venerdì, agosto 01, 2008

Diano Marina, Juventus, e quello che non cambia












Di solito sono metaforico, scrivo storie per raccontare di me.


Questa volta è diverso: questa volta è una di quelle volte in cui ci sono cose che non possono che essere chiamate con il loro nome.


Dieci anni fa. Era l'estate del 1998.

Una sera, c'era anche una ragazza di nome Lorena, alla Beamish, decidemmo di andare a casa di Marco,
a Diano Marina. Credevamo di partire il 25 agosto, e cantammo per decine di notti "Alla fine di agosto tutti a casa di Spysso". Spysso è un mio copyright.

Posso dirlo con orgoglio.
Eravamo noi, oltre al padrone di casa.

Si aggiunse anche Daniele, un giorno prima di partire.

Fu una vacanza che ognuno di noi, ognuno per
i propri motivi, non riuscirà mai a dimenticare.
E incredibilmente, partimmo l'8. Invece che il 25. Che roba.
L'8 agosto saranno 10 anni.

Cazzo, quanto tempo.

Domani è il 2 agosto, e Fabrizio, tu partirai per Londra. Ci sarà Simo ad attenderti e andrete a vedere Arsenal - Juventus.

C'è sempre stato qualcosa ad unirci, e la Juventus è una di quelle cose che ci ha unito nel corso degli anni. Quando litigavamo c'era
sempre una partita da vedere insieme, come scusa per riappacificarci. C'era sempre un modo come un altro per parlare di Del Piero e ricordarci che l'amicizia non passa.

Domani Simo, aspetterai Fabrizio e gli darai il biglietto per lo stadio, e probabilmente, insieme, farete caso che io non ci sarò, per
vari motivi.

E' una cazzata, però è curioso che a dieci anni di distanza, di nuovo, ci potesse essere l'occasione per andare via, insieme. Simo in questi anni ha preso altre strade, ma alla fine c'era sempre, e io e Fabri, beh, ci siamo sempre stati.

Domani vi incontrerete, e io da qui vi penserò, farò finta di esserci anche io con voi, perchè in fondo è come se ci fossi.
E quando ci sarà la prossima volta, allora costi quel che costi ci sarò. Perchè fra noi tre c'è sempre stata "una prossima volta", sia quando uno decideva che non era il caso, sia quando l'altro diceva che non poteva.

Ci sarà anche per una partita all'Emirate una prossima volta, perchè non è solo la Juve.

Ci sono cose che vanno al di là dell'apparenza,
c'è qualcosa che va anche oltre la comprensione e si riduce a un coro. Come l'anno scorso, tornando da Andora, cantando come cretini una canzone di Daniele Silvestri e tutti ci sentivamo arrivati e in partenza.

Le strade si dividono, i kilometri di distanza aumentano (cazzo quanto è lontana Nottingham Simo, era più semplice venire a chiamarti in via San Vincenzo) aumentano le difficoltà, aumenta il dolore di sentire passare il tempo.

Ma aumenta l'orgoglio di dire: sono passati solo 10 anni da Diano Marina. E a parte che sono più grasso, che voi due avete pochi capelli,
che ci siamo lasciati e ripresi, che ci hanno lasciato (le donne, le donne) e ci hanno ripreso, che viviamo in mondi differenti e a prima vista lontanissimi, in realtà non è cambiato nulla.

Si chiama amicizia, credo.

Divertitevi ragazzi, tanto lo so che vi mancherò: senza di me non fate casino allo stadio.
E poi la Juve gioca sempre una prossima volta.

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