martedì, settembre 18, 2007

Capitolo 7 - L'illuminazione (6)

Continuarono a parlare tutta la sera, incessamente di quella storia che fra le loro chiacchere continuava a prender vita senza che se ne accorgessero.

E scelsero come far muovere Siebel_boy, cosa avrebbe detto, il colore degli occhi di Ibrid e il tono della sua voce, pensarono un posto dove si sarebbero potuti vedere per la prima volta e il fatto che doveva scatenare l'amnesia di Ibrid. Rifletterono sul perchè e su come farli riunire, e come aiutarli a tornare quelli che erano. E il loro pensiero, per ragioni diverse, corse a come Ibrid sarebbe stata il ritratto di Bea, l'immagine non disegnata di quella ragazza così complessa, piena di sofferenza ma anche di vita.

Passarono delle ore, in cui Oscar prendeva furiosamente appunti sulla sua agendina, e BrotherZof spiegava il suo punto di vista con la solita placidità. Parlarono così tanto che si fece notta fonda, fino a che il birrario proprietario del locale chiese loro gentilmente di andarsene.

Quando uscirono, Oscar ringraziò l'amico perchè solo grazie a lui la sceneggiatura avrebbe potuto prender forma subito. BrotherZof ringraziò con il solito sorriso, mentre la città si lasciava trasportare indifferente dal freddo della notte.

Oscar tornò a casa sereno, e la mattina successiva chiamò Federica.

« Fede, ho una novità» le disse.
«Hai la storia» rispose lei.
«Ho la storia» disse lui.
E incominciò a raccontarle quanto scritto con BrotherZof, della storia di Ibrid e della sua amnesia, di come sarebbe stato un film semplice eppure pieno di quanto avesse da dire e di quanto avrebbero fatto un buon lavoro. Federica apparve turbata, perchè lei, per natura, era
«diffidente con ciò che si metteva bene». Ma la foga di Oscar era carica di energia, sembrava uno tsunami tanto la sua voce era vogliosa di realizzare. Federica lo ascoltò, e accettò di prender appuntamento due giorni dopo per cominciare la stesura: si sarebbero visti dopo le lezioni dell'accademia, dato che Oscar non avrebbe avuto da lavorare.

Al momento di salutarsi, Federica pose una domanda.

«Oscar, come tempi hai già pensato? Nel senso sai già che tempistiche dare all'accademia?»
«Sì certo.»
«Ah bene.. me le dici?»
«Fra meno di un mese cominciamo a girare, fra due settimane faremo i casting.»

Federica sussultò.
«In due settimane scriviamo una porcheria Oscar.»
«No, sono sicuro che in due settimane finiamo.»
«Aspetta di dare queste scadenze a Roberto.»
«Ok, Fede.»

E anche se così non fece, in quel momento Oscar si sentì sereno e onesto.

8 commenti:

sonia ha detto...

Ciao Fra ben tornato!

Allora, il capitolo termina: Ok Fede! Poi si dice che così non fece, perché si sente onesto se ha "mentito" alla sua amica/collega?

Devo aspettare la continuazione? Ok aspetto. :-)

Un kiss

Faith ha detto...

Bentornato!!!

Sono troppo curiosa di vedere come si evolve la faccenda!

:)

Davide ha detto...

ciao attendo anche io, anzi anche noi

la rochelle ha detto...

ha ragione oscar: quando si viene travolti dall'ispirazione non ci si ferma più...
se non sbaglio diversi romanzi rimasti nella storia della letteratura sono stati scritti in non più di dieci giorni.

andrea ha detto...

ciao ciao ... sono tornato anche io ...

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pencid ha detto...

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