lunedì, novembre 24, 2008

Vita di tutti i giorni

Ti alzi. Fa freddo fuori dal letto. Guardi l'ora e mancano circa 87 minuti all'inizio del tuo mattino, quello vero, quello colorato di lavoro.

Fai colazione, con la voglia di vomitare perché di andare a lavorare in un call center non hai voglia. Di andare a rispondere a quelli che pensano che non vali niente. Eppure ci vai. Pensando che da quel colloquio ti risponderanno che va bene, che questa è la volta giusta, che prenderai uno stipendio.

Ti fai la doccia. Ti vesti con vestiti logori ma di soldi per comprare capi d'alta moda non ne hai. Ti vesti e prendi la tua macchina che da 2 mesi cigola pesantemente, saranno le ganasce dei freni come ti ha detto il meccanico 2 mesi fa, che erano da cambiare. Solo che costa 200 euro e tu non li hai. Allora vai nel traffico di via Sestriere, la macchina cigola, alla radio danno la rassegna stampa dove raccontano di gente che fallisce e di politici che si alzano lo stipendio, mentre un nero diventa presidente degli Stati Uniti. Ma tanto anche tu stai per vincere le tue elezioni: aspetti quella chiamata.

Arrivi al lavoro. Ti metti a rispondere, intorno c'è gente incazzata. Al telefono, gente incazzata. Ti manca l'aria, non sai più che fare. Ti senti un fuoco dentro, dici no non ci sto più qui, o esco o mi ammazzo. I minuti non passano. Poi, l'eternità finisce con il tuo turno. Esci. Con il contorno di battute sarcastiche e occhiate di minchia. Esci senza pranzo e vai allo stage alla scuola di creativi piena di gente figa. Corri, parcheggi a 1 km dove non si paga il parcheggio, per risparmiare. Cammini di corsa chiamando la tua ragazza che attorno ha un pieno di gente "figa-intellettuale di sinistra- sono figo perché voto PD - gli altri non sono un cazzo perché non fanno tennis o vengono al cineforum da intellettuali", e che da quando frequenta sti stronzi ti tratta da coglione. Ti incazzi, ma fa lo stesso. Manca poco, appena ti chiamano diventi figo anche tu e con un lavoro anche la tua tipa ti stimerà di più, no?

Ti han dato i buoni pasto come paga, uno al giorno per 20 giorni, te li sei venduti perché sennò come cazzo compri da mangiare. Mangi solo focaccia bianca e ti rimbomba nelle orecchie la frase del tuo capo: "Se non smetti di mangiare focaccia diventi un cracker". Ma a te non ti frega un cazzo, perché quel pomeriggio ti chiamano.

Cominci a lavorare mangiando il tuo pezzo di pane e olio. Ti metti nelle orecchie lo zoo di 105, almeno ridi un pò, mentre lavori. Intanto intorno, la gente parla di progetti in cui i soldi ci sono. Ti passa vicino gente che soldi ne prende. Per te però soldi non ce n'è. Non è per colpa tua, soldi non ce n'è per tutti. E dentro di te, pensi: "Sto cazzo, oggi mi chiamano da quell'azienda e poi soldi ne ho, non tanti, il giusto, e sta cippa che vi faccio il sito gratis, pigliate un altro disperato, io non lo sono disperato.".

Esci. Hai male alla pancia. Hai mal di testa, sei stanco. Non ce la fai ad andare ad allenamento di calcio, anche se vorresti. Ma come fai. Poi devi dare la tua quota in squadra, per giocare. E devi fare la visita medica per l'assicurazione, costa 40 euro. La società non te la paga. No, non puoi andare, hai pochi soldi. Ma questa sera ti chiamano, te l'han detto.

Sei esaurito. Passi da ponte Isabella, e guardi quelli nelle Mini e nelle Volvo. Puliti, senza un filo di sudore. Tu ti odori e ti senti anche sporco. Ti ripeti: "Speriamo che se mi chiamano non mi dicano di andare ora, sennò che figura ci faccio".


Arrivi a casa. Butti il computer in un angolo. Accendi MTV, c'è la pubblicità. Guardi la D'Urso che parla di bambini abbandonati con una soubrette di cui non ricordi il nome. Poi scatta la marchetta sul suo calendario. Giri il canale e Berlusconi dice che il suo è un buon governo, ripensi a tuo padre che ti diceva che solo perché leggi Travaglio sei uno che ha gli idoli sbagliati e che il buon giornalismo si chiama Veneziani o Mario Giordano. Ripensi a quello che disse Padoa Schioppa, dei bamboccioni. E pensi che lui ora è alla terme con il vitalizio da ministro, mentre tu che sei un bamboccione devi stare così. Ti prudono le mani, quando pensi a Padoa Schioppa e a quell'uscita, e non sai il perché. Ma tanto, appena chiamano..

Senti il cellulare squillare. Sono loro.

Rispondi.
Ascolti.
Ringrazi.
Saluti.

Han preso un altro. Quello che scoprirai dopo un mese esser l'amico di. O la ragazza del. Oppure scoprirai che quello che han preso era un profilo diverso e hai avuto semplicemente sfiga. Succede sempre così, lo scopri ogni volta, e ogni volta ti sale la rabbia, per non esser agnostico e per aver creduto un'altra volta.

Attacchi il pc. Ti connetti a internet e scrivi sul tuo blog, scrivendo i tuoi pensieri, aspettando che questo governo moderno di gente moderna con un'opposizione moderna fatta da gente moderna con interessi moderni che guarda all'Occidente più moderno, ecco che tutta questa gente faccia una legge per chiudere i blog facendoli passare per giornali, dove devi iscriverti a un registro anche se scrivi a cazzi tuoi le cazzate tue che non leggerà mai nessuno.

Poi ti cucini la pasta, mentre mangi pensi che in fondo non è finita e maledici la scelta di provare a smettere di fumare, poi lavi i piatti, giochi al computer e verso mezzanotte ti rimetti a dormire.
E dormi, svegliandoti un paio di volte, nervoso e incazzato. Impaziente.

Aspetti un altro giorno uguale agli altri, dove la speranza non muore mai e i tuoi sogni si accumulano, come la voce che esploderà il giorno che urlerai un "vaffanculo" ai call center, a quest'Italia di merda, a questi politici del cazzo, al becero qualunquismo e all'insofferenza, agli amici falsi e alle storie deluse, a quelli che son spocchiosi con i soldi di papà e a quelli che si vantano in birreria dell'ultimo cellulare davanti a te che hai il cellulare che non funziona da un pezzo, agli stage gratis e quelli che ti guardano dall'alto in basso senza pensare neanche per un attimo che potresti ucciderli a pugni in faccia. Urlerai in faccia a tutto questo il tuo "vaffanculo".
E tutto questo, finirà.

3 commenti:

la rochelle ha detto...

giù il cappello.. fino a strisciarlo sulle pietre di via rossini

buncia ha detto...

io li leggo. le tue cazzate e i cazzi tuoi.
e purtroppo chiamare nei call center costa, altrimenti telefonerei per tenerti un po' di compagnia. e per evitarti un po' di rompicoglioni...

consolati. è così per tutti.

:)

altraepoca ha detto...

è splendido "tornare" e leggerti...un rientro letterario. complimenti...
Altraepoca