venerdì, giugno 01, 2007

Capitolo 5 - Creatività (4)

L'ora trascorse fra biglietti imbucati e pensieri nascosti. BrotherZof e Oscar contemplarono da soli i loro desideri, evitando di discutere ulteriormente di cosa avrebbero fatto. La processione verso la scatola si era diluita secondo i tempi prestabiliti, di fatto senza per questo creare confusione.

Roberto richiamò tutti a sedere quando Rosaria segnalò che tutti avevano compiuto la loro scelta. Tutti si accomodarono e osservavano mentre il direttore e la sua assistente smontavano le scatole e cominciavano a estrarre i biglietti, senza però annunciare pubblicamente i nomi delle persone che via via si trovavano unite nello stesso gruppo di lavoro.

Gli studenti rimasero spiazzati da questo: tutti si aspettavano un'annunciazione pubblica del sorteggio, un clima decisamente meno ufficiale e impostato, magari da accompagnare a ogni nome con un "olèèè" più da stadio che da accademia.
Ma il direttore era così, imprevedibile e scostante anche nei suoi stessi atteggiamenti: un vero artista anche nel modo di confrontarsi con il mondo circostante.

Il listato fu completato in circa dieci minuti. Ogni tanto qualche voce usciva dal coro per chiedere lo spoglio pubblico, ma Roberto rispondeva sempre con un laconico «Attendere, attendere» ripetuto due volte quasi a ribadire la necessità di dover aspettare. Quando riprese la parola, il silenzio si impadronì dei presenti quasi fosse apparso dal nulla John Ford in persona.

«Cari ragazzi, sono felice di annunciare i prossimi gruppi di lavoro...»

Si fermò un attimo a controllare i nomi, poi riprese.

«Marco, Dario, Alice, Stefania, rispettivamente come regista, responsabile della produzione, direttore della fotografia e della scenografia, sceneggiatrice.»
A ogni gruppo, Roberto elencava i ruoli delle persone che l'avrebbero formato. BrotherZof finì insieme a Carlo, Adrano e Sara, nel ruolo di responsabile della produzione, al terzo gruppo letto. Quando sentì il suo nome nel terzo gruppo , BrotherZof sobbalzò, dato che soprattutto con Carlo i rapporti erano buoni.

Per Oscar le cose andarono diversamente. Alla fine degli elenchi, come previsto, tre persone rimasero fuori dai gruppi, e fra queste, c'era anche lui. Gli altri due erano Bomber e Federica. A loro, Roberto dedicò un pensiero alla fine della lettura.

«Sono rimasti fuori Oscar, Riccardo e Federichina. Voi eravate segnati, rispettivamente - disse, consultando il foglio con i nomi - come registi e direttore di fotografia e scenografia. Confermate,?»
I tre annuirono silenziosi.
Roberto allora riprese: «Dunque, lavorerete ibridando i vostri ruoli. La segreteria vi supporterà aiutandovi là dove i vostri ruoli non potranno arrivare: vi aiuterà nella produzione e nella stesura di un'eventuale sceneggiatura, nel caso decideste di realizzare un prodotto dove essa sia prevista.»

I tre ascoltarono attentamente, anche se Oscar ascoltava alle sue spalle gli sbuffi di Bomber. Era un altezzoso viziato, perennemente dedito alla critica verso i compagni e allo scrocco di moneta per il caffè, nonostante millantasse uno dei conti in banca più generosi fra gli iscritti all'accademia.
Possedeva un'ampia preparazione in tematiche come il cinema e la letteratura, ma si sentiva in dovere di attaccare chiunque si mostrasse gentile, onesto o semplicemente amichevole. Oscar l'aveva sempre considerato come un buon diversivo quando non si ha nessuno con cui parlare, dato che non amava quell'atteggiamento un pò supponente che Bomber amava mettere in mostra. Sapeva che anche lui era oggetto di prese in giro e dileggio da parte sua, ma non si sentiva sconvolto per questo. Lavorare con lui non sarebbe stato il massimo, ma la teoria di Roberto Oscar la considerava corretta e ottima per prepararsi al mondo del lavoro.

Federica era diversa: le aveva parlato poco, e quel poco le era parsa una giovane tutto sommato interessante, oltre che molto carina. Il piercing spezzava la morbida carnagione lievemente inscurita, che ne evidenziavano la provenienza dal sud Italia. I lunghi ricci, portati sempre sciolti, si poggiavano sulle spalle strette e magre, avvolgendo le morbide guance lievemente rotonde quasi fosse ancora una bimba appena arrivata alle elementari. Lo sguardo apparentemente perso nel vuoto amava in realtà soffermarsi sui colori e le luci, come macchina fotografica che ritrae gli scorci meno evidenti e più affascinanti. Il suo passo era naturale, eppure sofisticato come se al posto del marciapiede Federica camminasse su una passerella. Vestita sempre con abiti elaborati ma non troppo appariscenti, era di poche parole e poco propensa alla socialità che i più avevano sviluppato all'interno dell'accademia. Sgattaiolava sempre alla fine delle lezioni, per alcuni dal fidanzato - di cui peraltro non s'era mai avuta notizia - per altri presso uno sconosciuto posto di lavoro.

«Ora che i gruppi sono formati, posso anche spiegarvi di cosa dovrete occuparvi - disse Roberto - Lavorerete sull' "Aspirazione". A cosa preferite, non necessariamente di un livello sociale, di una carriera, di un sogno lavorativo. Aspirare vuol dire anche lavorare per raggiungere un obbiettivo per sè stessi, per migliorare. Insomma, avete campo libero: potete orientarvi come meglio credete, basta che il messaggio sia "questo è l'esempio di come si persegue una propria aspirazione". E' tutto chiaro?»

«Direttore, quindi anche un documentario può andare bene? Che so, su uno che fa un lavoro che ha sempre sognato e spiega come la sua aspirazione venga realizzata giorno per giorno?» chiese BrotherZof.

«Certo, Luca. L'importante è che il messaggio sia ben evidenziato.»

Gli studenti ascoltavano la discussione, ponevano domande, e nella loro mente cominciavano a formulare le prime idee su come raggiungere l'obbiettivo. Roberto si congedò nuovamente, lasciando tutta la giornata per le prime riunioni di ogni gruppo.
Bomber prese la sua borsa e si avvicinò a Oscar: «Ascolta, figliuolo, io andrei a casa perchè sto ciocco mi becca stramale.»

«Ok, Bomber, non c'è problema.»

Riccardo si allontanò senza salutare, soffermandosi parlare con Gene e lamentandosi rumorosamente. Oscar non ci fece caso, e si avvicinò a Federica. La ragazza era intenta a rileggere gli appunti presi durante la riunione didattica.

12 commenti:

Viola ha detto...

E ti pareva che Oscar non rimaneva fuori...Mi aspetto grandi cose da lui...e gli altri 3 naturlamente...

Faith ha detto...

Ci avrei giurato che capitava con Federica!!!

Che poi, già dal nome, sarà sicuramente una tipa tosta... :)

Giulia ha detto...

Si, vabè, sono contenta..
Però io voglio che Oscar stia con Bea :-(

Mad Riot ha detto...

Già...e Bea :-( ???

Davide ha detto...

oh! mo' mi devo legge tutto quello che mi so' perso e comunque qui reclamano tutti bea!

PIDEYE ha detto...

Ogni volta che entra una donna in scena la descrizione è minuziosa...ma degli uomini si ice poco..a parte che su Oscar...ha monopolizato la scena;) Vediamo un pò che succede..Bea..Federica...eheeh;)

andrea ha detto...

ciao carissimo "oscar" le tue avventure si fanno sempre più interessanti ... ora stiamo a vedere come va avanti ... ciao andrea

Paolo ha detto...

Divertentequesto capitolo, soprattutto nella descrizione del mitico Bomber! Comunque noto un miglioramento anche a livello di scorrevolezza del testo, bravo Frà!

la rochelle ha detto...

un particolore su cui non mi ero soffermato: la figura retorica-link con cui fai entrare in scena john ford è un bell'escamotaggio, molto originale tra l'altro...

Fra ha detto...

Amici, scusate se mi tocca smentire l'affermazione fatta in precedenza, ma per motivi legati all'ultima settimana di master, che ha deciso di essere anche quella più impegnativa, non ho potuto stendere i capitoli successivi della storia.

Tornerò con parti molto più lunghe di prima :-) per soddisfare la vs curiosità.

Grazie a tutti, come al solito, per le bellissime parole!!!

perlinavichinga ha detto...

ero sicura che oscar sarebbe rimasto fuori...
a me federica piace già un sacco!

PinkSugarJuicyCream ha detto...

Nonostante la somiglianza evidente con lei...quella nella foto non sono io, ma Brigitte Bardot :-)
Mi piace, perchè ha un carattere sensibile e adora gli animali(ed è una persona che nella sua vita ha davvero molto sofferto, al di là del successo ottenuto come attrice). Odio tutti quelli che maltrattano gli animali,e in particolare sono contro lo sterminio delle foche...ce ne stanno già così poche :-(
Quanto alla domanda "perchè piangi?" la risposta è semplice: la vita a volte è così cattiva e ingiusta, che cerca di ostacolarti in tutti i modi,per acuire ancora di più il tuo dolore.
Forse è solo una prova, per aiutarti a crescere, a diventare grande....
baci
P.s.j.c