domenica, maggio 13, 2007

Capitolo 5 - Scoperta (3)

I singhiozzi erano ora l'unico suono a farla da padrone.
Non parlarono per un pò, rimanendo così, uno a sostenere l'altro che veniva corroso dai pensieri e dai ricordi.

La notte scorreva sotto di loro, anche se il tempo sembrava aver prevaricato le sue stesse leggi per posarsi su sè stesso, su ciò che era passato, su fatti lontani che solo le loro parole avevano fatto riemergere dal mare d'indifferenza. Sembrava che quello che era successo a Bea vivesse fra le loro parole, respirasse con loro e potesse anche prender iniziativa fino a sopraffarli.

«Il mondo non parla solo così, BrotherZof» disse Oscar, mentre accendeva l'ennesima sigaretta.

«Il mondo non parla, Oscar, si muove solo»

«No, BrotherZof. Il mondo parla: siamo noi che non sappiamo ascoltarlo».

BrotherZof da subito non capì: per un attimo fu spinto a chiedere a Oscar se lo volesse prendere in giro per quella reazione un pò scomposta, senza controllo. Poi però lo guardò: Oscar osservava di fronte a sè il buio e respirava a fondo il tabacco. Nei suoi occhi non c'era menzogna, ne cattiveria. Sembrava esser assorto dall'aria che li avvolgeva e che con il passare dei minuti diveniva sempre più odorosa di sigaretta.

«Che vuol dire?»

«Vuol dire che Bea non può essere destinata solo a questo. Bea non può fermarsi a vivere in funzione del suo passato. Bea deve vivere in funzione del futuro, di tutti quelli possibili. Il suo futuro non è una macchia nel suo passato, ma è il bianco che ancora è da riempirsi».

«No, brother, un attimo. Tu hai parlato di mondo e di parlare. Questo che centra?» Aveva ormai smesso di piangere, e anzi per un attimo scordò di averlo fatto.

Oscar si voltò verso di lui. Gli sorrise, come mai aveva fatto prima. BrotherZof lesse nei suoi occhi una sfaccettatura che Oscar non aveva mai messo in mostra davanti al resto della classe, in Accademia. Sembrava esser diventato un nonno, con occhi che trasudavano esperienze orribili e dolcezza infinita. BrotherZof ne rimase costernato: ogni giorno di più gli era chiaro perchè fin dal primo giorno quel ragazzo così silenzioso gli aveva trasmesso fiducia.

«Vedi, Luca - cominciò - non c'è modo migliore per capire chi abbiamo davanti che ascoltare. Non c'è nessuno che non sa parlare, anche con un silenzio. Anche un silenzio è un modo di parlare. E il mondo, in questo - ridacchiò - forse è il più bravo. Lui parla, gira su sè stesso e ogni giorno regala un qualcosa che quando viene guardata può meravigliare. Un gatto, un passerotto, un albero, un sasso, il cielo, le nuvole, un bimbo che gioca, un filo di vento, il caldo, il freddo, la ragazza che ti guarda sul pullman, una vecchietta che fa la spesa, il suono di pianoforte, il guaito di un cane, un pallone con cui giocare, il sonno quando sei stanco, mangiare, il ridere, il piangere. Tutto è un modo di parlare. Tutto ti parla...»

«E quindi?» lo interruppe.

«Se tu ascolti ciò che il mondo ti dice, non hai più bisogno di provare a obbligarlo a parlare. Hai tutto ciò che ti serve».

BrotherZof rimase in silenzio, mentre Oscar tirò una corposa boccata dalla sua sigaretta, prima di spegnerla in un portacenere inprovvisato con un bicchiere di plastica.

Oscar riprese: «Sta tutto lì, nel modo che hai di capire, di interpretare. Se tu ti muovi tenendo conto che le parole intorno a te ti indicano la via per esser felice, allora sai che non hai bisogno di combattere con la vita, ma hai solo bisogno di seguirla, di lasciarti trasportare».

«Come può Bea farsi trasportare? Come può dimenticare?»

«Non deve dimenticare. Deve fermarsi ad ascoltare. Sentirà che qualcuno sta già raccontando una storia più bella».

12 commenti:

Davide ha detto...

Te lo dico chiaramente.è bellissimo. Ora è davvero bellissimo.Tutto trova un senso e dalla trama sta emergendo il mssaggio più profondo.Bravo,davvero.Per le foto ottima scelta.

PIDEYE ha detto...

Questo capitolo si riallaccia molto al post che ha scritto Giulia qualche giorno fa..-e sul quale ci siamo soffermate e riflettere...attualissimo!

Lateo ha detto...

Giusto saper ascoltare, e saper leggere tra le righe di quello che il nostro mondo ci dice è molto importante.

Giulia ha detto...

Pideye ha ragione.
Ho poche parole da aggiungere,
se non che mi sto tanto affezionando
ai protagonisti del tuo racconto,
e in particolar modo a Bea.
Grazie Fra

Faith ha detto...

Che bello fra...che bello.

Vai sempre meglio, per quanto mi riguarda.

Un bacione!

juliette ha detto...

Sniff!
Ma vuoi proprio commuoverci tutti eh?
Bello. Il mio preferito, direi.

Morgan ha detto...

«Se tu ascolti ciò che il mondo ti dice, non hai più bisogno di provare a obbligarlo a parlare. Hai tutto ciò che ti serve».

Grandiosa questa Fra, sì sì.

SiMO ha detto...

Congratulations..day by day I'm enjoying more and more your writing style!!..I can't wait for the following episode!!

Fra ha detto...

Quanti complimenti!! Ragazzi siete sempre troppo gentili... e dire che temo sempre di scrivere una storia alla "3MSC" del buon vecchio Moccia (che peraltro stimo perchè almeno lui con i libri ci campa!).

Risposte, allora, per tutti:

davide: grazie, le tue foto e la mia storia fanno una bella coppia. SOno sempre in attesa di una tua visita a Torino.

pideye: grasie, Dolores ^__^

lateo: lo spirito dove voglio arrivare è quello, lateo.

giulia: prego, Giulia.

faith: sto accelerando i tempi di stesura per te, soprattutto. Non perderti le restanti puntate!!

juliette: se vuoi un fazzoletto, te lo porto stasera in piazza Vittorio. ^__^

Morgan: un tuo complimento vale tantissimo, Morgan. Grazie molte.

simo: tenc iu, old frend.(exchius mi, bat i dont spic inglisch veri uell ^___^)

Faith ha detto...

Per me??? Grazie!!!!

Non preoccuparti, non mi perdo una puntata!!! :)

Mad Riot ha detto...

Molto belle le ultime due parti...Speriamo davvero che Bea riprenda a vivere, magari vicino ad Oscar. Hai ragione, spesso gli avvenimenti della vita ci portano a chiuderci in noi stessi, senza confrontarci con gli altri, ed è un errore: tutti soffrono o hanno sofferto.

Paolo ha detto...

è davvero un uomo vissuto il buon oscar...