martedì, giugno 12, 2007

Capitolo 6 - Cena di lavoro

Quando uscì dal lavoro, Oscar salutò calorosamente Filomeno. Gli aveva permesso di organizzarsi la serata in funzione dell'appuntamento con Federica.

Fortunatamente, quella settimana l'accademia aveva programmato lezioni fino a giovedì. Il giorno successivo, aveva cominciato a rispondere al telefono alle 14, uscendo alle 18 e raccimolando così il tempo per tornare a casa, cambiarsi, prendere la macchina e andare a casa della compagna di progetto. Prima, però, avrebbe dovuto acquistare del buon vino per "accompagnare" la cena.

Uscito dall'open space che ospitava il call center, prese il pullman e tornò nella propria zona. Fermatosi in un supermarket, si fermò nel reparto bevande e acquistò una bottiglia di dolcetto. Pagò, tornò a casa e si fece una doccia. Prese dei jeans puliti, una polo appena stirata, si vestì e scelse con cura gli accessori: cinture, bracciali, collane.

Prese poi una borsa, la riempì con un paio di libri, due cd e gli occhiali da vista, oltre che un block notes, la sua agendina per gli appunti e il portapenne.

Nel mettere tutto dentro la sacca, si rese conto che per la serata a casa di BrotherZof aveva preso praticamente le stesse cose: era passata da poco, ma nei giorni seguenti aveva ripensato spesso a quei momenti tanto da fargli sembrare che quei momenti fossero appena trascorsi.

Bea era ripartita il giorno dopo il concerto di Numeri e Bassi Maestro, e lo stesso BrotherZof non riuscì a salutarla di persona.
«Tornerà presto» gli seppe solo dire, il giorno dopo la sua partenza. Era tornata a Firenze per fare un esame, e probabilmente avrebbe fatto anche un salto a casa per parlare con i suoi dell'attacco di panico che aveva vissuto.

Oscar non seppe reagire. Aveva paura in un certo senso di quella ragazza così particolare, anche se, come era ormai evidente, percepiva per lei una forte attrazione.

Certo che Federica era un piacevole diversivo. Non aveva particolari mire verso di lei, anche se, doveva ammetterlo, era di più interessanti prospettive una serata in sua compagnia che con qualche burbero intellettuale che la scuola ospitava.

Quando rientrò il padre, Oscar disse che sarebbe tornato a sera inoltrata. Della cena aveva già detto nei giorni addietro, provocando nel genitore un rilascio di battute spiritose sul suo appuntamento di lavoro.

«Ricordati che le sceneggiature si scrivono sul tavolo» fu quella più leggera, e anche se Oscar sentiva un pò d'imbarazzo rise di gusto al sessismo che l'umorismo di suo padre sapeva far emergere con sè.

Partì in macchina alle 20.00 in punto. Mise un cd degli Hooverphonic in sottofondo, alzò il volume e abbassò lo schienale del sedile, quasi ad assumere la posizione che si assume su una sdraio. Vicino a sè, la borsa e la bottiglia di vino, rilucente alla luce dei lampioni che si susseguivono sulla strada.

Si sentiva allegro, quasi che il domani non dovesse fare il mattino al call center o la macchina non presentasse problemi ai tergicristalli, problema ormai senza soluzione sulla sua vettura. Eppure solo l'idea di andare di Federica lo rendeva fiero, un professionista del cinema che va a parlare con una collega del prossimo lavoro che gli varrà fior di quattrini, gloria e serenità.

Tanti sogni che si susseguivano fra le macchine e l'imbrunire autunnale, in quel momento della giornata che del sole si hanno gli strascichi dietro i monti e la notte ha quasi avvolto tutto.

Oscar guidava sereno. Una vibrazione del cellulare lo risvegliò bruscamente: dal taschino della sua giacca, il telefonino lo avvisava che qualcuno lo stava cercando.

7 commenti:

perlinavichinga ha detto...

un piacevole distensivo? mannaggia...

Paolo ha detto...

e chi è al telefono? Bomber? che viene a fare il 3o incomodo e Oscar non combina piu niente?!!

Giulia ha detto...

Dimmi che è Bea.. Dimmi che è Bea..

Paolo ha detto...

speriamo di no.. Speriamo di no...! ;-)

Faith ha detto...

L'anno scorso ho seguito un laboratorio alla biblioteca burcardo, in pieno centro a roma.
Anche io mi sentivo proprio tosta, molto universitaria e cittadina ad "andare ogni mattina in centro per seguire un laboratorio"...perciò capisco come si sente Oscar!!!! :)

E cmq tu sei un maledetto...ci lasci sempre in sospeso!!! :) :) :)

Davide ha detto...

so che sto in ritardo,è un casino sto periodo fra.ti risp prestissimo,intanto leggo sempre comunque

PIDEYE ha detto...

Ma uffa...chi era??? attendo!!