sabato, maggio 10, 2008

Una storia in piazza Vittorio

Se scrivo della Standa, scrivo di un posto che a Nichelino è conosciuto ma nel resto del globo no.

Se scrivo di Torino, e del suo cuore pulsante, ecco che forse qualcosa cambia. Qualcuno penserà che il coinvolgimento è semplice, che sì sì, ciò che scrive Fra è quello che ho vissuto io.

Sono seduto in Piazza Vittorio, sono le due di notte, e ho bevuto 5 chupitos. Sono con colleghi e colleghe, sono con amici, sono seduto e sto guardando il monte dei Cappuccini, alle mie spalle, mentre intorno a me pare essere tutto in movimento. Gente che va, gente che beve, gente che si presenta, gente che urla, gente che ride, gente che caracolla e rischia di cadere tanto è ubriaca. E, poco distante, ci sono i Muri.

Cazzo, forse è là. Forse è là che balla al Puddhu. Forse è la che parla con il fidanzato, mentre io una fidanzata non ce l'ho più da un pò. Forse è là che parla con il fidanzato e pensa ai cazzi suoi, in questo cazzo di venerdì sera, mentre io sono qui a pensare a cosa pensa lei.

Piazza Vittorio è grande, la più grande di Torino, è come se fosse i seni della mia città, prende gli occhi del mio mondo e può contenere tutto il mio amore per te, Torino. Sei unica nel tuo genere perchè c'è tutto quello che c'è, ma senza Piazza Vittorio Torino saresti come se ti mancasse "ino" alla fine del nome.

Piazza Vittorio è bella perchè se ci passi la sera nove su dieci incontri qualcuno che conosci, alla fine il quadrilatero è bello ma Piazza Vittorio lo è di più. Dopo cinque chupitos, poi, a me pare pure che sia un posto dove pensare sia semplice anche quando c'è confusione.

E comincio a pensare, che in fondo Piazza Vittorio è tutta seduta con me, in quel mio sguardo verso il monte dei Cappuccini che in realtà sono in direzione dei Muri, sperando che quello che incontro oltre la compagnia, in Piazza Vittorio, sia lei.

Una possibilità su un miliardo, non nove su dieci. Ma che cazzo me ne frega, sono in Piazza Vittorio, sono qui e anche se sono seduto e intorno a me c'è gente, figa, ci sono macchinoni e c'è movida, anche un sogno basta, anche immaginare che lei salirà e incrocierà là dove guardo, per accorgersi che la aspetto da tutta la sera.

«Fra stasera è pensieroso» dice Claudio, e io sorrido e faccio di sì con la testa. Poi gli altri tornano a parlare e io torno a pensare.

Il fatto è che in Piazza Vittorio la notte è il giorno, i multati picchiano i vigili, le ragazze brutte diventano belle, gli operai diventano star e i ricconi scendono dal piedistallo. Gira tutto in piazza Vittorio, a volte i sogni cambiano e diventano realtà.

Si avvicina con passo svelto, tiene i piedi dritti e i fianchi sono sinuosi, i capelli sono raccolti come li porta sempre lei, ha i jeans stretti che aveva il giorno che l'ho conosciuta e la maglia che pensavo indossasse la sera che mi ha detto "Ho fatto una mia scelta, non posso stare con te". Ha le scarpe da ginnastica nere e il giubbotto chiuso che aveva quella notte che mi baciò sulla mano mentre le dicevo che dovevamo aspettare.

Tiene una sigaretta in mano, e la butta come le ho insegnato a fare. Solo che lei non è brava a farlo, e la tira a mezzo metro.

Probabilmente rido, perchè anche lei si mette a sorridere.

Gli altri non si accorgono che sta arrivando, forse ce ne siamo accorti solo io e Piazza Vittorio.

Mi alzo, ora Claudio mi chiede: «Ehi Fra dove vai?» ma io non mi gli rispondo, sul momento forse manco lo sento, Luca ride, le ragazze mi guardano e ridacchiano anche se non capiscono.

Quando ci troviamo a mezzo metro, lei mi dice «Ciao, Franci» come solo lei mi dice. Io le sorrido e non le dico niente. Le prendo il collo e le dò un bacio, e con la coda dell'occhio la vedo sorridere, poi è lei a parlare di nuovo.

«L'ho lasciato.»

Piazza Vittorio ci guarda, mentre io guardo Piazza Vittorio fra lo sguardo di lei e i mattoni che separano la terra dai miei piedi e si uniscono al cemento che separa il Po da Piazza Vittorio.

Le mie mani tengono le sue, Piazza Vittorio tiene me e lei fra le i portici che per me sono come le braccia di una bella ragazza.
Del bacio non vi dirò, anche perchè in effetti neanche io mi ricordo se c'è mai stato.

Per me questa storia finisce qui, io e lei con le mani nelle mani, gli altri che ci guardano e capiscono, Piazza Vittorio che ascolta la gente che parla, la gente che beve, la gente che caracolla perchè troppo ubriaca, la gente che si presenta, le belle, le brutte, i macchinoni, sguardi e storie che chissà quanto sono diverse le mie. Questa storia finisce qui, anche se più che un bel finale sarebbe un meraviglioso incipit.

5 commenti:

PIDEYE ha detto...

mamma mia, Fra, non passavo dal tuo blog da secoli. E' cambiato molto. Forse sei cresciuto . IO invece sono diventata più piccola. Mi piacciono i percorsi inversi :)
A presto. Ti linko e di sicuro torno a passare con frequenza:)

altraepoca ha detto...

quando leggevo mi sono immaginata la scena, due parole, un attimo e senti che forse al mondo era tutto quello che desideravi...due parole, due semplici parole e tutto cambia...bellissimo il tuo post...complimenti...
Altraepoca

Faith ha detto...

C'è poco da fare...sei un narratore come pochi. Non riuscivo a staccare gli occhi dalla pagina.
Ti abbraccio.

Cico, un bravo ragazzo ha detto...

grande fra. non sai cosa mi sta capitando in questo periodo, ma se l'epilogo della mia fottuta storia fosse questo, sarei l'uomo piu felice sulla faccia della terra.

grazie della piccola gioia che mi hai regalato

nonhodormitomai ha detto...

"Senza l'Italia, Torino sarebbe più o meno la stessa. Ma senza Torino, l'Italia sarebbe molto diversa" U. Eco...figuarati torino senza piazza vittorio.....ciao nè