lunedì, aprile 09, 2007

Capitolo 4 - Danzando (6)













Bea fece un cenno con la testa in direzione di una porta serrata a lato delle transenne.
«Luca dice che ci aspetta all'entrata di lato» disse.
Oscar annuì. Attraversarono la strada, accostandosi alle persone in coda.

«Dì, ma stasera Loris veniva...Quella grandissima stronza non sapeva che anche io... Ma che cazzo ne so... Ohu, dammi una siga socio!... c'ho 2 pezzi da 1 euro, ti bastano?... Domani ho da fare, ti chiamo poi per la sera verso le 7, ok?...»

Un miscuglio di parole pronunciate da molte bocche diverse erano intente ad accumularsi nello spazio: Oscar cercava di memorizzarle tutte, come se potessero tornargli utili in futuro.
Come quando era al lavoro, ogni storia che poteva emergere dalle parole di qualcuno che lo circondava lo affascinava, trascinandolo in una serie di attimi in cui la sua immaginazione tentava di ricostruire quelle storie tronche sul nascere.
Frugò nel taschino della giacca cercando la sua agendina per gli appunti. Mentre la sua mano tastava il vuoto del tessuto, però, ricordò di averla lasciata nella sacca, a casa di BrotherZof.

«Che cerchi?» chiese Bea

«Niente, volevo solo appuntarmi una cosa»

Bea non fece in tempo a porre la domanda che Oscar si aspettava.
La portà dietro le loro spalle scattò: un ragazzo di colore, poco più alto di Oscar, vestito con larghi jeans a vita bassa e maglietta bianca attillata, squadrò i due.
Una voce alle sue spalle urlò:«Ehi bro! Sono qui!»
Oscar si voltò. BrotherZof teneva per i fianchi il nero nel tentativo di spostarlo. Il nero però teneva le braccia attaccate allo stipite della porta guardingo: pareva non volesse far entrare nessuno.

«BrotherZof! Facci entrare!» chiamò Oscar.

BrotherZof disse all'orecchio del buttafuori, «Josh, sono loro due. Falli passare». Il nero sorrise, si spostò facendo passare Bea e Oscar, rimettendosi nella medesima posizione per qualche secondo, prima di richiudere la porta.

In pochi secondi si trovarono dentro. BrotherZof era vestito come un vero rapper: sulle spalle, teneva una cintura per tenere issata sulle spalle una chitarra.

«Benvenuti, ragazzi!» disse, abbracciandoli entrambi.

14 commenti:

Petite Julie ha detto...

Il fatto che Oscar scrivi le storie
che sente e che "incontra"
lo rendono una persona
estrememente affascinante.
Qui si vedono gli influssi di Baricco
sulla tua scrittura Fra..
Mi fa pensare a "Novecento"
che sapeva tutto del mondo
e delle persone solo sentendo
le loro storie durante il viaggio.
E' indice di una grande sensibilità.
Oscar mi piace sempre di più..

PS: Tra l'altro, stavolta, niente
errori da segnalarti.. Fai progressi!

la rochelle ha detto...

juliette te lo segnalo io un errore: "il fatto che oscar scrivi..." più che italiano è fantozziano ;-)
ok, ok sbagliamo tutti... io per esempio sono appena stato corretto sul mio blog per un dato sbagliato nel posto sulla giornata dell'acqua.
perciò solidarietà a chi sbaglia.
ma l'arte del nostro francesco, fine tessitore di storie, non ha nulla a che vedere con tutto questo: gli è superiore...

Mad Riot ha detto...

Ma BrotherZof fa rap o reggaeton, dato che va in giro con una chitarra? Un saluto ;-)

PIDEYE ha detto...

Ciao Fra , Non mi convince quel "attraversassero la strada" Per il resto ti seguo e attendo;) bacio

giulia ha detto...

Ehi Fra, la nuova puntata é Ok. I dettagli mi sembrano quelli giusti e sono certa che sono funzionali. Il fatto che Oscar prenda appunti con i suoi occhi puntati sul mondo, dice di lui più di quanto non avrebbero potuto dieci pagine fitte fitte. Un'unica obiezione da "lettrice talvolta cruscante". Perché Oscar "sfrugò" nel suo taschino? Io avrei preferito un più semplice "frugò". Se cominci ad odiarmi, dimmelo da subito, così mi regolo di conseguenza. Un abbraccio da Giulia.

Fra ha detto...

Un paio di risposte ai lettori superstiti...

@ Giulia: Grazie per i complimenti, Giulia, anche se devo dirti che in realtà di Novecento Oscar ha pochino... anche se tu non puoi saperlo, visto che la trama si deve ancora dipanare!!

@ la rochelle: sarà anche superiore, ma uno scritto senza errori di grammatica è meglio.

@ m@d riot: carissimo, il nostro BrotherZof sta per suonare il basso in un concerto di un artista che piace anche a te :-)

@ pideye: grazie Yaya per la segnalazione!!

@ giulia: grazie Giulia per la segnalazione!!

Davide ha detto...

Wè,qua ci stiamo tutti a chiede come va a finire sta storia.le contaminazioni di vite ormai ci assalgono.bella foto,ma spicciati che siamo curiosi

Davide ha detto...

OH,adesso ci scriviamo pure insieme.

notedibordo ha detto...

Anch'io ho una cosa da dire... :-) Una riflessione personale, un po' lunga, da un'amante delle forme brevi (quindi ciò che dirò è già di parte, e comunque si autocontraddice: parla della brevità con un commento che è quasi un trattato).

Preferisco leggere i post più brevi come questo, credo a causa della modalità di lettura (da schermo). La lettura su carta delle storie di Oscar sarebbe differente, riuscirei a fermare meglio l'occhio sulle parole (quasi quasi mi stampo qualche pagina, per capire e valutare meglio). Invece spesso leggo a scansione (tipico di chi legge sul web), con una sorta di sintesi visiva che non si usa per i libri.

Secondo me la storia di Oscar è comunque molto interessante come esperienza; in ogni caso, poi, sperimantando, sarai tu a scegliere il mezzo e la forma migliore per i tuoi scritti.

notedibordo ha detto...

(sperimentando)
Ops, colgo l'occasione per autocorreggermi. Ciao!

Mad Riot ha detto...

Ah, è un bassista allora. Adoro il basso, dà un tocco di "silente vigore" ai brani. Un saluto ;-)

Colombina ha detto...

mmm io l'errore non l'avevo notato, non sono una brava prof allora!
la settimana con Matteo è andata bene, siamo riusciti a fare un'ultima sciata!

Fra ha detto...

Un paio di risposte:

@ Davide: finchè ci assalgono le contaminazioni benvengano. Spero che ad assalirvi non siano i conati di vomito per la mia storia ^__^

@ Notedibordo: Fede, intanto grazie per la tua analisi. Il problema dell'interfaccia è una cosa che mi cruccia assai, anche se vi sono 3 grandissime facilitazioni che Internet propone:
1) Stimolare lo sviluppo della storia in tempo breve (per me, che nonostante sappia tutto di ciò che dovrà accadere sono stimolato a scriverlo a scadenza perchè so che c'è qualcuno che attende..)
2) Una finestra gratuita a chi aspira a raccontare qualcosa, bypassando i normali canali editoriali che non sempre possono offrire a tutti i narratori una finestra adeguata.

Per ora non ho ancora avuto un contatto diretto (x lavoro) con editori e similari, anche se a scuola ne frequentiamo molti. Quella che però descrivevo prima è la realtà, e bisogna adattarsi di conseguenza.

Spero che avrai la pazienza di continuare a leggermi nonostante la lunghezza, nonostante gli occhi affaticati e nonostante gli apparentemente punti morti che la storia sembrarà avere.
Per il resto, scusa la lungaggine nella mia risposta.

@ Mad Riot: sì, quello che BrotherZof suonerà al concerto è un basso, strumento indispensabile non solo nel rock ma anche nell'hip hop per una base come si deve.

@ Colombina: Sara, bentornata!! Sono contento che la settimana sia andata bene!

notedibordo ha detto...

Grazie a te!