venerdì, settembre 19, 2008

Lo scriverò sul muro




















Dedicato a due persone molto speciali.

"L'aveva sfidato a mettersi in gioco. In fondo anche lei sapeva che non sarebbe arrivato a tanto. Perchè P. era coraggioso, ma non tanto da infrangere la legge.

Era uscita come una battuta, la sera prima, quando nel parlare per l'ennesima volta di loro due, del suo presunto fidanzato, della confusione che sentiva addosso, M. l'aveva buttata lì.

- Se sei così sicuro, scrivilo su un muro.

- Guarda che sei tu che dovresti scriverlo sul muro, che dobbiamo stare insieme.

Era stata una di quelle risposte criptiche che non s'adattavano a lui, eppure era così che era andata. Aveva risposto così, ed M. non è che avesse capito perchè. L'aveva dedotto, che forse voleva provocarla, perchè al di là di ogni considerazione, il fatto che lei volesse P. ma pensasse ancora ad F. non era un granchè. O meglio, non pensava a F., semplicemente non voleva mettere in gioco F. per P., pur sapendo che P. era, in quel momento, una delle persone che potesse conoscere.

P. intanto, cincischiava qua e là cercando ragioni, mostrandosi duro e torvo, ma con la mente sempre rivolta a lei. Di questo, M. ne era sicura. Si deduceva dalla sua continua ricerca di lei, degli occhi che solo lei aveva là dove si erano conosciuti, un'immensa catena di montaggio per giovani studenti universitari.

S'erano conosciuti al lavoro, e forse non s'erano resi conto di piacersi. A guardarli da fuori, si sarebbe detto: "Sono solo grandi amici". Eppure, chi conosceva bene P., vedeva un microscopico cambiamento quando dalla porta spuntava M..

Diventava tenero. Ecco, è così che si sarebbe definito.

M. cominciò a vestirsi come ogni mattina. Si pettinò i capelli neri, morbidi come il velluto e odorosi dello shampoo appena fatto, cercando di conservarne la piega che il phon era riuscito a regalarle. Si passò una crema per la pelle sul viso, gustandone la freschezza.

Era settembre, e quel fresco sembrava rigenerare la terra, e forse lei stessa, dopo le vacanze turbolente, il lavoro continuo, le crisi con  F. e le discussioni con P.. Ma soprattutto, le rigeneravano tutte le energie spese nel pensare a come sarebbe stato se...

Finì di passarsi un lieve filo di trucco, come solo lei sapeva fare, e si vestì. Maglia nera con un disegnino di un gatto, un paio di jeans e sotto le immancabili Converse rosso fuoco con i lacci allargati. Si guardò allo specchio per l'ultima volta prima di uscire, prese la borsetta con portafoglio, cellulare e fazzoletti di carta, poi salutò sua madre "Ciao ma, torno per pranzo." La mamma salutò con un risucchiato "ciao" dalla cucina dove era intenta a preparare un buon sugo per la pasta.

Chiamò l'ascensore, e scese.

Sulla strada c'era il solito caos, causato dal cantiere della metropolitana. M. si guardò intorno, come se fosse la prima volta che capitava lì.

Non si rese conto subito di quanto era cambiato, Lo notò dopo qualche secondo.

Sulla recinzione del cantiere, in nero, c'era una scritta. Un piccolo testo, a pennarello, che non aveva notato prima. 

S'avvicinò, per leggere. M. non ci poteva credere.

- Ilarità e dolcezza, ecco cosa vedo in te. Non sei la ragazza con cui passerei una serata, perchè con te vale la pena provare a vivere a  lungo. So che sei impaurita, come lo sono io. Ma io la mia paura l'ho messa da parte per scrivertelo sul muro. Ora metti da parte la tua.
Perchè sai cosa lasci ma non sai cosa trovi, ma puoi sempre provare a fidarti.

M. non capì subito. Poi ripensò all'ultima discussione.

Ripensò alle discussioni precedenti. Alle paure, alle parole. Alla voglia di baciare P. e alla voglia di lasciare F. Alla sofferenza di lasciare F. e alla paura di fare un passo azzardato. E poi pensò che non aveva mai contemplato il ristoro che avrebbe trovato nelle braccia di P. Chissà come sarebbe stato.

Tornò sotto casa sua, e inviò un sms a F. "Non ci sono stamattina. Anzi, non ci sono. Più."

Poi chiamò P.  Era giunto il momento di provare a vedere, come fosse, quel ristoro."

1 commento:

Faith ha detto...

I tuoi racconti mi coinvolgono sempre, davvero.