lunedì, aprile 30, 2007

Capitolo 4 - Danzando (9)

Oscar si mosse fra la folla come se stesse ballando, avvinghiato alla ragazza. Camminava all'indietro, spingendo chi si frapponeva tra lui e il divanetto con la schiena nel tentativo di proteggere Bea, senza conoscenza.

Camminò fra la musica, il caos e le urla del commiato della band, notato da nessuno e concentrato a evitare a Bea ogni contatto molesto. Era come se quella sconosciuta così scontrosa fosse divenuta improvvisamente la cosa più importante: una sensazione che non si poteva spiegare solo con la sua tendenza ad aiutare chiunque. Quella ragazza andava oltre la barriera che tentava di costruire a ogni contatto con il prossimo, Oscar lo sentiva.

Raggiunse il divanetto in poco tempo, quasi senza accorgersene.
Oscar fece sdraiare Bea poggiandole la testa sullo schienale e allungandole i piedi sul tavolino di fronte, pieno di bicchieri vuoti e cestelli di metallo ormai solo colmi di ghiaccio sciolto.
Si guardò intorno. Pensava di schiaffeggiarla, ma non aveva la minima idea di come si facesse per far risvegliare una persona, con che forza e in quale quantità.
Si sedette di fianco a Bea: cominciò ad accarezzarle i capelli, parlandole nell'orecchio.

«Bea... Bea, sveglia!». Nonostante gli applausi, la confusione e il rumore del locale, Oscar era certo che urlare non sarebbe servito a granchè. Preferiva parlarle a bassa voce, cercando di farsi sentire in quella parte di cervello ancora acceso.
Da lontano si sarebbe detto che le stava leccando un orecchio. Una cosa che gli faceva comodo perchè evitava che qualche inopportuno si venisse a sedere di fianco a loro.

Bea fece un sussulto. Scosse tutta la testa, poi sbarrò gli occhi. Riprese improvvisamente vigore, tolse i piedi dal tavolino e si rizzò in piedi. Oscar fece lo stesso.

«Cosa ci faccio qui? Cosa volevi farmi?» disse allarmata.

«Bea, calmati, sono Oscar...»

Il suo tono si innalzò palesemente: «Cosa vuoi da me? Cosa volevi farmi?»

«Sei stata male, non ti reggevi in piedi, ora calmati!»

«Lasciami andare!»

Bea cominciò a colpire sul petto Oscar, che le prese i pugni frenando il suo attacco isterico.
Si guardarono. Bea cominciò a piangere, abbracciandolo.

Oscar si sentì in imbarazzo. Era ovvio che Bea avesse avuto uno sbalzo d'umore a causa dello svenimento, anche se non sapeva trovare un nesso fra le due cose. Piangeva senza controllo, come se si fosse resa conto di aver combinato un danno irreparabile.

Cominciò nuovamente ad accarezzarle la nuca, nel tentativo di calmarla. La strinse fra le sue braccia, cercando di mettere una barriera fra lei e il resto del mondo.

«Oscar!» La voce di BrotherZof: il concerto, intanto, era finito.

Luca li raggiunse di corsa, dribblando i campanelli di persone davanti al bar e infilandosi fra le crepe della folla.

«Oscar, che è successo?»

«Zof, sta male.»

«Bea? Bea, ci sei?» chiese BrotherZof rivolto a lei.

«Luca, andiamo a casa» disse Bea fra le lacrime.

BrotherZof tastò i pantaloni, ne estrasse un mazzo di chiavi e lo porse a Oscar.

«Portala a casa, io devo smontare qui con la band. Ci vediamo lì fra poco, ok?»

«Ok, Lu.»

BrotherZof accarezzò Bea, battè una pacca sulla schiena di Oscar e corse verso il palco.

Oscar guardò Bea, le asciugò le lacrime con un dito, poi la prese per mano, guidandola verso l'uscita.

10 commenti:

Petite Julie ha detto...

Non ho parole Fra..
Stavolta non ho proprio parole..
Sono troppo commossa ora..

Davide ha detto...

questo è il capitolo più bello.se permetti me lo stampo.buona giornata!

andrea ha detto...

cavolo mi sono perso un sacco di passaggio della vita di oscar...mi sa che passerò un intero pomeriggio a leggere il tuo blog ... ciao andrea

Faith ha detto...

Povera Bea...deve esserle successo qualcosa di brutto secondo me!!
Ho idea che Oscar e Bea si "salveranno" a vicenda!
Un'unica pecca (dettata dalla mia impazienza!!!)...troppo breve!!! :)

Un bacione!

perlinavichinga ha detto...

mi tocca questo capitolo.
grazie, lo spero (per la retta via)
riparto dalla mia grinta, ho deciso di cambiare registro e combattere per ciò in cui credo.

PIDEYE ha detto...

Mi è piaciuto molto..sono sempre più curiosa di capire cosa sta partorendo la tua mente malata;) Uffaaaaa dai...veloce. Dolores

Ps: allora quando mi porti Oscar? Facciamolo prima che Bea lo finisca di incantare;)

Mad Riot ha detto...

Intanto Oscar...con la scusa ci prova, il marpione :-D! A presto

notedibordo ha detto...

Mi ha colpito la prima immagine, il movimento di Oscar che porta via Bea tra la folla: è quasi sostenuto dall'onda della musica, e al contempo isolato da essa e dalle persone. Una sensazione che mi ha fatto riflettere, in quanto vi ho percepito la suggestione e la profondità di una difficile scelta: la necessità di prendere posizione tra la coscienza e l'indifferenza. Ho fiducia in Oscar!

Petite Julie ha detto...

Nonno dice che vuole il seguito.. ;-)

Davide ha detto...

qui i fans reclamano.dai dai dai dai dai