mercoledì, gennaio 03, 2007

Capitolo 2 - Flashback n.1

Era inverno, un inverno di quelli che sembra che il pianeta navighi senza sosta verso la perdita d'identità stagionale e le temperature divengono ballerine dello "Schiaccianoci".

Il cielo terso era rischiarato da un sole primaverile e da un vento che inondava tutto con la sua foga: anche lo smog sembrava fuggito verso le montagne, laggiù dove la neve era attesa più di ogni altra cosa.

Oscar seguitava a camminare impettito verso l'ambulatorio del dottor Paponi, membro dell'ordine dei medici fin dal 1972, per la sua solita seduta psicotica (come amava dirsi lui) di metà settimana.

Un appuntamento che durante la scuola gli permetteva di saltare qualche ora il mattino giustificata dalla presidenza, durante le vacanze natalizie lo obbligavano a restringere lo spazio dedicato a sè stesso per presentarsi di fronte a quel signore un po' brizzolato, leggermente irrobustito dagli anni e dalle troppe storie tristi, ingobbito sul quadernetto dove appuntava ogni parola che Oscar, e chissà quanti altri, pronunciava durante quelle sedute.

A Natale, Oscar aveva ricevuto da suo papà un bel cappotto nero, lungo fino alla metà dei suoi polpacci. Sembrava quello che indossava Keanu Reeves nel film più bello che era uscito quell'anno, "Matrix".

Per avvicinarsi ancor di più a quel personaggio così strano e così affascinante, che aveva amato fin dal primo minuto di pellicola, Oscar aveva anche comprato un paio di occhialini da sole a forma di goccia, che in quella stagione erano venduti a prezzi più bassi perchè, si presupponeva, anche il sole sarebbe dovuto andare in vacanza.

E invece, quella mattina, a Oscar gli occhiali da sole non stonavano neanche un pò, per il sole innanzitutto, ma anche e soprattutto per le raffiche di vento che fulminee gli sfrecciavano intorno e, talvolta, si scontravano con il suo viso.

L'ambulatorio si trovava in una via alla periferia della città, nella zona in cui il comune aveva scelto di impiantare nuove strutture per avviare un processo di colonizzazione, come avrebbe detto il ragazzo della via Pal, dove anni fa c'era solo un prato verde.

Da lì, con quel tempo, Oscar poteva capire che tempo facesse sui monti, osservare l'orizzonte fatto di cime innevate e di svariate sfumature di cielo, e pensare che in fondo il mondo non era solo quella maledetta scuola superiore con quei compagni di merda, quelle visite guidate nella propria mente da un cinquantenne allievo di Freud e il ricordo di una madre che aveva deciso di morire troppo in fretta.

12 commenti:

margherita ha detto...

^____^ ... rifrito al tuo commento di ieri... :)

notedibordo ha detto...

Secondo te Oscar ti somiglia?

Fra ha detto...

Non saprei, fede... cosa intendi?

Colombina ha detto...

Scriverai una tua autobiografia un giorno! Metti anche i nostri commenti...

notedibordo ha detto...

Nelle storie c'è qualcosa dell'autore, più o meno consapevolmente, per certi versi è uno specchio che riflette indizi. Poi, secondo me, la scrittura aiuta a vivere, e magari dentro Oscar c'è un po' di Fra!

la rochelle ha detto...

caro fra, perchè hai scelto 'nascita' come titolo?

notedibordo ha detto...

Secondo me lo sguardo attento con cui Oscar guarda le cose è un po' il tuo...

Fra ha detto...

"Nascita" è il titolo del secondo capitolo, quello del primo flash back. Come nasce un'aspirazione, una vocazione? Come un qualsiasi sentimento.. qui si racconta Oscar e la nascita della sua voglia di esser qualcosa..

Fede, in ogni personaggio che si crea inevitabilmente vive qualcosa del creatore.. personalmente però cerco di staccarmene, per rendere il tutto meno legato alla storia precedente, al contrario molto introspettiva... mica voglio annoiare il mio pubblico!? ^__^

Viola ha detto...

Oscar sta divenando un personaggio affascinante. Ora comincerò a pensarci e a volerlo incontarre per strada, come mi succede spesso quando mi "innamoro" di un personaggio di qualche storia.

Alessandro Guadagno ha detto...

uuu!! sedute psicotiche, la cosa si fa interesante...

sonia ha detto...

Cavoli, ma Oscar ha perso la mamma cosî giovane? :o(
Ma è un ragazzo in gamba! :o)

Giulia ha detto...

Ma...Ma...
Ma sei te?!
Ma com'è possibile?!?
Ma non parlavi all'incontrario?!?
E ora come ti faccio ad immaginare??
Mi hai fatta morire dal ridere dillà...
e di qua...mi hai fatta commuovere...
E ora?!?
Ho dovuto scavare un pò indietro per ribeccare l'origine di Oscar e prendere il filo del discorso..
Ma poi mi sono accorta che se non avessi letto la sua nascita
avrei comunque capito TUTTO già
da questo secondo capitolo...
C'è dentro tutto anche qui.
Grazie per queste emozioni.
Piccola Giulia