito pertanto, anche se sono sicuro che lo fareste comunque, ad esprimere la vostra solidarietà alla nostra piccola Giulia, a quella creatura straordinaria quanto sensibile, che tutti noi conosciamo.
Paolo da Viareggio

Cico ha detto...

opbwrqva è la parola che ho dovuto scrivere per poter commentare il tuo posto.

c'è della poesia, secondo me ^^

PAPARAZZA ha detto...

non é semplice seguire Oscar...altro che oscar wilde!!!!!!! eheheheh
qui ci servono psicologi e basta!!!!!!!!
un saluto ..passa che ho delle news sugli spetteguless

notedibordo ha detto...

Un bacione a Giulia e un augurio di cuore perché si riprenda presto!

sonia ha detto...

Che amore Oscar...lo adoro!
È tanto impaurito e spaventato. Quanta tenerezza. Sono sempre più felice che abbia incontrato Paponi.

Faith ha detto...

Finalmente mi sono messa in pari!!!!!!!!
EVVIVA!!!!!!!!!
Così posso iniziare a commentare anch'io...

Questa storia mi sembra veramente interessante.
In più scrivi molto bene, senza pesantezze inutili ma allo stesso tempo senza banalità.
La storia mi sembra curata nei dettagli, che tuttavia non sono messi lì in modo didascalico.
Giudizio troppo "tecnicoo"?!?

Più spicciolamente...mi piace!!
E sono impaziente di leggere altre puntate!

Bacioni

Faith