lunedì, maggio 21, 2007

Capitolo 5 - Creatività

Nel grande salone dell'accademia si respirava aria da corrida. L'eccitazione era alta fra gli studenti: quella mattina, il direttore dell'accademia avrebbe parlato illustrando il tema da affrontare nella prova che valeva come tesi per il conseguimento del diploma.

I gruppi sarebbero stati formati seguendo una logica pratica ed efficace: il caso. Amicizie e antipatie sarebbero contate come per le schedine della lotteria la volontà di chi le gioca; si sarebbe dovuto lavorare con altre due o tre persone, realizzando un progetto comune che mettesse il risultato di fronte a tutto, anche se questo fosse dovuto scaturire dal compromesso di condividere l'obbiettivo con qualcuno poco affine.

Il balcone era pieno di giovani sognatori, che Oscar aveva col tempo imparato a conoscere: aveva imparato ad amarne i pregi e rispettarne i difetti, sempre con un pizzico di distacco che gli evitava delusioni nel caso un giorno, avesse sentito un trasporto eccessivo verso qualcuno che gli dava l'idea potesse più facilmente tradirlo che rispettarlo. Tranne BrotherZof, ovviamente.

Il direttore arrivò con la solita faccia sorridente accompagnata dal solito, gioviale buonumore. Salutò tutti con affetto, per poi richiamare l'attenzione dei presenti affinchè si accomodassero.

Dopo qualche minuto, la folla si tranquillizzò.
Il direttore prese la parola con il suo solito tono ironico e variopinto. Era un omino alto sì e no un metro e sessanta, che aveva passato la vita nel cinema giallo. Vestiva sempre panciotti di colori spenti e poco sgargianti, come il bordeaux o il marrone: i mocassini anni '80 erano invece sempre in bella mostra, dato che i pantaloni risultavano esser sempre un pelo troppo corti rispetto alla norma.

Nonostante i capelli un pò disordinati e la pelle consumata dall'età, i suoi occhi erano rimasti vispi e sempre in ricerca di qualcosa da guardare, come se non avesse mai smesso di fare il regista. Dirigeva quella scuola come fosse un film, e trattava i suoi studenti come fossero la sua troupe. Li rispettava, e sapeva che nonostante le sue conoscenze fossero molto più estese rispetto a quelle di quei giovani sognatori, anche lui poteva imparare qualcosa ogni giorno.

Il suo discorso prese subito il largo, senza interruzioni se non quando le battute generavano risate e divertimento fra i ragazzi.

Oscar ascoltava divertito, ridendo con BrotherZof a ogni gag che il parlato del direttore riusciva a generare. Non sentiva la stanchezza nonostante la notte prima l'avesse passata praticamente insonne, a ripensare a ciò che aveva visto. I suoi appunti giacevano in fondo allo zaino, pronti per tornare a galla a ricordargli cosa avesse provato nel guardare Bea, nel sentirla soffrire e nel vederla cercare di difendersi dalle sue paure. Avrebbe riguardato quegli appunti, cercando di adattarli al tema che il direttore stava esponendo con tanta ilarità.

5 commenti:

Davide ha detto...

porca vacca ora è cambiato lo scenario,mi stava appassionando.dai su, veloce

Faith ha detto...

che cambio...e così ti piace spiazzarci eh?!?

Non so se ti rendi conto di come riesci a tenerci tutti appassionati a questa storia!

PIDEYE ha detto...

Letto. Attendo risvolti..;)

Mad Riot ha detto...

E Oscar ritorna lo studente universitario...vediamo se Bea darà una svolta alla sua vita!

perlinavichinga ha detto...

anche a me mi ha spiazzata il brusco cambiamento!

puoi votare fino a 5 ragazze e 5 ragazzi! a presto