giovedì, giugno 05, 2008

Rimane la rivalsa

Quando decisi di entrare a scuola era il 2006, avevo 24 anni, scrivevo di Ibrid e Joshua (leggere capitali precedenti datati 2006), ero forse più stupido, sapevo scrivere peggio, ero incazzato uguale, nonna era viva, vivevo con mamma, avevo sempre Fortunella, lavoravo all'incirca quindici ore al giorno, pensavo che scrivere fosse una via diversa, pensavo che avrei scritto tanto e bene, pensavo che se entravo la mia vita cambiava.
E' finita. La Holden è finita.
E ora è come stare fuori da un cazzo di centro commerciale, aspettando solo di scegliere la via che devi prendere.
Mi guardo intorno. Ho 26 anni, vivo da solo. Lavoro in un posto particolare, purtroppo non più Testawebedv. Qui, sul diario, ho smesso di scrivere racconti e romanzi, scrivo pensieri, parole, opere e anche omissioni, piccola bibbia del creato mondo Francesco.
E' cambiato tutto. O forse si è solo ribaltato il segno e sono diventato la mia immagine speculare.
Scrivo di me e mi rendo conto che davanti c'è sempre il resto della mia vita. E chi mi ha detto che faccio male a mettere due parole in croce su di me, qui, beh, caro signor Tu, anzi, signora Tu, ti dico che tanto qui ci capito solo io e che posso scrivere quanto voglio perchè tanto al resto del mondo non importa una cippa che davanti a lui ci sia la mia vita.
E pazienza se tanto mi dà tanto e quanto dico rimane come aria fritta in salotto appiccicato a cucinino. Pazienza se tanto in questi anni ho faticato, ho morso il sangue di doversi misurare con quattro grulli convinti di essere al di là di ogni regola e che ti sbattevano in faccia la loro presunta superiorità. Sto cazzo, ora lo grido, sto cazzo.
Sto cazzo siete superiori. Di fronte a me ci sono parole, ci sono strade diverse impossibili da prevedere, spero che siano come le voglio io, ora che scrivo che la scuola è finita e di nuovo mi trovo di fronte all'età adulta.
Scrivo ancora, non mi avete abbattuto fatiche per tirar su questi due anni, scrivo di me e scrivo di cosa vedo, cosa sento. Come quando davo a ogni respiro un nome diverso, e mi sentivo leggero, pronto solo a mettersi al tavolo e tirar giù due righe dove alla fine, tolte le parole, rimanevamo io e il mio dolore che non passa.
Ora che so, ora che mi rendo conto, non posso non dire: questo è il mio momento, è ora di uscirne. E a chi pensa che uscirne sia solo scappare, dico: non scappo, vivo. E cazzo, quanto voglio vivere ora.
A dispetto di quelli che non ci hanno creduto. A dispetto di quanti hanno detto sì, poi no. A dispetto di quanti mi hanno lasciato a piedi, mi hanno abbandonato quando avevo bisogno.
E' il senso di rivalsa che ci spinge, a volte. Il mio è lungo 2 anni e non mi lascerà.

6 commenti:

altraepoca ha detto...

ogni giorno venivo a trovarti per vedere se avevi scritto. mi cattura ciò che scrivi e come lo scrivi..l'arte di poter dire è un diritto l'arte di scrivere non riesce a molti ma a te si. comunchi e tanto perciò ti dico scrivi, scrivi, scrivi, scirvi. Altraepoca

Sara ha detto...

sfrutta questo tuo sentimento di rivalsa e di vittoria. pregusta i volti di chi non avrebbe scommesso nulla e poi va per la tua strada. Dimostra solo a te stesso quanto vali e ora apri le ali.

Buona fortuna fra

ildiluvio ha detto...

Ci si capita per caso, ma ci si capita sui blog degli altri. Io sono finito sul tuo. Mi sembra tu abbia la mia stessa rabbia, quella di chi non accetta di non poter scegliere liberamente perché il vento di chi ha più potere e soldi per scegliere è troppo più forte e si finisce col diventare granello di sabbia su una spiaggia, goccia di fiume che non può che fare il solito percorso adeguandosi. Sembra di non poter fare altro che farsi travolgere e seguire la corrente. Ma può anche capitare qualcosa di diverso, un'onda può raggiungere il granello di sabbia per trascinarlo nel moto dell'acqua, nel rimescolio delle onde e riportarlo altrove e ridargli una diversa possibilità, oppure la goccia del fiume può frangersi su una roccia e saltare fuori per evaporare e liberarsi nell'aria. Stai cercando anche tu questa possibilità? E' difficile fermare un vortice, una corrente, ma si può saltar fuori e urlare dicendo a chi rimane dentro: Perché vai di la? Cosa ti fa pensare in quel modo? Ma ti rendi conto di cosa stai facendo? Chi sei? Fermati! Ascoltami! Ti ascolto! Parliamo! Riflettiamo! Insegnami! Ti insegno!
Da quel che ho letto ho ascoltato questo. Troppa gente va, ma non sa perché e manco dove. Vuoi essere una voce? Adesso anche io ti ascolto e sono incazzato nero!!!

guarda in su ha detto...

Bello, accidenti.
L'avessi trovata pure io quella scuola di Holden, due anni fa, quando ero nella stessa identica situazione tua, probabilmente saremmo stati compagni di corso. Perchè mi è sempre piaciuto
scrivere e non ci sono mai riuscita. Ho sempre avuto problemi con le idee: lampeggiano e subito mi scappano.
Nell'attimo stesso in cui provo a fermarle, le parole perfette che avevo non vanno più bene, come se una manona invisibile me le avesse mischiate tutte.
E così in quello che scrivo ci sono sempre almeno un "io", un ricordo ed un caffè: quelle cose che rimangono comunque anche quando si rimane indietro ed anche quando non è esattamente di se' stessi, che si sta parlando.

Ma ai tempi mi sono dispersa in tutt'altro, che ora è in dirittura d'arrivo, insieme all' inquietudine standard che ogni fine si porta dietro.

Vabbè.
In bocca al lupo a te. ^^

PS La foto dov'è stata scattata? Sono i tapis roulant del Lingotto?

Faith ha detto...

Rimani tu...e questa è la cosa più importante.
Vorrei dirti tanto ma forse non me ne sento all'altezza, perchè sento che la tua rabbia ha radici lucide e profonde.
Ti dico solo: non so cosa vorrai fare...ma continua a scrivere. Di te, degli altri, di qualsiasi cosa. Ma scrivi, perchè è tutto di guadagnato. Per te, e per noi.

Un abbraccio

massimo ha detto...

c'è rivalsa e rabbia
che iniziano con la stessa lettera
che sono spesso fidanzate
ma c'è anche scuola e soddisfazione
estate ed elogio
vacanza e viaggio
tu decidi
ciò che vivi
ciò che dimentichi
quello che sta in mezzo sono solo chiacchere
e qualche distintivo.....