giovedì, marzo 15, 2007

Capitolo 4 - Danzando (2)

Oscar rimase fermo sotto i portici in attesa, mentre i suoi compagni di viaggio si disperdevano fra i cunicoli della città.

La pioggia aveva ripreso a cadere copiosamente, portando con sè il lieve venticello che preannunciava l'arrivo dell'inverno, freddo e pungente come quelle gocce così fini, più simili a spilli che a piccoli segni d'acqua.

Oscar osservava intorno a sè il vuoto che piano gli si era creato intorno, accendendosi una sigaretta e respirando nel silenzio dei portici del centro. Il pullman era praticamente ripartito subito, lasciando sgombra la strada di fronte al ragazzo, che così poteva vedere la grande piazza a forma circolare dove quella linea terminava la sua corsa.

BrotherZof, teoricamente, avrebbe dovuto spuntare dall'altro lato rispetto al capolinea, entrando praticamente da ogni zona arrivasse nel campo visivo di Oscar. I minuti però passavano e dell'arrenbante rapper non c'era notizia. Oscar tirava a fondo ogni nota di sigaretta, aspirando a fondo e sbirciando il cellulare per vedere se qualche sms potesse chiarirgli il mistero.

Chiamare? La domanda si insinuava fra le pieghe dei dubbi come se fosse l'unica soluzione possibile. Anche perchè, pensò Oscar, nel caso il pacco di BrotherZof fosse stato confermato, avrebbe dovuto tornare a casa in pullman e l'ultimo della sera era quello delle 22. Il prossimo che si sarebbe fermato al capolinea, quindi.

Oscar finì la sigaretta, lanciò lontano il mozzicone e si mise a borbottare fra sè e sè pensando a un tradimento. Non voleva credere che quel suo amico tutto sommato conosciuto da poco ma già molto caro potesse trattarlo così. Eppure i fatti gli stavano dando torto: BrotherZof sembrava scomparso.

Che gli fosse successo qualcosa in quei 15 minuti che intercorrevano fra l'ultimo cenno che gli aveva dato, l'sms sul pullman, e l'appuntamento nell'ultima versione concordata? No, non poteva essere, BrotherZof era sì un pò più basso, ma comunque agile e sufficientemente forte e veloce per divincolarsi in un'eventuale aggressione.

Non poteva essere certo quella la causa del ritardo. Per scacciare quel pensiero, Oscar si avvicinò a una vetrina che si trovava sotto i portici, proprio all'altezza del capolinea. Cominciò a sbirciare i vestiti che erano disposti un pò alla rinfusa su manichini e appendiabiti, di colori sgarcianti come piacevano a BrotherZof e opachi come quelli che amava lui.

Fissò una felpa con il cappuccio dove spiccava il disegno di una macchina stilizzata, ne memorizzò il prezzo. Squadrò un paio di jeans e se li immaginò addosso. Intanto i minuti correvano e il vuoto continuò a persistere intorno a lui.

Oscar frugò nella tasca e guardò l'ora sul telefonino: le 21.48. Quasi 20 minuti di ritardo e mancava ormai poco al passaggio dell'ultimo pullman.
Cacciò il cellulare in tasca, estrasse una seconda sigaretta e se l'accese. Si guardò intorno. Tutto sembrava immobile: a un certo punto però, la sua attenzione venne attratta da una nota di movimento.

Sul fondo dei portici, dove la piazza compiva una curva divenendo circolare, comparve una figura. Una ragazza. Era alta pressapoco come BrotherZof, ma molto più magra. Si avvicinava con passo deciso, e a ogni metro che compieva nella sua direzione, Oscar poteva distinguere un particolare in più della sua presenza: portava jeans larghi con vita bassa, che si chiudevano in risvolti alti su stivali a punta con tacco di media altezza.

Un filo di pelle spuntava da sotto un piumino nero, reso lucido dalla pioggia. Mano a mano che la distanza si riduceva, Oscar ne scandagliò ogni tratto somatico: profondi occhi neri, naso acquilino e bocca disegnata a forma di goccia, con labbra non troppo pronunciata. Il viso, fine e magro, era racchiuso in un caschetto di capelli lisci, anch'essi neri e un pò bagnati.

Oscar la guardava spudoratamente, mentre ne seguiva il passo sinuoso e ondulato come se si trovasse davanti al miracolo più inimmaginabile che avesse mai potuto concepire. Dentro di sè, una tempesta si era scatenata, e cori di angeli si erano innalzati per ringraziare BrotherZof di quel ritardo così provvidenziale.

«Cazzo amico, ti aspetto tutta la vita per una così» pensò fra sè e sè, mentre la ragazza continuava quella specie di sfilata.

Ad un certo punto, nonostante a Oscar sembrasse quasi che il suo sguardo fosse ricambiato, la donna cambiò direzione e uscì in direzione del marciapiede, al di fuori dei portici, dove si ergeva la paletta del capolinea.

Oscar la seguì con gli occhi mentre la sua figura spariva repentina dietro le colonne che sostenevano il porticato. Ne fu rattristato, per un attimo non c'era nient'altro che quella visione formato serale e il fatto che senza di lei non avrebbe mai più vissuto. Si sentiva come se quel venticello che aveva sentito appena sceso dal bus, freddo sotto il piumino d'oca che lo avvolgeva, gli avesse nell'infilarsi sotto le maniche e fra colletto e maglione sottratto qualcosa.

Si rigirò verso la vetrina, tornando a osservare i jeans e cercando di dimenticare anche quella visione, oltre che il ritardo di BrotherZof. Anche perchè le 22 erano molto vicine.
Oscar frugò nuovamente nella tasca e prese il cellulare. Lo aprì, impostando l'applicazione sul numero di Luca. Pigiò il tasto di chiamata, e gettò la sigaretta che aveva nel frattempo finito.

Si girò in direzione della piazza e alzò lo sguardo.

Se la trovò davanti. Lei. La ragazza di prima.

E ora puntava deciso su di lui.

«Scusa, sei tu Oscar?» chiese, con una voce flebile ma decisa.

«Oh cacchio.» fu l'unica cosa che riuscì a rispondere Oscar.

15 commenti:

Petite Kiki ha detto...

Mi scuso ancora per aver prelevato la foto. Ora la tolgo. Non avevo letto le "avvertenze"!!

Kiki.

PIDEYE ha detto...

finalmente una donna che rischia di diventare importante nella storia...fino ad ora c'erano solo comparse....e la quota roaa andava a farsi benedire,)

Fra ha detto...

petite kiki: grazie, spero tornerai a trovarmi anche x ciò che scrivo!

pideye: comparse?!?!?!?! Dolores non l'avrebbe mai detto ;-)

Giulia ha detto...

E' la parte più bella del racconto...
Insomma, c'è un misto armonioso di
visioni oniriche ed elementi fortemente reali,
che rende il tutto decisamente affascinante..
Come un racconto fantastico
magicamente immerso in un romanzo di vita..
E' una bellissima sensazione, davvero..
Lo stile è brillante,il lessico scorrevole
e la trama sempre più interessante.
Valeva la pena lasciarci un po'
con il fiato sospeso fino ad ora..
Complimenti a Fra, di cuore
ed un incoraggiamento ad Oscar...
Datti un pizzicotto,
e vedi che non stai sognando, ora..



Per quanto riguarda le foto,
raccomando a tutti il rispetto
dei diritti d'autore e soprattutto
esorto i lettori a soffermarsi
sul significato che l'immagine
vuole esprimere nel contesto
del meraviglioso racconto di Oscar.

Davide ha detto...

Giulia mi ha ovviamente tolto le parole di bocca,ma tengo a dirti che -da autore di queste foto- a vederle nel contesto della storia di Oscar,le trovo sempre arricchitedi tanti significati e questo mi stimola ad entrare nella stessa immagine attraverso mille altri punti di vista e a scoprirle sempre nuove.Questa è la tua arte.Continua così che sei grande.Davide.
Raccomando di nuovo a tutti le "avvertenze",non solo per me ma soprattuttoper il rispetto della persona in questione e per l'importanza di spostare l'attenzione sul contenuto.

Paolo ha detto...

E vai!!!! beato ritardo... Sempre in sospeso cazzo...!!!

Faith ha detto...

Eccola la svolta tanto aspettata da noi "fans" di Oscar!!! :)

Sono d'accordissimo con il commento di Giulia, continua così!!

E sbrigati...siamo tutti curiosissimi!!!! :)

Bacioni!!!

andrea ha detto...

ora stupiscimi ...

Fra ha detto...

Un pò di risposte intermedie prima della prossima puntata, che andrà in onda (spero) entro metà della prossima settimana al massima.

giulia e davide: che dire? grazie a entrambi.

paolo: mi verrebbe da dirti, scusa se vivo anche fuori dalla blogosfera. E dire che anche tu c'hai l'avvoltoio che ti osserva.. un minimo di comprensione me lo aspetterei!

faith: hai saputo leggere fra le righe. La ragazza sarà effettivamente una svolta.

andrea: ti stupirò, spero!

juliette ha detto...

Mi piace molto come scrivi.
Te l'avevo già detto?
Riesci a trasformare ogni avvenimento banale nella cosa più importante del mondo.
Complimenti!
PS
Chissà, magari ci siamo davvero già visti, ma di collegi in centro ce ne sono tanti :-)

Mad Riot ha detto...

Uhm...uomo di pronte decisioni Oscar! Chissà come mai la ragazza sa il suo nome!

la rochelle ha detto...

oh brother... giubilo e trepidazione, il romanzo entra nel vivo!!! appoggio andrea che ti scrive "ora stupiscimi": sono sicuro che ci riuscirai.

sonia ha detto...

Sta cosa m'intriga...
Ciao Fra, aspetto con ansia di sapere chi è la ragazza msteriosa.

Lateo ha detto...

qualche volta vale la pena di vivere anche una fregatura.....

giangina ha detto...

ciao Fra

salutino veloce ché sono di corsa, ma appena posso mi "rimetto in carreggiata"

bacio