lunedì, ottobre 06, 2008

Il senso delle cose





















C'è un senso d'apatia nell'aria. Come se a respirare ti entrasse dentro un qualcosa di maledettamente triste. E' complesso da indicare, complesso da spiegare. Si può soltanto dire che c'è, a dispetto di quanto si possa fare. Perchè non si scambia la propria voglia di stare al mondo con quello che effettivamente è.

Io sono invaso di sensazioni, che talvolta possono isolarsi nel senso di speranza che pervade ognuno, quando le cose non vanno come dovrebbero. Ti pensi e dici: "Potrebbe andare peggio di così, domani non può che essere meglio perchè d'altronde sono io che mi faccio il mio cammino". Poi il domani si rivela non solo uguale a oggi, a ieri, a l'altro ieri, ma soprattutto senti che la speranza che pensavi tallonasse il tuo spirito è sparita. Non rimane altro che il tuo senso d'apatia.

Lo sapete, che cerco il senso. L'avete sempre saputo, che sto cercando di cambiare il destino. Qualcuno più di altri. Ho un amico, Pietro, che mi sta ad ascoltare per ore e mi dice sempre che sono grande perchè non mollo mai. Tu non lo sai, Pietro, ma io ho già mollato da un pezzo, perchè senza volerlo le mie speranze, ciò che in ognuno è la spinta per andare avanti, si sono tramutate tutte in un unico, grande senso d'apatia.

C'è chi mi ha detto che volevo fare lo scrittore compromesso, senza badare al fatto che forse questa strada io non l'ho mai percorsa. Eppure l'ha detta quella frase, a prescindere, per fare male, per dire che il proprio pensiero è quello che la mia scelta sia stata in ordine di facilità, non in ordine di vocazione.

C'è un senso in tutto questo. C'è un senso nel lavorare gratis, forse. Come nel camminare in posti dove la gente vive di pregiudizi. E' il mondo, baby, e nessuno lo cambia con un tocco di bacchetta magica e vuallà. Però è dura, oh se è dura.

Come bestemmiare: credo che la bestemmia sia uno dei momenti in cui si prega di più. Perchè sai che c'è un Dio ma non sai perchè tutto debba andare come va. E allora lo interpelli, Lui in divinità, insultandolo, dicendo: "Cazzo, Dio, ma che cazzo sta succedendo?". E parte l'insulto. E' anche il momento più basso che uno possa raggiungere, d'altronde da un insulto si può tranquillamente passare a un quesito: "Dio, mi aiuti a darmi una risposta?".

Ma non ho mai visto un pianto che non fosse sincero. Ogni lacrima ha un qualcosa di completamente puro, inimitabile, inarrivabile: è il dolore. Il dolore è puro, niente può affinarlo in quanto a intensità.

Il dolore che dà una strada che non si sbriga a mostrarsi, un sentiero che non si riesce a percorrere se non in un semplice "Non c'è posto per te, avanti un altro". La consapevolezza di aver errato, non come i cavalieri ma nel senso di sbagliare, strada e speranza.

Ogni cosa ha un senso, forse sì, forse no. Ogni cosa è formata da un disegno e da un punto 1), quello per intenderci che se fossi sulla Settiamana Enigmistica dà il via per la composizione di un disegno stillizzato.

La mia domanda è retorica, perchè so già la risposta: io so che ogni cosa ha un senso. E' sempre stato così la mia vita: in ogni avvenimento presto o tardi trovavo il perchè.
Oggi proprio non riesco a capire. Non capisco tutto questo, cerco di comprenderlo ma proprio non ci riesco. Mi sforzo di pregare Dio, ma l'unica cosa che parte è un insulto. Cui segue un'immediata, pentita, richiesta di perdono. Un perdono che continuo a chiedere mentre ringrazio anche di quello che ho, so che ce l'ho per Grazia Ricevuta e non per bravura, solo per Grazia.

E' tutto racchiuso in un senso, diverso da quello di Vasco che alla fine un senso non ce l'ha, che non si riesce ad attribuire ma che illumina anche quei lati delle cose che si rivelano, presto o tardi, la grande causa di ogni domanda.

Un esempio che calza: una canzone. La si ascolta in un dato momento meraviglioso, per poi riascoltare, con quelle note, le stesse cose che si ascoltarono allora. Riassaporare gli stessi odori, amare le stesse luci. Ma in quel momento, senza che forse tu non te ne sia reso conto, scorreva quella canzone. E a posteriori, ti dici: "Meno male che quella sera avevo quel CD".

La vita è meravigliosa. Talvolta però amarla è duro come sapere di dover morire, un giorno o l'altro, senza che ogni speranza sia realizzata.

Però io non riesco proprio a fare meno di amarla.

1 commento:

Faith ha detto...

Mi sento proprio come te in questo periodo così strano...vorrei trovarlo questo senso, ma più mi sforzo e più mi sembra che tutto quello che mi accade non abbia capo nè coda. Eppure, anche io non riesco a non amarla, questa maledetta vita.