venerdì, maggio 11, 2007

Capitolo 5 - Scoperta (2)

«Bea soffre di attacchi di panico»

«Me ne sono accorto». Oscar fece un mezzo sorriso.

«Già, non riesce a stare fra la gente. Non riesce a stare da sola, in una stanza o su una strada. Ha paura di uscire da sola e non si trova a suo agio in mezzo alla calca, è come se si sentisse pressata, dice che sente "un incudine sulla testa"... io non sono mai riuscito a capire cosa volesse dirmi con quel modo di parlare, con quell'espressione...» BrotherZof aggiustò il tono, che era cresciuto di volume senza che lui riuscisse a controllarlo.

«Perchè?» chiese Oscar

«Perchè cosa?» rispose l'altro.

«Perchè ha questi scatti di nervi.»

BrotherZof fece un'altra sorsata di birra.
«Fu una sera. Una sera di qualche anno fa. Era con uno che conosceva da poco, delle nostre parti, io lo conoscevo di vista ma non è che mi facesse una bella impressione, anzi, però sai, a lei interessava...»

«In che rapporti eravate?»

«Io e Bea siamo sempre stati amici, molto amici. Diciamo che non sono mai riuscita a vederla in un altro modo, anche perchè da quando la conosco lei per me non è stato altro. Neanche volendo riuscirei a pensarla come altro.»

«E sto tipo, che centra sto tipo?»

«Bea è uscita con un ragazzo del nostro gruppo per un paio di anni. Quando ruppe, cominciò a uscire con un'altra compagnia, gente del liceo che non stava con noi, conoscendo altre persone. Fra queste, c'era Mauro, il tipo che ti dicevo prima».

«Ok.»

«Mauro non mi è mai piaciuto, era strano, sapevamo che aveva modi violenti e non ci piaceva che frequentasse Bea. Uno dei miei glielo disse anche, a Bea, solo che uno della cricca di Mauro lo seppe e una sera ci mancò tanto così che non ci attaccassimo» disse BrotherZof, avvicinando indice e pollice e indicando uno spazio molto piccolo.

«Erano tarri».

«Sì, ma non di quelli che vanno in discoteca e basta. Questi erano diversi. Venimmo poi dopo a conoscenza che smazzavano pasticche e dosi di neve a mezza riviera: allora, sapevamo solo che erano brutta gente, e Bea ci era caduta dentro con tutte le scarpe».

«Ingenua, la ragazza» sorride nuovamente Oscar.

«Furbi loro - rispose Luca - ai suoi occhi apparivano sempre corretti, fermi. Anche le altre ragazze della loro compagnia non sapevano dei loro giri, anche se le voci correvano. Certo, il sospetto c'era: però non importava granchè, anche perchè ogni sera entravano in locali diversi gratis e questo alle ragazze piaceva. Bea poi non era granchè felice in quel periodo, perchè la storia con il suo ex era finita male, e quel modo di vivere era una novità per lei.»

«Che è successo?»

«Una sera si trovano al bar dove si incontravano di solito. Tre dei loro arrivano fusi: c'era anche Mauro, quello che si era appiccicato di più a Bea. Cominciano a urlare, dice che anche quelli che li conoscevano si spaventarono. Si seppe poi che avevano ammuccato qualche mista di droga: fattostà che arrivarono lì, e cominciarono a rompere il cazzo ai loro stessi amici. Bea era con loro. I maschi iniziarono a legnarsi, mentre le ragazze uscirono. Mauro se ne accorse e rincorse Bea. La prese per un braccio, strattonandola fino alla sua macchina. Lei cercò di divincolarsi, per fermarla le tirò uno schiaffo buttandola poi sul sedile posteriore, salì e andò via».

Oscar ascoltava serio. Dentro di sè, non capiva come Bea, una ragazza con tanta apparente sicurezza, avesse potuto cadere in una situazione così paradossale. BrotherZof, invece, risultava sentire particolarmente quegli eventi: il suo parlato era concitato, la voce talvolta veniva disturbata da un tremolio strozzato, come fosse un'interferenza in una chiamata al cellulare.

«La trovarono in un boschetto che costeggia la provinciale. Un passante in automobile, qualche ora dopo la mezzanotte, notò dalla sua automobile una station wagon parcheggiata sul ciglio della strada e un uomo che stava trascinando un corpo verso il bosco. Avvertì subito la polizia, che intervenne subito. Mauro era vicino a Bea, completamente collassato. Lei invece, era stata pestata a sangue ed era svenuta».

«Quando l'ha fatto?»

«Non lo sappiamo. Probabilmente dopo che era andato via dal bar si era fermato perchè lei aveva cominciato a gridare e l'aveva stordita. Nessuno l'ha visto, ma le ferite e i colpi che Bea si è ritrovata addosso non lasciano dubbi: qualcuno quella notte l'ha picchiata».

«Perchè si è comportato così? A parte, intendo, il fatto che fosse fuso perso.»

«Probabilmente perchè lui era preso di Bea, talmente tanto che quella sera non ci ha visto più e ha provato a portarla via con la forza. Non so cosa gli sia scattato, so che però lui e i suoi amici del cazzo per un pò sono spariti dalla circolazione. Alcuni, quelli più tranquilli, escono con noi. Gli altri due che quella sera han piantato casino sono dentro per rissa e lesioni personali aggravate. Mauro invece, è dentro in attesa che il processo finisca»

«Per quello che ha fatto a Bea?»

«Sì. E' incriminato anche lui per lesioni, oltre che per tentata violenza. Quel bastardo pare che le abbia anche messo le mani addosso, nel bosco. I poliziotti, quando sono arrivati, l'hanno trovato che piangeva mentre cercava di tirare giù i pantaloni a Bea. Delirava, diceva che voleva farlo perchè l'amava. Quello schifoso... non capiva neanche chi fosse, in quel momento. L'hanno fermato in tempo, comunque. Quando poi si è svegliata in ospedale, Bea non ricordava più nulla».
Il silenzio quietò per un attimo la stanza. Le loro voci rimasero come bloccate, perchè quella storia sembrava chiedesse di serbare un attimo di riflessione comune.
«Orribile...» Fu l'unica parola che Oscar riuscì a dire.

«Orribile... già, orribile...» sussurò BrotherZof.

«Ora capisco perchè...»

«Perchè non riesce a stare fra la gente, sì. In ospedale parlò poco, i medici la tennero in osservazione per più di un mese, rimase lì con psicologi e terapisti a cercare di trovare un senso. Seguì anche in seguito un percorso clinico per guarire da quelle ferite, e ancora oggi è in terapia. Ma ancora non riesce a fidarsi del mondo che la circonda, a sentirsi immersa in una realtà che può avere anche qualcosa di buono, a sentire la vita come una possibilità. Aspirare a vivere, per lei, è ormai solo un miraggio».

«Non so che dire, Luca».

«Niente. Non devi dire niente. Si può solo provare a entrare nella sua testa e provare a comprenderla, e a volerle bene per quello che è, oggi. Un muro, una porta chiusa, dura, impossibile da aprire. Eppure bella, senza increspature, dolce e allo stesso tempo perfetta, tanto da rompere ogni sicurezza di chi la guarda... - BrotherZof guardava di fronte a sè, sorridendo come se di fronte a lui ci fosse Bea in ascolto - ... Così bella, bella da rompere ogni convenzione con la realtà... Fredda e austera, ma anche così fragile...»

Si mise a piangere. Oscar gli passò un braccio intorno al collo.
BrotherZof accostò la testa alla sua spalla, e bevve un altro sorso di birra.

9 commenti:

Viola ha detto...

Cavolo....Bea....

notedibordo ha detto...

Che tenerezza, Bea.

Così bella, bella da rompere ogni convenzione con la realtà... Fredda e austera, ma anche così fragile.

Giulia ha detto...

non riesco a commentare stavolta, scusa

Davide ha detto...

non posso non dirti che questo capitolo ha colpito molto anche me.ma tu lo sai

perlinavichinga ha detto...

il migliore per ora... complimenti.
(ma io parlavo di una marea di soldi, altro che audi tt!)
buon week end!

Faith ha detto...

Adesso veramente non riesco a dire niente...ti dico solo che sei stato così bravo che mentre leggevo ho dimenticato che fosse una storia. Sono rimasta completamente immersa e dispiaciuta per Bea, che ho sentito come una persona reale.

Ti abbraccio...

PIDEYE ha detto...

Nemmeno io riesco a commentare. Mi sono lasciata prendere dalla storia e ora sento un groppo in gola. E forse intravedo gia quello che succederà...e gia mi emoziono. Bravo Fra.

la rochelle ha detto...

grande grande grande fra

Paolo ha detto...

bellissimo... non dico altro...