venerdì, settembre 12, 2008

La terza parte

"Hai grandi occhi verdi, Sara, e non so se sai quanto tu abbia la mia stima, il mio rispetto, per certi versi il mio affetto. Non so se tu possa condividere tutto questo, anzi sospetto che tu non abbia neanche la minima idea che io ci pensi. Per te probabilmente è finito tutto quella sera. Sei rimasta silente dopo quella sera. Sei come me, se io facessi così sarebbe solo per un motivo.

Pazienza. Ricordo tutto ciò che faccio, e in questo caso, non posso dire che non sia stato così. Ricordo quella sera e la porto con me, mentre penso alla storia da scrivere sul tuo viaggio in Irlanda, prima che tu lo viva. Mi piacerebbe raccontartelo in una pagina, lasciartelo chiuso in una busta e sperare che lo legga. Arrivata, sull'aereo della partenza o del ritorno, o anche a distanza di anni, nell'ennesimo posto che deciderai di visitare.

Se indovinerò anche solo un aspetto, un sapore, una sensazione del tuo vissuto, vorrà dire che avrò capito ciò che provavi, e avrò superato la superficie speculare che ci separava e ci univa. Che avrò pescato dai tuoi grandi occhi verdi, ci avrò letto fino in fondo la verità del tuo pensiero. E, ovviamente, lo avrò amato fino a scoppiare. Ti auguro un buon viaggio. Non so se ti aspetterò, certamente ti penserò, e con quel pensiero proverò a scrivere le mille storie che mi hai lasciato senza saperlo."

FINE.

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