lunedì, luglio 21, 2008

Attesa, attendere - parte 2

Io di attendere certe cose, sono anche felice.

Attenderne altre, meno.

Su certe cose so tener duro.

Su altre, meno.

Su certe cose ho scritto tantissimo, mentre su altre non ho scritto mai.

Ed ecco che qui descrivevo il tempo e ciò che è l'attesa.

Voglio scrivere una storia, mentre attendo.

"Pier guardava il suo profilo su facebook e si sentiva male. Cosa gli fosse preso nel momento di dirle quelle parole, non avrebbe saputo spiegarlo. Eppure sapeva che le aveva dette perchè le credeva, in quel momento. Era il dopo che non sapeva d'aver tralasciato, in toto.

In altri casi, Pier si sarebbe detto che non aveva badato al futuro. Che forse, aveva ragionato più con il cazzo che con il cervello.
«Non so, ora è estate, ora non so se è meglio per noi, in fondo usciamo già da un pò però non è che ci conosciamo così a fondo» e cose così. Si erano susseguite come scuse, mentre Lorena piangeva di fronte a lui senza capire che cosa avesse scatenato la scelta di scappare. Eppure Pier sapeva che in quelle lacrime, Lory - così la chiamava lui - stava anche prendendo atto che lui non era altro che un bello stronzo, e che con quelle lacrime Pier oltre che bagnarci il momento della lasciata ci avrebbe sciacquato il rimorso.

Eppure, Pier non aveva ascoltato il momento ed era andato dritto. A lui serviva solo il permesso mentale per scoparsi Alice, la figa del secondo piano. Ed ecco che ora che ce l'aveva, non gli sarebbe dovuto importare altro che di ciò che lo aspettava: mutande di pizzo, notte folle, alcool, sesso sfrenato. Joker in Full Metal Jacket la chiamava "l'immensa scopata ritorno a casa". Ecco, Pier mentre lasciava Lory pensava un pò alle sue lacrime un pò a Full metal Jacket.

Pier ripensava a tutto questo mentre guardava il suo profilo su Facebook. Pochi attimi prima aveva posato il cellulare. Aveva concordato con Alice di vedersi davanti al Flora, in piazza Vittorio, per le otto e mezza. Aperitivo, un cocktail, poi sarebbero andati a casa sua. Glielo aveva chiesto espressamente lei, che non aveva voglia di tornare a casa sua dato che la coinquilina dava una festa cui lei non voleva partecipare. Al telefono la sua voce rispecchiava i suoi seni di marmo e le natiche d'acciaio, le labbra carnose e le cosce che Schumacher ci avrebbe potuto girare su una mezz'ora con la Ferrari tanto erano lunghe, i capelli biondi tanto da sembrare un manifesto di Brigitte Bardot, e gli occhi da gatta che la facevano un pò asiatica un pò bellezza mediterranea, mescolanza di razze e congiuntura di vari modi di dire "fascino".

Solo la voce gliel'aveva fatto venire duro. Pier aveva parlottato sogghignando, pregustando quella serata. Aveva parlottato andando avanti e indietro per il soggiorno. E senza accorgersene, aveva acceso il computer. Si era connesso a Internet. Senza pensare aveva aperto Safari. Senza pensare, Pier aveva aperto il suo profilo di Facebook. E aveva guardato la foto di un profilo, quello di Lory.

Pier in quel momento cambiò tono. Anche Alice, che lo conosceva appena, se ne accorse. Ma fece finta di niente, forse. Anche lei pregustava il piatto che Pier voleva servire la sera.

Quanto il tutto si era concluso, Pier aveva posato il telefonino di fianco al computer e aveva continuato a guardare la foto. Lory era sorridente lì, il sorriso che aveva quando lui le faceva le foto e lei non voleva. Aveva scattato quella foto durante una gita in montagna, quando si erano conosciuti. Era stato Pier a chiedere a Lory di usarla per Facebook, diceva che in quella foto "le ridevano gli occhi".

Era rimasta lì fino in fondo. In quella foto, Lory aveva riversato tutto, senza uscirne. Era rimasta bella e limpida, ciò che faceva impazzire Pier.

Pier la guardò per qualche attimo. Attese un pò. Poi dentro di sè sentì scendere l'eccitazione per la scopata che si era manifestata all'orizzonte. Guardò il cellulare e mandò un sms. Non ricevette risposta. Attese un pò, guardando quella foto e sentendosi sempre più male.

Poi spense il computer, e decise di non uscire."

L'attesa, l'attesa....

A presto,
Fra.

3 commenti:

la rochelle ha detto...

è troppo bello come da qualche semplice parola buttata lì in un discorso possa arrivare l'ispirazione per un racconto così riuscito. grandissimo

Nuvolacaduta ha detto...

Tu sei passato da me e io ricambio! Questo breve brano riesce a commuovere. Ti seguirò!

gnugnu ha detto...

Quando ho letto questo pezzo mi è venuto in mente il capitolo che viene dopo. Ma non l'ho scritto, era un brutto finale. Magari ne esistono di diversi, magari ne esistono di migliori... o almeno spero! ^^

mAry