venerdì, giugno 15, 2007

Capitolo 6 - Cena di lavoro (2)

Oscar prese il cellulare e guardò: un sms di Bomber lo avvisava che quella sera non avrebbe partecipato alla cena.

Un mezzo sorriso gli si stampò sulla faccia. Lui e Federica sarebbero stati da soli a lavorare. Continuò a guidare nel traffico, mantenendo un'andatura lenta per evitare che il fondo viscido della strada lo facesse sbandare.

Arrivò da Federica verso le 20.30. Parcheggiò vicino al portone, suonò il citofono e salì.

Ad accoglierlo sulla soglia, lei. Vestiva una tuta larga dell'adidas blu scuro, portata a vita bassa tanto che da sopra l'elastico rimaneva scoperto un filo di intimo. Una maglietta a maniche corte bianca e i capelli raccolti, nessun braccialetto o altri monili, piedi senza calzature ma solamente avvolti in teneri calzini a righe: sembrava una ragazza delle scuole superiori più che una studentessa di cinema.

Lo salutò calorosamente, baciandolo sulla guancia. Lui si tolse la giacca, ed entrò. La tavola era imbandita per due, e dalla cucina arrivava il rumore dell'acqua sul fuoco. Vicino al tavolo, sul divano, qualche libro di teoria del cinema e un plico di fogli traboccanti di appunti di tutti i colori, come se vi fosse stato un intervento posteriore alla prima stesura.

Cominciarono subito a parlottare del più e del meno: Federica gli raccontò dei suoi coinquilini, quella sera impegnati in un'altra cena da altri amici, e di quella casa che lei amava tanto. Gli raccontò delle sue terre e dei sogni legati all'Accademia, così come Oscar gli parlò del suo passato, lasciandosi stranamente andare quando arrivò a raccontare di sua madre e del dottor Paponi, suo terapista dai tempi della scuola superiore.

Federica ascoltava attenta, incuriosita e divertita su alcuni aneddoti proposti dal ragazzo. Lo stesso faceva Oscar con lei, trovandosi via via che il tempo passava più a suo agio di fronte a quel mix di semplicità e bellezza. Mangiarono una pasta al pesto siciliano, accompagnata dal dolcetto che Oscar aveva portato con sè. Brindarono al loro progetto e all'assenza di Bomber, poco simpatico a entrambi. Quello sarebbe stato un problema, in futuro, e loro lo sapevano. Ma a quella cena, le preoccupazioni non erano invitate.

Sparecchiarono insieme, e quando il caffè fu sul fuoco, Oscar estrasse dalla borsa il suo quadernetto per gli appunti e la sua agendina. La caffettiera ribolliva, e fuori era ripreso a piovere. Si sedettero sul tavolo, mettendo in sottofondo un cd dei Radiohead.

«Il clima ideale per cominciare a lavorare» le disse.

8 commenti:

Cico ha detto...

i radiohead sono la colonna sonora dell'impossibile

PIDEYE ha detto...

Lavoreranno? E poi strano..Oscar che subito si racconta...deve proprio trovarsi a suo agio con Federica. Ma questo capita anche nella vita reale. E questa storia sembra sempre più reale. Bravo Fra. Ma voglio notizie su Bea
Dolores

Paolo ha detto...

Sì, l'atmosfera ideale per un limonino...! Oscar sei perggio di Dylan Dog! ;-)

andrea ha detto...

ahahah bellissimo il commento di paolo ... continua così oscar. ... caio andrea

perlinavichinga ha detto...

speriamo non lavorino e basta!

Giulia ha detto...

Oscar ha un atteggiamento molto più
deciso nei confronti di Federica,
più intraprendente e al tempo stesso
prevedibile e scontato, ripetto a
quello che ha con Bea.Chissà.

Faith ha detto...

E' vero, delle volte si incontrano delle persone con cui ci si sente a proprio agio nell'aprirsi, anche conoscendole appena.
E poi si sa, una buona cena e un bicchiere di vino fanno miracoli! :)

A questo però nn so proprio come andrà a finire...Bravo fra! Ci tieni tutti sulla corda! Non me lo aspettavo proprio questo personaggio!

Aspetto ulteriori sviluppi...

baci!!

Mad Riot ha detto...

Il clima mi sembra adatto a qualcos'altro...!