sabato, febbraio 03, 2007

Capitolo 3 - Sviluppo

La scuola di Oscar era una vecchia palazzina in stile liberty riadattata a istituto per aspiranti drammaturghi e cineasti.

C'erano molte aule dove fare lezione, con molti, moltissimi alunni che ogni giorno entravano e uscivano, ridevano e studiavano, litigavano e facevano pace.

C'erano laureati e giovanissimi appena maturati, o vecchi quarantenni ancora legati al sogno di divenire artisti. C'erano docenti, professori e professionisti di ogni genere, segretarie, assistenti, e, se ci si fermava anche dopo le 18, donne delle pulizie il più delle volte con il muso lungo per le briciole di panino lasciate su ogni banco che avesse visto il passaggio recente di un essere umano.

Migliaia di libri, dvd e vhs, riviste e fogli d'appunti sparsi dappertutto, in un caos ordinato che faceva apparire quell'istituto di grandi sognatori, all'esterno inappuntabile e prestigioso, come un gran casino organizzato. Perchè ogni cosa, seppur in un arco di tempo che poteva intercorrere fra i 2 minuti e i 4 anni e mezzo, poteva capitare in mano e aiutar a trovare la parola, il pensiero, l'immagine, il sogno, la storia, che poteva servire a scrivere, girare, preparare o solamente concludere, l'opera della vita. O meglio, la prima, quella che rimane nella mente e a cui ci si affeziona perchè ha voluto dire tante, tantissime difficoltà.

I muri erano inpregnati di personaggi e fatti non realmente accaduti, totalmente inventati, ma che nella loro incorporeità avevano camminato fra le pieghe dei sogni di tutti quelli che avevano solcato quei pavimenti perennemente pronti ad accogliere una qualsiasi attività ludica. Perchè, oh sì, in ogni angolo si trovavano anche frammenti di serenità perduta, non per distrazione, no, ma perchè caduta durante una corsa dopo una lezione, o una partita a pallone nei corridoi, o per un ballo inprovvisato sulle note del pianoforte che, inpettito più che mai, stazionava di fronte alle finestre dello spazio adibito alla ricreazione.

C'era tutto questo in quella scuola, la scuola che Oscar aveva scelto per sviluppare ciò che aveva immaginato per la sua vita. Lo sviluppo di un progetto grande come il mondo, quello di respirare aria non intorbidita dalla sensazione di non esser cresciuto o di non essere arrivato, ma il dolce sapore della realizzazione personale.

Oscar se ne era innamorato quasi subito, quando varcò per la prima volta la soglia dell'ingresso.
Si guardò attorno pensoso e rimase per un attimo senza fiato, la mattina della selezione. Poi fece i primi passi nella grossa entrata dai muri bianchi e dagli attaccapanni di legno e ferro, profumati di giacche vissute e zaini sempre troppo pieni. E si sentì felice, convinto di essere entrato nella dimensione che più lo avrebbe valorizzato come giovane, aspirante artista.

10 commenti:

sweet angel ha detto...

ciao fra grazie mille in che senso,secondo te qual'è il mio punto debole sai quando rileggo quello che scrivo in effetti mi sembra sempre che c'è qualcosa che non va ma non riesco a vederlo!! mi piacerebbe ricevere un tuo consiglio!! grazie per avermi linkato è bello che qualcuno ti apprezzi per quello che sei!! un beso grande

Giulia ha detto...

Grazie Oscar,
mi stai insegnando a vivere.
Piccola Giulia

Mad Riot ha detto...

La scuola di Oscar è simile alla mia...ricavata da una palazzina! Però ha più fascino quella descritta qui...

Giulia ha detto...

Oscar, voliamo in alto..

PAPARAZZA ha detto...

se hai un minutino...
vai sul mio blog...
il papà di Anna Tatangelo parla della storia tra la figlia ed il mitico Gigi D'Alessio.....

Paolo ha detto...

a me sembra che tu abbia descritto il tuo primo giorno di master...

la rochelle ha detto...

hai descritto così bene questo posto che mi sembra di esserci stato appena ieri. o forse era l'altro ieri... ;-)

PAPARAZZA ha detto...

Fra...ti ho rubato la foro dell'occhi perchè mi piaceva...

notedibordo ha detto...

Aria pura, zaino pesante, e ogni arrivo è un nuovo inizio... Fra, io ti vedo in Oscar, ti ci vedo proprio, e sono felice che le vicende della tua vita ti abbiano portato proprio lì dove ora sei.

sonia ha detto...

Bella sta scuola...sa molto d'odore d'arte!