mercoledì, febbraio 11, 2009

Il futuro nel mio passato, il mio passato nel futuro

Vivere a scadenza mi ha sempre fatto impressione. Come quando hai una scadenza lontana sei mesi, sai che quella scadenza porterà un cambiamento che presumibilmente ti farà male. E quei sei mesi li vivi così, come a dire che non c'è altro che possa cambiarti le cose. E allora, tutto rimane in scadenza. Mangi e caghi, dormi e fuggi, sempre con in testa una data, un saluto, un addio forse.

Quante volte ho sognato d'esser pronto alla fuga definitiva, prendere e dire "addio".

Pronto a uscire dalla porta di servizio, senza disturbare, affinché il resto del mondo contasse sull'incoscienza che un altro membro stesse lasciando.

E ricominciare, sperando che un giorno qualcuno volgesse lo sguardo da questa parte. Sperando che un giorno anche chi non si fosse accorto si accorgesse.

Eppure non è sempre così che vanno le cose, sperando che uno o l'altro si voltino e constatino che, a ben vedere, il futuro e il passato son mischiati e c'è poco da fare quando uno sostituisce l'altro.

Qualcuno mi ha chiesto dove rimane il presente, quando accade così. Credo che il presente poi diventi lungo tutto il resto della vita. Senza alcun sapore, per poi esser gustato quando è invecchiato, quando appunto, diventa passato.

Senza che vi sia risciacquo di speranza, ma solo flebile malinconia. Come a dire: "Guarda il cielo e piangi perché niente potrà contenere questo senso di vuoto". Il senso di vuoto che solo vivere sei mesi, sei minuti, sei secondi, secondo questa modalità in scadenza di cui ho fatto cenno prima.

Quando non sai come finirà, ma sai che forse è già finita mentre ne stai parlando.

Perchè, come ha fatto notare quel qualcuno che mi ha chiesto del presente, quando il passato diventa futuro e il futuro diventa passato, sai per forza la risposta, dato che è già stata detta e non ti rimane che scriverla.

Scrivere è sempre il passo più difficile.

Capire poi che significa, mi risulta proprio impossibile.

4 commenti:

ildiluvio ha detto...

LA SOLITA STORIA DIVERSA

E’ tutta una storia di cuori
di bellezze più o meno belle
e situazioni dolci.
Si rincorre l’intuito
setacciandogli azzardi
nel dubbio del volere o no
amare i sogni d’amore.
Illusioni danno la cornice
al volere fare emozionato
e si creano pensieri che illuminano il quadro nuovo.
Un cerchio
da l’aureola di un’eclissi ad un mondo
che vorrebbe far luce,
un cerchio che spezzandosi
può infrangere uno specchio
e dare alla vita l’importanza del nulla.
Il volere volare
si sgretolerebbe allora perdendosi giù
da una clessidra spezzata.
E’ tutta una questione di cuori
bei paesaggi e particolari odori,
di pensieri giusti e sbagliati,
dolori e allegre passeggiate,
pizze, birre e depressioni,
albe e tramonti,
stagioni e capelli di donne,
di aspirine e la bella risata di lui.
E’ una questione uguale per tutti
diversa per ciascuno,
che poi è sempre quella.
E’ la vita…
è lei.
Cuore, pensieri, dolori …
(e poi... si muore?).

Viola ha detto...

Si Fra!Te la do l'amicizia su FB...ormai ci sono...ihihih...ma devi cercarmi come Violetta Tomassetti

Viola ha detto...

accettata!

Viola ha detto...

E comunque scrivere del passato è davvero molto difficile...un bacio lontano da facebbok stamattina Fra